L'assassino crolla nel bosco dove nascose il cadavere

| Ha ucciso il caporale la notte dell'11 aprile a Chambery ma non ha voluto dire come e perché. Drammatica scena nel sentiero dove aveva nascosto il cadavere e iimpressionanti analogie con Maelys

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Nordahl Lelandais ha confessato, durante un drammatico sopralluogo nel luogo di Montmelian doveva aveva nascosto il corpo senza vita, anche il secondo delitto dopo Maelys. Ha ucciso lui il 23enne Arthur Noyer. Aveva solo ammesso di aver dato un passaggio al caporale dei “Chasseurs Alpine”, la notte dell11 aprile in cui era scomparso. Anche in quel caso, proprio come con Maelys, aveva messo il suo telefono in modalità aereo, ignaro che le celle della zona continuavano ad agganciare il suo segnale. Nel primo confronto, si era limitato a confermare che, quella notte, tra l’11 e il 12 aprile, era a Chambery: non poteva fare altro, visto che gli furono mostrati i video dove compare l’Audi A3 grigio scura. La sua. “Ho visto quel ragazzo che faceva l’autostop e gli dato un passaggio… l’ho portato dove voleva poi ha voluto scendere e non l’ho più visto…”.  Invece lo ammesso, sono io che l’ho ucciso ma non ha voluto dire, proprio come ha fatto con la bambina, in che modo e perché. Dal cadavere ritrovato il 3 settembre era ridotto a uno scheletro e non è stato possibile identificare le cause della morte. Le similitudini con Maelys sono impressionanti. Anche quella notte  “Nono” era stato a una festa in discoteca, più o meno nelle stesse ore, prima dell’alba, ha detto di avere fatto salire sull’auto il ragazzo che faceva l’autostop, all'uscita del nightclub che frequentavano entrambi a Chambéry. Il soldato era stato visto l'ultima volta il 12 aprile alle 4 dagli agenti di una pattuglia e da alcuni testimoni in Rue de la République a Chambéry: indossava jeans beige e una maglietta bianca. Noyer doveva rientrare alle 5 in caserma, distante pochi chilometri da quel punto. Ma i due telefoni viaggiano insieme sino a quando non vengono spenti nello stesso istante, e tracciano un percorso diverso da quello in direzione della caserma. L’Audi si dirige infatti verso Apremont e Saint-Baldoph, dalla parte opposta, dopo 9 km. Lelandais ha nascosto, fino al 5 febbraio, di aver incontrato Arthur Noyer,  quando già era sospettato di essere responsabile della sua morte. I magistrati sono certi che stia mentendo e che confesserà (forse) solo davanti a prove certe. La sua Audi era stata monitorata anche ad aprile, ma le immagini delle videocamere di sicurezza non consentivano la lettura della targa. Erano in corso indagini sugli oltre 2 mila possessori in Savoie di un’auto eguale. Ma quando emergono i dettagli del rapimento-omicidio di Maelys, le coincidenze appaiono chiare. Conferme agghiaccianti anche nel modo in cui sono stati ritrovati i due cadaveri. Quello di Noyer il 3 settembre, abbandonato in un burrone ai margini di un bosco a Montemelian. Anche il movente è ormai chiaro: una sessualità deviata e vissuta tra silenzi e segreti. Lelandais è bisessuale, frequentava le comunità gay sul web, era stato visto nei punti di incontro di omosessuali in cerca di avventure. E’ stato persino riconosciuto da uno dei frequentatori abituali. I gendarmi che lo hanno interrogato già volte dopo la scomparsa di Maelys lo avevano soprannominato così: “Signor rispondo a tutto”, nel senso che sembrava in grado di fornire sempre una risposta credibile a ogni tipo di contestazione. Ora restano aperti altri 9 casi di scomparsi nella stessa zona. Forse Nordhal Lelandais è un serial killer. 

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