Tutti contro Polanski

| I cinema francesi che proiettano l’ultimo film del regista polacco presi d’assalto e bloccati dalle proteste. La moglie Emmanuelle Seigner minimizza: fra 10 giorni sarà silenzio

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“J’accuse”, il titolo dell’ultimo film di Roman Polaski, è diventato “J’abuse” nei cartelli delle proteste che stanno andando in scena in tutta la Francia, di fronte ai cinema che ospitano il nuovo lavoro del discusso regista polacco.

Una campagna di boicottaggio nata dopo le accuse di Valentine Monnier, fotografa ed ex modella che ha svelato di essere stata violentata nel 1975 da Polanski in uno chalet di Gstaad, in Svizzera. È la seconda accusa a pendere sul capo del regista, dopo quello del 1977, quando Polanski ammise di aver fatto sesso con la 13enne Samantha Geimer, ma riuscì a fuggire dagli Stati Uniti dopo pochi giorni di detenzione.

“L’ufficiale e la spia”, titolo italiano del film che in Italia uscirà il 21 novembre, non ha avuto vita facile fin dall’inizio: lo scorso settembre, al Festival di Venezia, non sono bastati gli sforzi di Lucrecia Martel, presidente della giuria, per giustificare un Leone d’Argento che ha premiato l’artista, prendendo le distanze dall’uomo.

Il film ripercorre “l’affare Dreyfus”, uno dei più celebri ed emblematici errori giudiziari della storia: la vicenda di Alfred Dreyfus, capitano dell’esercito francese accusato ingiustamente di alto tradimento e riabilitato soltanto anni dopo. Secondo i critici, lo sguardo di Polanski su Dreyfus è quello di chi si sente ingiustamente accusato di qualcosa che non ha fatto.

In soccorso di Roman è arrivata in queste ore Emmanuelle Seigner, da trent’anni moglie in carica di Polanski e protagonista di numerose pellicole del marito, compreso “J’accuse”: “Questo film passerà alla storia del cinema, tutto il resto svanirà nel giro di 10 giorni. Penso ciò che il film dice: essere accusati non significa essere colpevoli. Dovremmo riflettere tutti su questo. Sono convinta che tutto svanirà in fretta e per fortuna il pubblico sta dimostrando di essere più intelligente dei media”.

Pare che non vada esattamente così: le proteste hanno costretto gli organizzatori ad annullare l’anteprima del film al cinema “Le Champo” di Parigi.

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