"Non vi dirò mai come è morta Maelys"

| Tace davanti ai giudici Lelandais, ricoverato in una clinica per detenuti. L'avvocato della famiglia: "Impegno non mantenuto, ancora dolore per i genitori". Appello dei familiari di Arthur Noyer: "Ti preghiamo, dì la verità"

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Aveva promesso che avrebbe finalmente svelato come, quando e perché è morta Maelys De Arauyo, 9 anni, uccisa la notte del 27 agosto 2017. Ma alla fine Nordahl Lelandais ha preferito, nel primo confronto dopo la confessione del 13 febbraio, avvalersi della facoltà di non rispondere. 

Trasferito dall’istituto psichiatrico per detenuto dove è ricoverato da una decina di giorni per il pericolo che voglia suicidarsi, sotto scorta, nel Tribunale di Grenoble, l’ex militare ha semplicemente detto al procuratore di non avere nessuna intenzione di chiarire nulla, e se ne è tornato nella stanza singola del complesso sanitario riservato ai detenuti. Deluso Fabien Rajon, l’avvocato che tutela gli interessi dei genitori e della sorella di Maelys: “Non ha mantenuto l’impegno che aveva assunto solo pochi giorni fa, è una strategia difensiva che rende ancora più acuto il dolore dei familiari della bambina, l’ipotesi di una morte accidentale non convince, è un modo per sfuggire alla condanna che lo aspetta”. 

L’avvocato di Lelandais, Alain Jakubowicz, questa volta, non ha voluto commentare. Ma qualche idea in testa, dopo lo choc della confessione, “Nono”, la sta elaborando nel silenzio di quell’ospedale riservato a chi non tollera le condizioni carcerarie. Intanto ha confessato, dopo cinque mesi di silenzio, solo dopo che la Gendarmerie ha scovato, sotto i tappeti del bagagliaio dell’Audi A3 una traccia di sangue che appartiene a Maelys. Poi sta costruendo una tesi che ne diminuirebbe il costo giudiziario (ergastolo sicuro) se riuscisse a instillare il dubbio che la piccola è morta in modo accidentale. Dalla sua parte ha le dichiarazioni dei medici legali. Hanno si recuperato quasi interamente i resti della bambina, abbandonati in una foresta nell’area di Montmelian, ma hanno già detto che sarà molto difficile accertare se, per esempio, Maelys ha subito o no abusi sessuali o se e è stata soffocata; ci sarà un’approfondita analisi delle ossa, di ogni singolo reperto, a caccia di un qualsiasi indizio che indica un trauma o una possibile lesione. E’ stato recuperato il cranio integro, la cassa toracica e i femori e le ossa delle braccia. Ma che Maelys abbia lottato contro il suo assassino non ci sono dubbi. Quando fu interrogato la prima volta, uno tra i tanti invitati della festa, i gendarmi notarono che era ferito a una gamba e aveva delle graffiature alle braccia. Ferita da difesa, un classico da manuale. Lui, nella lunga attesa di una confessione, comunque non nata da un qualsiasi tipo di pentimento, ha sempre freddamente mentito. Commento di Jacubowicz: “Un modo per difendersi, pienamente legittimo”.

I genitori del caporale ucciso "Non usi la parola ansia, per favore"

Un silenzio insopportabile per i genitori del giovane soldato di Bourges, Arthur Noyer. n Nordahl Lelandais è stato incriminato lo scorso dicembre per omicidio ma il presunto assassino di Maëlys, ricoverato in psichiatria da venerdì per far fronte alle sue angosce. "Ansia", una parola che i genitori dell' ufficiale militare hanno rifiutato di usare per descrivere lo stato di Nordahl Lelandais:"Ci sono così tante famiglie che sono davvero ansiose, non ha il diritto di usare questa parola", ha spiegato Cécile e Didier Noyer. "Tutto ciò che ritiene è giocare con il suo potere di rimanere in controllo del gioco ed esistere nei media, e non possiamo sopportarlo...". 

 
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