Chambery, in pochi per ricordare Maelys

| Solo una trentina di persone nei giardini di Chambery per Maelys ma la famiglia della bambina uccisa aveva chiesto di annullare la manifestazione in vista di un appuntamento a Pont-de-Beauvoisin, dove scomparve una notte di agosto

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Poche persone ma in pochi minuti i giardini di Chambery dove s'è celebrato un mmento di raccoglimento per Maelys sino ricoperti di fiori. Eppure la famiglia aveva chiesto di annullare l'incontro, organizzato da un gruppo Facebook che, in questi lunghi mesi, ha sostenuto la battaglia della famiglia per avere giustizia. Questo evento non è stato condiviso dalla famiglia di Maëlys, come riporta il Dauphiné Libéré. I famigliari, a poche ore dalla conferma della morte della piccola, hanno infatto programmato una "marcia bianca" o un omaggio direttamente a Pont-de-Beauvoisin (Isère), il luogo dove la piccola è scomparsa, che si dovrà però tenere solo dopo ifunerali, la cui data, in attesa della conculsione degli esami dei resti, non è sta ancora fissata. Si terranno nel Conune di Magnossin, nello Jura, dove la piccola abitava con mamma Jennifer, infermiera, papà Joachim, lavoratore frontaliere in Svizzera e la sorella appena più grande.in un secondo momento. Un familiare di Maëlys ha cercato di impedire il meetying di Chambery. 

"Nono" alla festa, nella notte ucciderà la bambina


SCHELETRO DI MAELYS "RICOSTRUITO NELLA SUA TOTALITA'"

Si sono concluse le ricerche del corpo della piccola Maelys. E' stato ricostruito lo scheletro quasi completamente, ritrovati frammenti del vestito bianco di cotone che indossava la sera del rapimento e una scarpa, in un'area isolata del comune di Attignat-Oncin (Savoie), seguendo le indicazioni fornite mercoledì da Nordahl Lelandais che hanno permesso l'importante passo avanti nell'indagine. Tuttavia, la ripresa della ricerca è stata resa difficile dalle condizioni meteorologiche: piove, è nebbioso e nevica di notte. Nelle ricerche sono stati mobilitati cani molecolari e una ventina di esperti del National Gendarmerie Criminal Research Institute (IRCGN). Infine un medico legale, un antropologo e uno specialista dentale. I resti ora sono custoditi in una località segreta, in locali sorvegliati.
"NON FARAI PIU' DEL MALE A NESSUNO"
Così la mamma di Maelys: "Ci sono voluti cinque mesi e mezzo perché questo mostro parlasse, finalmente. All'assassino di mia figlia di 8 anni, dico: Maelys ti tormenterà notte e giorno nella tua prigione, fino a quando te ne andrai all' inferno. Maelys aveva la vita davanti a sè e tu l'hai strappata da noi: non la vedremo mai più a causa tua, non potevo più abbracciarla e dirle quanto la amiamo. Mio piccolo angelo, non ho potuto proteggerti e mi sento immersa in una colpa che continuerà per molto tempo. Sono così orgogliosa di te, bambina mia, che sei così bella, la mia meraviglia e un sole che sarà sempre nel mio cuore. Questo mostro non farà più del male a nessuno... Facciamo giustizia perché mai più un bambino possa subire quello che ha subito Maelys. Principessa, ci manchi tanto e lotteremo per te sino alla fine".
LA CONFESSIONE
"Non era sicuro dove avesse lasciato Maëlys (...) Dovevamo chiamare uno spazzaneve, poco a poco, vedevamo che stava riappropriandosi di questi luoghi (...).) E' crollato sulle ginocchia, in lacrime, ha detto che voleva tornare indietro", dice Alain Jakubowicz, che assicura che continuerà ad assisterlo. Sono i momenti decisivi della giornata di ieri, quando Nordhal Lelandais, informato dal suo avvocato che c'erano traccce di sangue sulla auto, ha deciso di confessare. I gendarmi lo prelevano dalla sua cella e sotto le sue indicazioni, hanno raggiunto Saint Franc. Riconosciuto il luogo dove aveva sepolto il corpo, è crollato. Ma non ha voluto dire come Maelys è morta.
CONFESSIONE ANCHE PER NOYER?
Dopo Maelys anche il caporale Arthur Noyer: forse Lelandais sta per confessare il suo secondo delitto. Bernard Boulloud, avvocato della famiglia di Noyer: "Questo cambiamento nella strategia di difesa dà speranza ai familiari di Arthur. Stanno ancora aspettando che arrestino l'assassino del figlio e di sapere le condizioni in cui è morto. Speriamo che Nordahl Lelandais collabori allo stesso modo con la giustizia. E' ancora presunto innocente, ma ci sono preoccupanti somiglianze nelle procedure operative: era stato incriminato per l'omicidio di Arthur Noyer a Chambéry il 20 dicembre". E l'avvocato Alian Jakubowicz, dopo le polemiche dei giorni scorsi con i genitori di Maelys che l'avevano sifdato per convincerlo a far confessare il suo cliente, adesso ha cambiato atteggiamento; "Trovare il corpo di quella bambina era la cosa più importante. Ieri ho visitato in carcere Lelandais e l'ho avvertito dei nuovi sviluppi. Quando l'ho lasciato, alla fine di un colloquio abbastanza drammatico, mi ha chiesto di avvertire subito i giudici inquirenti del suo desiderio di essere ascoltato: ho capito che voleva confessare, liberarsi di un peso ormai insostenibile". Ma non poteva fare altrimenti. "Mi ha confermato che la morte di Maëlys è stata accidentale. Ha detto la verità su dove il corpo è stato scoperto. Ci sono ancora molte domande a cui dovrà rispondere. Penso che continuerà a dire la verità, e io continuerò ad assisterlo".
Il procuratore generale Jean-Yves Coquillat, in una conferenza stampa, ha detto: "I genitori di Maëlys sono stati informati e Nordhal Lelandais ha voluto scusarsi con loro. E' pieno di dolore e di rimorsi, afferma di aver ucciso la bimba accidentalmente, poi è stato preso dal panico e ha nascosto il corpo in un piccolo burrone nel comune di Saint Franc".
La ricerca è stata resa molto difficile dalla neve. Per ora è stato recuperato solo il cranio e forse un fenore nel posto indicato da Lelandais. Alle 18 la conferma che quei poveri resti erano della bambina. L'assasino ha riferito di essere tornato dopo il delitto nella discoteca e solo successivamente ha portato il corpo al massiccio del Chartreuse. Per il momento non ha fornito alcuna spiegazione sulle cause della morte di Maelys. Ha chiesto di essere di nuovo ascoltato dai magistrati inquirenti, forse ha altro ancora da dire. Nordhal Lelandais confessa perchè non può più fare a a meno di farlo, dopo la scoperta del sangue sull'auto, che aveva comunque pulito con potenti detersivi il giorno dopo la sera incriminata. "Questo sangue appartiene a Maelys", ha detto Coquillat, quasi commosso, accompagnato dal tenente colonnello Plunian, che comanda la Sezione di Recherches de la Gendarmerie di Grenoble.  L'auto è stata al centro dell'indagine fin dall'inizio della scomparsa di Maelys e il caso è stato risolto grazie alla meticolosa ricerca di indizi e prove. Anche se era già stata accuratamente controllata subito dopo il rapimento, l'Audi è stata  smontata pezzo dopo pezzo. I tecnici del RCMP e quelli dell'Istituto per la ricerca penale (ICRG) l'hanno analizzata millimetro per millimetro, fin quando hanno scoperto una scia di sangue sotto un tappeto. I test hanno poi confermato che si trattava del sangue di Maelys che sarebbe stata uccisa vicino a casa sua, a Domessin, in una stradina che porta in un bosco. Nordhal avrebbe nascosto il corpo nell'auto, prima di tornare indietro nella sala da ballo, per poi scegliere di seppellirlo da un'altra parte.
Galleria fotografica
Chambery, in pochi per ricordare Maelys - immagine 1
Chambery, in pochi per ricordare Maelys - immagine 2
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