La ricostruzione della notte di Maëlys

| In gran segreto, gli inquirenti hanno previsto di rifare insieme a Nordahl Lelandais il percorso che l’ex militare avrebbe coperto la notte fra il 26 e il 27 agosto 2017. Strade chiuse e massimo riserbo

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“È passo giudiziario che potrebbe rivelarsi decisivo, soprattutto per meglio delineare il profilo criminale di Nordahl Lelandais”: una fonte vicina agli inquirenti non riesce a trattenere la soddisfazione di vedere una piccola luce, nel tunnel scuro che un anno ha ingoiato la piccola Maëlys de Araujo.

Secondo alcune indiscrezioni non confermate, giovedì 13 settembre, fra i dipartimenti dell'Isère e della Savoia, è prevista la ricostruzione della morte di Maëlys. “Erano state fissate inizialmente due date, il 13 e il 24 settembre”.

Tutte le parti (la difesa e la parte civile), un rappresentante della procura di Grenoble, investigatori ed esperti sono stati convocati per una giornata annunciata come una vera maratona. I tre giudici istruttori incaricati del caso, nel centro criminale di Grenoble, porteranno il presunto assassino nei luoghi della tragica notte tra il 26 e il 27 agosto 2017: la sala polivalente di Pont-de-Beauvoisin, il luogo della scomparsa, e ad Attignat-Oncin, in Savoia, dove il corpo della bimba fu ritrovato sei mesi dopo. Durante la ricostruzione del tragitto che gli inquirenti sono convinti abbia coperto Lelandais nei diversi spostamenti dell’ex-militare tra la sala polifunzionale dove si è tenuto il matrimonio e la casa dei genitori a Domessin. A un centinaio di metri dall’abitazione di famiglia, dietro un capannone, Lelandais confessò di aver nascosto il corpo di Maëlys, prima di tornare alle festa, per poi abbandonarlo con tutta calma in mezzo alla foresta di Attignat-Oncin.

Per garantire la tranquillità alla giornata, che potrebbe concludersi a tarda notte, e per assicurare la segretezza dell’indagine, la gendarmeria ha dispiegato notevoli risorse. Una squadra della Gendarmerie di Rosny-sous-Bois si occuperà di chiudere al traffico le strade interessate.

Sabato scorso, il pubblico ministero di Grenoble ha dichiarato di “non essere informato di questo atto giudiziario”, aggiungendo di volerne chiedere il rinvio fin quando non gli sarà notificato l’ordine, come previsto dal codice di procedura penale, e che avvierà una nuova indagine per “violazione del segreto istruttorio”.

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