Vivere e soffrire con Weinstein

| Una delle sue ex assistenti racconta le mansioni aberranti a cui era adibita. Ha resistito due anni, e ora sta per presentare denuncia. Il suo legale: “Nessuno dovrebbe subire tanto”

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Di Germano Longo
Cosa avesse sempre da sorridere, Harvey Weinstein, forse non sarà mai chiaro del tutto. Più il tempo si allontana dallo scorso ottobre, quando il suo nome rotola su tutte le prime pagine del mondo fino a trascinarsi una slavina di toccatori-intoccabili, e più le rilevazioni sul suo conto lo dipingono come una persona agghiacciante. E non soltanto per le feroci abitudini sessuali e la prepotenza con cui, semplicemente, pretendeva di portarsi a letto chiunque gli passasse davanti ai bulbi oculari, ma per una violenza nei comportamenti da vero dittatore.

L’ennesima conferma arriva da Sandeep Rehal, una delle sue tante assistenti alla “Weinstein Company”, e forse una delle poche che è riuscita a resistere addirittura due anni, dal 2013 al 2015, per poi andarsene a gambe levate. La donna ha svelato a “Hollywood Reporter” le aberranti abitudini del cinghialone hollywoodiano, che non solo pretendeva disponibilità lavorative senza limiti di orari e festività, ma obbligava le sue assistenti a ripulire dai divani le tracce organiche delle sue avventure, per tentare di dirla in un modo accettabile.

Weinstein non aveva timori e nemmeno remore verso nessuno: più volte, capitava che dettasse alle sue segretarie i testi delle email da inviare passeggiando per il suo ufficio totalmente nudo. Perfino le mansioni assegnate a Sandeep, avrebbero fatto la felicità di qualsiasi sindacato: era lei a dover approntare tutto ciò serviva quando il testosterone del boss saliva a livelli da allarme rosso. Era lei a preparare e pulire gli spazi riservati alle sue ospiti, ad acquistare fiori, accappatoi e biancheria intima femminile, e sempre lei a raccogliere le telefonate dei suoi familiari, scontrosi, violenti e cafoni almeno quanto lui.

Inutile pensare che lei stessa sia sfuggita alle attenzioni di Weinstein, che più volte l’ha palpata invitandola a vestire in maniera più consona al suo ruolo, mentre quand’era nervoso non ha esitato a definirla nel peggiore dei modi.

Secondo quanto afferma l’Hollywood Reporter, Sandeep Rehal starebbe per intentare una causa contro il suo ex datore di lavoro. Ad accompagnare la denuncia, ci sono le parole di Genie Handerson, il suo legale: “Le molestie sessuali comprendono violenze verbali, fisiche e materiali, contatti fisici indesiderati e molte altre azioni. Nessuno dovrebbe sopportare quello che ha vissuto Miss Rehal per colpa di Harvey Weinstein”.

Immediata la replica di un portavoce del produttore: “Mister Weinstein nega categoricamente le affermazioni, e i suoi avvocati risponderanno nella sede appropriata con prove che dimostreranno una verità ben diversa”.

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