Prima di Maelys violentò un'altra bimba

| L'assassino ha aggredito, una settimana prima del delitto, anche la figlia di 10 anni dei suoi cugini. Tradito da un video recuperato dalla polizia sul suo telefono. L'autopsia non chiarisce le cause della morte di Maelys

+ Miei preferiti

Nordhal Lelandais, l'assassino di Maelys, è ora accusato di un'altra violenza sessuale, vittima un'altra bimba. L’analisi di uno dei suoi telefoni cellulari ha rivelato, oltre alla presenza di immagini di pedopornografia infantile, un video che documenta un'aggressione sessuale a una bambina di 7 anni, sua cugina, ospite della sua casa di Domessin per una vacanza sette giorni prima della morte di Maelys, uccisa la notte tra il 26 e il 27 agosto 2017 a Pont-de-Beauvoisin. E’ stato possibile identificarlo attraverso una mano che compare nel filmato e altri dettagli inequivoci. La bambina sarebbe stata oggetto di pesanti attenzioni di natura sessuale. I genitori che risiedono nel Sud della Francia; in quel periodo stavano trascorrendo il fine settimana ospiti dei genitori di Nordahl Lelandais.

Quasi sei mesi sono durati gli esami da parte della Scientifica della Genadrmerie dei poveri resti di Maelys De Arayo, 9 ammi, uccisa la notte del 27 agosto 2017 a Pont de Beauvoisin dall’ex militare reo confesso Nordahl Lelandais, 25 anni, autore anche di un secondo omicidio, quello del caporale dellEsercito francese Arthur Noyer, 23 anni, avvenuto a Chambers nell’aprile 2017. Sembra un paradosso, ma gli esiti degli accertamenti costituiscono un punto a favore dell’assassino perché non è stato possibile, data la pressoché totale scheletrizzazione del corpo, risalire alle cause esatte della morte, né stabilire se la piccola è stata o no violentata. Così resta in campo la sola ricostruzione dei fatti offerta da un assassino non solo reticente ma anche gelido calcolatore. “Maelys ha accettato di venire con me nella mia casa di Domessin per giocare con i miei due pastori Malinois le cui foto e video registrati sul mio cellulare che le avevo fatto vedere durante il matrimonio nella sala delle feste. Mi ha seguito e siamo partiti, ma durante il viaggio ha iniziato a piangere e implorami di riportarla indietro, per farla tacere le ho dato un manrovescio in pieno viso, mi sembrava solo stordita, ma quando mi sono fermato ho capito che era morta”. Maelys aveva infatti ma mascella fratturata, i medici legali hanno accertato che il colpo le era stato inferto prima della morte. “Una morte accidentale, io non volevo che morisse”, ripete Lelandais durante gli interrogatori. “Avevo bevuto 15 bicchieri di vodka, ero fuori di me, come se un’altra persona si fosse impadronita della mia anima, io guardavo questo estraneo agire senza potere fare nulla”. Forse aveva assunto anche cocaina. Dunque la scena del delitto sembrerebbe cristallizzarsi nelle parole del killer. Ma gli investigatori, al processo, porteranno un’altra verità. L’ex istruttore cinofilo dell’esercito aveva il corpo, le gambe, segnate da graffi e lesioni, il segno di una disperata difesa di Maelys prima di soccombere al suo assassino, l’unica immagine rimasta di lei di quei minuti la riproduce seduta nell’auto di Lelandais, in apparenza tranquilla e forse fiduciosa, la sua reazione (il pianto) è stata provocata dalle intenzioni di quell’uomo che l’aveva attirata in una trappola mortale. Ancora coperti dal segreto gli accertamenti sugli indumenti trovati sul luogo del ritrovamento del cadavere, un burrone sulle pendici del monte Grere. Qualcosa potrebbero rivelare di importante ma è una carta che gli inquirenti per ora vogliono tenere nascosta. Intanto Lelandais è sempre rinchiuso in una cella singola di un istituto psichiatrico per carcerati non distante da Lione. Il carcere vero lo ha lasciato il 14 febbraio, il giorno in cui ha confessato di avere ucciso la bambina, annunciando propositi suicidi. Proprio quello che temono i magistrati; ci sono ancora troppi fascicoli aperti, su altri casi di scomparsi, che meritano una risposta e il contributo del killer potrebbe essere determinante. Da qui l’esigenza di tenerlo sotto controllo 24 ore su 24 e di sottoporlo a terapie mediche anti-depressive.

Il caso Maelys
Abusata sessualmente nel giorno del funerale del padre
Abusata sessualmente nel giorno del funerale del padre
Spunta un'altra vittima allora 14enne di Nordhal Lelandais, l'ex militare in cella per l'omicidio di Maelys, 89 anni, di Arthur Noyer, 23, e per gli abusi su due bimbe di 4 e 6 anni. Dopo, le minacce: "Se parli, ti ammazzo"
Killer Maelys coinvolto in 40 sparizioni
Killer Maelys coinvolto in 40 sparizioni
La cellula Ariane della gendarmerie ha indagato per mesi su 900 casi di persone sparite, in 40 fascicoli possibili collegamenti con Nordhal Lelandais, in cella anche per l'omicidio di un caporale 23enne e due aggressioni pedofile
il mostro ammette: io sono un pedofilo
il mostro ammette: io sono un pedofilo
Agghiaccianti ammissioni di Lelandais, l'assassino di Maelys, dopo avere rivisto un suo video in cui abusa una cuginetta di 4 anni. "La sua sessualità sfrenata alla base degli omicidi", osservano i pm. Nuova perizia psichiatrica
Il mostro ha violentato anche due bimbe
Il mostro ha violentato anche due bimbe
Nuove accuse per Nordhal Lelandais, l'ex militare reo confesso degli omicidi della piccola Maelys e del caporale Arthur Noyer. Due video, girati con il telefono, lo riprendono mentre abusa delle figlie di suoi familiari, di 7 e 4 anni
Familiari dei killer, la vita impossibile
Familiari dei killer, la vita impossibile
Madri, mogli e fratelli di assassini che hanno ucciso bambini o commesso atroci delitti pagano colpe che non hanno. Storia delle mogli di due pedofili, aggredite e insultate. E il fratello di Lelandais non trova più lavoro
Il mostro ha violentato un'altra bambina
Il mostro ha violentato un
Scoperto un secondo video di violenza ai danni di una bambina nella memoria dei telefoni cellulari di Nordhal Lelandais. Ha ucciso Maelys, il caporale Noyer e violentato la cugina di 7 anni. L'ergastolo? Una certezza
Trovato cadavere di 15enne scomparso
Trovato cadavere di 15enne scomparso
Antoine Zoia era sparito il 1 marzo 2016 da Clarensac, nel Gard. Il suo fascicolo era stato inserito dalla cellula Ariane della Gendarmerie nell'indagine su Nordahl Lelandais, accusato di due omicidi. La pista del suicidio
Il mostro confessa:
ho colpito Maelys più volte
Il mostro confessa:<br>ho colpito Maelys più volte
Nordahl Lelandais torna sul luogo del delitto con gli investigatori e mima la scena finale con un manichino. Aveva fracassato a pugni il volto della vittima. Dove nascose il cadavere e il rientro nella sala per crearsi un alibi
La ricostruzione della notte di Maëlys
La ricostruzione della notte di Maëlys
In gran segreto, gli inquirenti hanno previsto di rifare insieme a Nordahl Lelandais il percorso che l’ex militare avrebbe coperto la notte fra il 26 e il 27 agosto 2017. Strade chiuse e massimo riserbo
Addio ad Arthur
ucciso dal killer di Maelys
Addio ad Arthur<br>ucciso dal killer di Maelys
A Bourges una grande folla per i funerale del 23enne ucciso da Nordahl Lelandais nell'aprile 2017. C'erano anche i genitori di Maelys. Ma l'assassino non vuole dire come è morto