"Abbiamo litigato, l'ho colpito, è morto"

| Nordhal Lelandais confessa anche come è morto il caporale Noyer. "L'ho preso a pugni, non volevo ucciderlo, mi spiace". E Maelys? "Piangeva, urlava, mi ha aggredito. L'ho colpita con un manrovescio per farla stare zitta".

+ Miei preferiti

Lui non vuole (mai) uccidere ma “purtroppo” è accaduto. La linea difensiva di Nordhal Lelandais, reo confesso - per ora - di due omicidi ha uno scopo preciso: evitare l’ergastolo, in nome di una “accidentalità" delle morti che ha provocato. Dalle sue ultime confessioni emergono sempre più dettagli. L’ultima versione riguarda l’omicidio del caporale Arthur Noyer, 23 anni, ucciso la notte tra il 10 e l’11 aprile 2017, i cui resti furono trovati a settembre nel bosco di Montmelian, in Savoie.

Arthur Noyer


Dopo oltre sei mesi di silenzi e di bugie, finalmente l’ex militare e istruttore cinofilo si era deciso a confessare ma in due tempi. Prima, di fronte a prove inconfutabili, aveva ammesso di aver dato un passaggio al caporale ma “senza ucciderlo”. La seconda volta ha confessato sì di averlo ucciso ma nel corso di una lite. “Ci siamo scambiati colpi vicendevolmente, poi gli tirato un paio di pugni in faccia con violenza e lui è morto. Non voleva provocarne la morte, è stato un incidente”. Dunque, un omicidio preterintenzionale, di cui però non si conoscono molti altri particolari. Come è iniziata la lite? Perchè? Lelandais gioca con gli investigatori come il gatto fa con il topo. Risponde a tutte le domande, anche in modo complesso, e ammette solo quello che non può oggettivamente smentire. Il suo legale di fiducia, Alain Jakubowicz, un principe del foro di Lione, lo conforta e lo sostiene: “E’ nel suo pieno diritto decidere quale strategia difensiva adottare, anche mentendo o omettendo”. E lui lo fa sistematicamente, sino a quando gli investigatori non smontano prezzo per pezzo le sue versioni. Ma torniamo a quella notte piovosa di aprile. Noyer è appena uscito dalla discoteca nel centro di Cambery che entrambi frequentano da tempo. Deve rientrare per le 5 in caserma, distante 5 km, e fa l’autostop. Lelandais, alla guida della sua Audi è nei paraggi, lo vede e si ferma. Invece di procedere nella direzione della caserma, l’auto va dalla parte opposta. E di Noyer si perdono le tracce. Il suo cranio verrò ritrovato per caso da un escursionista il 3 settembre. L’assassino ha dalla sua parte, per continuare a amentire, un fattore importante: il corpo della vittima è totalmente scheletrizzato, per cui è impossibile accertare le cause della morte o se ha subito violenze sessuali.  Degli ultimi istanti di vita di Arthur Noyer resta solo la versione di “Nono”, gelido e conseguente durante gli interrogatori e invece sconvolto, in apparenza, solo quando porta gli inquirenti nelle zone dove ha nascosto i cadaveri.

"Maelys urlava e piangeva, mi ha aggredito"

Anche Maelys, la bimba di 8 anni sequestrata e uccisa la notte del 27 agosto è morta “accidentalmente”. E vediamo come. Quella notte lui la convince a seguirlo per mostrarle i suoi cani a casa sua, a 11 km di distanza dalla sala delle feste di Point de Beauvoisin, a Domessin in Savoie. “Ma durante il viaggio la bambina è stata presa dal panico e ho perso la testa. Urlava, piangeva, si agitava, mi si è scagliata contro mentre guidavo. Così le ho tirato un ceffone con la mano rovesciata, ha smesso di piangere. Mi sono fermato e ho capito che era morta. Ho portato il cadavere in un capanno degli attrezzi non distante da casa mia, mi sono liberato dei vestiti insanguinati, mi sono cambiato, ho gettato il corpo in un burrone ai piedi del monte Chartreuse e sono rientrato nella discoteca per fingere di partecipare alle ricerche”. Tutta questa operazione, sequestro, delitto, cambio d’abiti, occultamento del cadavere, è durata circa 40 minuti. Lelandais ha confessato solo quando la Gendarmerie gli ha mostrato le prove della presenza di sangue della bambina sulla sua auto. Sennò lui non avrebbe confessato mai.

"Un colpo solo per uccidere"

Dunque, un manrovescio che frantuma una mascella alla bambina e le provoca lesioni ai denti. Può essere sufficiente per uccidere? “Sì - spiegano i periti - un colpo inferto da un uomo che pratica da anni arti marziali, che ha il culto della violenza, può uccidere una persona fragile come una bambina”. Ovviamente, l’assassino si duole di averne provocato la morte e s’è scusato con i genitori. Ma sino a che punto è credibile questa tesi? “Poco o niente - rivela una fonte - anche nel caso di Maelys il corpo è ridotto a uno scheletro, lui l’ha abbandonata senza vestiti per favorirne la decomposizione ma gli ultimi istanti di vita della bambina restano un mistero”. Non è escluso che abbia irrorato il corpo di sostanze chimiche in grado di annullare l’olfatto dei cani delle squadre di ricerca e che abbia fatto sparire indumenti contaminati dalle sue tracce biologiche. E’ una partita ancora molto aperta. Gli investigatori lo vogliono accompagnare passo dopo passo verso l’ergastolo. E forse ha ucciso ancora, non solo Arthur e Maelys. Ci sono sei casi ancora aperti, con coincidenze e indizi pesantissimi. E’ solo questione di giorni, gli sviluppi delle indagini sono ormai imminenti.  

Galleria fotografica
"Abbiamo litigato, lho colpito, è morto" - immagine 1
Il caso Maelys
Abusata sessualmente nel giorno del funerale del padre
Abusata sessualmente nel giorno del funerale del padre
Spunta un'altra vittima allora 14enne di Nordhal Lelandais, l'ex militare in cella per l'omicidio di Maelys, 89 anni, di Arthur Noyer, 23, e per gli abusi su due bimbe di 4 e 6 anni. Dopo, le minacce: "Se parli, ti ammazzo"
Killer Maelys coinvolto in 40 sparizioni
Killer Maelys coinvolto in 40 sparizioni
La cellula Ariane della gendarmerie ha indagato per mesi su 900 casi di persone sparite, in 40 fascicoli possibili collegamenti con Nordhal Lelandais, in cella anche per l'omicidio di un caporale 23enne e due aggressioni pedofile
il mostro ammette: io sono un pedofilo
il mostro ammette: io sono un pedofilo
Agghiaccianti ammissioni di Lelandais, l'assassino di Maelys, dopo avere rivisto un suo video in cui abusa una cuginetta di 4 anni. "La sua sessualità sfrenata alla base degli omicidi", osservano i pm. Nuova perizia psichiatrica
Il mostro ha violentato anche due bimbe
Il mostro ha violentato anche due bimbe
Nuove accuse per Nordhal Lelandais, l'ex militare reo confesso degli omicidi della piccola Maelys e del caporale Arthur Noyer. Due video, girati con il telefono, lo riprendono mentre abusa delle figlie di suoi familiari, di 7 e 4 anni
Familiari dei killer, la vita impossibile
Familiari dei killer, la vita impossibile
Madri, mogli e fratelli di assassini che hanno ucciso bambini o commesso atroci delitti pagano colpe che non hanno. Storia delle mogli di due pedofili, aggredite e insultate. E il fratello di Lelandais non trova più lavoro
Il mostro ha violentato un'altra bambina
Il mostro ha violentato un
Scoperto un secondo video di violenza ai danni di una bambina nella memoria dei telefoni cellulari di Nordhal Lelandais. Ha ucciso Maelys, il caporale Noyer e violentato la cugina di 7 anni. L'ergastolo? Una certezza
Trovato cadavere di 15enne scomparso
Trovato cadavere di 15enne scomparso
Antoine Zoia era sparito il 1 marzo 2016 da Clarensac, nel Gard. Il suo fascicolo era stato inserito dalla cellula Ariane della Gendarmerie nell'indagine su Nordahl Lelandais, accusato di due omicidi. La pista del suicidio
Il mostro confessa:
ho colpito Maelys più volte
Il mostro confessa:<br>ho colpito Maelys più volte
Nordahl Lelandais torna sul luogo del delitto con gli investigatori e mima la scena finale con un manichino. Aveva fracassato a pugni il volto della vittima. Dove nascose il cadavere e il rientro nella sala per crearsi un alibi
La ricostruzione della notte di Maëlys
La ricostruzione della notte di Maëlys
In gran segreto, gli inquirenti hanno previsto di rifare insieme a Nordahl Lelandais il percorso che l’ex militare avrebbe coperto la notte fra il 26 e il 27 agosto 2017. Strade chiuse e massimo riserbo
Addio ad Arthur
ucciso dal killer di Maelys
Addio ad Arthur<br>ucciso dal killer di Maelys
A Bourges una grande folla per i funerale del 23enne ucciso da Nordahl Lelandais nell'aprile 2017. C'erano anche i genitori di Maelys. Ma l'assassino non vuole dire come è morto