"Quel mostro che ha preso la tua vita..."

| La madre e la zia di Maelys celebrano nel dolore il triste anniversario della morte della piccola. Lui intanto studia come evitare l'ergastolo. Un suo ex comandante: "Regge bene alla pressione, frutto dell'addestramento"

+ Miei preferiti

Otto mesi fa un ex militare di 35 anni, Nordhal Lelandais, addestratore di cani, una serie di precedenti penali, uccideva la notte del 27 agosto a Point de Beauvoisin, un paese della Savoie, una bimba di 8 anni. Si chiamava Maelys De Arauyo, era con i genitori a una festa di matrimonio che si celebrava in una discoteca quando fu rapita e uccisa. La madre Jennifer e la zia Severine, hanno affidato a Facebook il proprio inconsolabile dolore. 

Così la madre: “Otto mesi da quando quel mostro ha preso la tua vita. Non avevi ancora 9 anni, mio pulcino come mi manchi, è terribile perdere la propria bambina in queste condizioni. Mi ha tolto il diritto di vederti un'ultima volta, di abbracciarti e dirti quanto ti amo..… 

Sarai sempre nel mio cuore Maelys per l’eternità".

La zia: “Otto mesi che non sei più con noi, otto mesi che sei la stella più luminosa nel nostro cielo oscurato da dolore, dolore e odio. Hai dovuto pagare con la tua vita per questo mostro, questo mostro ora rinchiuso, Tu sei la mia piccola eroina, tu dalla cima dei tuoi nove anni, mi dai la forza di combattere al fianco di mamma, papà e la tua sorellina per avere giustizia. Guardo in alto, guardo il cielo, le mie lacrime sono eterne, come il mio amore per te, come i nostri ricordi”.

Messaggi commoventi. Dall’altra parte, chiuso in una cella singola di un ospedale psichiatrico giudiziario, perso nelle campagne vicine a Lione, studia  con calma e freddezza le sue strategie difensive, l’assassino ricoverato dal 14 febbraio, quando confessò l’omicidio della bambina, per timore che possa suicidarsi. Un suo ex comandante lo descrive così: “Anni di addestramento nell’Esercito (da cui fu cacciato nel 2009, ndr) lo hanno reso duro e resistente alla pressione, ha capito che passando per matto avrà una riduzione della pena e segue quella strada. Ha tenuto testa agli investigatori per mesi, e cede solo quando non può farne a meno, di fronte a una prova certa. Lo ha fatto con Maelys e con il caporale Noyer. Il fatto che insista sulle morti accidentali delle vittime, con i corpi entrambi schelettrizzati fa parte della sua tattica per evitare l’ergastolo. Lui non voleva uccidere, sono morti per un incidente non voluto, dunque non può essere condannato alla massima pena”. Fatti due calcoli, avrebbe ancora la prospettiva di tornare libero non ancora decrepito.

COME EVITARE L’ERGASTOLO

C’è uno studio attento della procedura penale nel suo confrontarsi con l’autorità giudiziaria. La battaglia per evitare l’ergastolo probabilmente l’ha già persa ma è deciso a trovare una via d’uscita sino all’ultimo minuto. Si difende da solo. Negli interrogatori - di cui sono stati resi noti i verbali in queste ore da alcuni media - insiste: “Maelys voleva vedere i miei cani che erano a casa, a pochi minuti di distanza, è salita in auto e ci stavamo andando, poi s’è messa a urlare, voleva tornare indietro, l’ho colpita con un pugno in faccia per farla tacere. E’ morta”. Seguono 60 minuti affannosi, con il corpo prima chiuso in una capanna degli attrezzi; lui si va a cambiare a casa, carica Maelys nel bagagliaio, raggiunge il vicino comune di Saint Franc e nasconde il cadavere in un anfratto, nascosto da una roccia. Corpo seminudo, gli indumenti intimi appallottolati, manca una scarpa. Idem per Noyer: “Gli ho dato un passaggio, abbiamo litigato, ci stavamo picchiando, lui è caduto, ha battuto la testa ed è morto”.  Dunque, in entrambi delitti gioca un ruolo deciso il “fattore accidentale”. Sa chiei corpi, ritrovati dopo mesi, sono ridotti a scheletri, per cui individuare le cause della morte è pressoché impossibile, né accertare violenze sessuali. “E’ un uomo intelligente - ricorda il suo ex superiore - con una marcata inclinazione a delinquere, è un uomo violento e deciso. Farà l’impossibile per non pagare il prezzo delle sue responsabilità”.

Il caso Maelys
Abusata sessualmente nel giorno del funerale del padre
Abusata sessualmente nel giorno del funerale del padre
Spunta un'altra vittima allora 14enne di Nordhal Lelandais, l'ex militare in cella per l'omicidio di Maelys, 89 anni, di Arthur Noyer, 23, e per gli abusi su due bimbe di 4 e 6 anni. Dopo, le minacce: "Se parli, ti ammazzo"
Killer Maelys coinvolto in 40 sparizioni
Killer Maelys coinvolto in 40 sparizioni
La cellula Ariane della gendarmerie ha indagato per mesi su 900 casi di persone sparite, in 40 fascicoli possibili collegamenti con Nordhal Lelandais, in cella anche per l'omicidio di un caporale 23enne e due aggressioni pedofile
il mostro ammette: io sono un pedofilo
il mostro ammette: io sono un pedofilo
Agghiaccianti ammissioni di Lelandais, l'assassino di Maelys, dopo avere rivisto un suo video in cui abusa una cuginetta di 4 anni. "La sua sessualità sfrenata alla base degli omicidi", osservano i pm. Nuova perizia psichiatrica
Il mostro ha violentato anche due bimbe
Il mostro ha violentato anche due bimbe
Nuove accuse per Nordhal Lelandais, l'ex militare reo confesso degli omicidi della piccola Maelys e del caporale Arthur Noyer. Due video, girati con il telefono, lo riprendono mentre abusa delle figlie di suoi familiari, di 7 e 4 anni
Familiari dei killer, la vita impossibile
Familiari dei killer, la vita impossibile
Madri, mogli e fratelli di assassini che hanno ucciso bambini o commesso atroci delitti pagano colpe che non hanno. Storia delle mogli di due pedofili, aggredite e insultate. E il fratello di Lelandais non trova più lavoro
Il mostro ha violentato un'altra bambina
Il mostro ha violentato un
Scoperto un secondo video di violenza ai danni di una bambina nella memoria dei telefoni cellulari di Nordhal Lelandais. Ha ucciso Maelys, il caporale Noyer e violentato la cugina di 7 anni. L'ergastolo? Una certezza
Trovato cadavere di 15enne scomparso
Trovato cadavere di 15enne scomparso
Antoine Zoia era sparito il 1 marzo 2016 da Clarensac, nel Gard. Il suo fascicolo era stato inserito dalla cellula Ariane della Gendarmerie nell'indagine su Nordahl Lelandais, accusato di due omicidi. La pista del suicidio
Il mostro confessa:
ho colpito Maelys più volte
Il mostro confessa:<br>ho colpito Maelys più volte
Nordahl Lelandais torna sul luogo del delitto con gli investigatori e mima la scena finale con un manichino. Aveva fracassato a pugni il volto della vittima. Dove nascose il cadavere e il rientro nella sala per crearsi un alibi
La ricostruzione della notte di Maëlys
La ricostruzione della notte di Maëlys
In gran segreto, gli inquirenti hanno previsto di rifare insieme a Nordahl Lelandais il percorso che l’ex militare avrebbe coperto la notte fra il 26 e il 27 agosto 2017. Strade chiuse e massimo riserbo
Addio ad Arthur
ucciso dal killer di Maelys
Addio ad Arthur<br>ucciso dal killer di Maelys
A Bourges una grande folla per i funerale del 23enne ucciso da Nordahl Lelandais nell'aprile 2017. C'erano anche i genitori di Maelys. Ma l'assassino non vuole dire come è morto