"Hai ucciso mio figlio, pagherai per le tue colpe"

| La madre di Noyer risponde su Facebook all'assassino: "Lei non ci ingannerà mai". Lelandais ha detto ai pm che il caporale, dopo una scarica di pugni, era caduto in seguito a una lite. La morte l'11 aprile 2017

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E’ passato un anno esatto dalla morte del caporale Arthur Noyer, 23 anni, ucciso dall’assassino di Maelys, Nordahl Lelandais, la notte dell’11 aprile 2017 a Chambery. Il procuratore di Chambéry ha spiegato che l’ex militare, in base alle sue confessioni, l'ex militare aveva confessato “di avere colpito diversi pugni al volto di Arthur Noyer, uno dei quali avrebbe causato la sua caduta e la morte. Ovviamente accidentale. La mamma del caporale, Cécile Noyer (nlla foto con il marito e l'avvocato di fiducia) si è limitata a una gelida reazione pubblicata nel giornale "Berry Républicain”: "Ha dato la sua versione, ora spetta agli investigatori e alla giustizia arrivare alla verità”. Poi, sul suo profilo Facebook la madre del caporale ha voluto aggiungere un commento: ”Non ci siamo fatti ingannare". Poi si rivolge a Nordahl L.: "L'amore che abbiamo per Arthur, l'orgoglio di essere suoi genitori, suo fratello, sono la nostra forza. Questa forza che lei non distruggerà mai, ci condurrà alla verità”.



Il corpo ridotto a uno scheletro era stato ritrovato da un turista il 3 settembre, nel bosco di Montmelian.

 Lelandais solo recentemente aveva finalmente riconosciuto di avere dato un passaggio al caporale dei “Chasseurs Alpine”, la notte in cui era scomparso, dopo avere fatto l’autostop all’uscita di una discoteca. Nel primo confronto, si era limitato a confermare che, quella notte, tra l’11 e il 12 aprile, era a Chambery, inchiodato dai video dove compariva la sua Audi A3 grigio scura.  “Ho visto quel ragazzo che faceva l’autostop e gli dato un passaggio…l’ho portato dove voleva poi ha voluto scendere e non l’ho più visto…”. “Nono” era reduce di una festa in discoteca,, prima dell’alba, aveva fatto salire sull’auto Arthur Noyer, all'uscita del nightclub che frequentavano entrambi. Il soldato era stato visto l' ultima volta il 12 aprile alle 4 dagli agenti di una pattuglia. Altri testimoni lo avevano notato in Rue de la République a Chambéry,  indossava jeans beige e una maglietta bianca. Noyer doveva rientrare alle 5 in caserma, distante pochi chilometri da quel punto. L’Audi si era diretta però dalla parte opposta, verso Apremont e Saint-Baldophdopo 9 km. I loro telefoni erano stati tracciati dalla stessa cella telefonica e poi erano stati spenti nello stesso momento. Un anno terribile per i genitori di Arthur  che si erano mobilitati, e con loro tutta la comunità, per partecipare alle ricerche del figlio scomparso nel nulla. Sino alla confessione di Lelandais: “Abbiamo litigato, l’ho colpito ed è morto”.

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