Il signor Marilyn Monroe

| Appena ventunenne, Jim Dougherty ebbe la fortuna di sposare quella che nel giro di pochi anni sarebbe diventata l’oggetto del desiderio biondo di quasi tutti gli uomini del pianeta Terra. Ma la loro storia d’amore terminò in fretta

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Di Marco Belletti
James Edward Dougherty, detto Jim, fu il più giovane dei mariti di Marilyn Monroe: il primo a sposarla nel 1942 e fu l’ultimo a morire, a 84 anni, il 15 agosto 2005. Figlio di emigrati inglesi, nacque in Texas ma fin da quando Jim era bambino la famiglia si trasferì in Arizona, quindi a Los Angeles dove si diplomò e iniziò a lavorare presso l’azienda aeronautica Lockheed Aircraft Corporation.

Nel 1941 Jim aveva vent’anni e viveva in Archwood Street a Van Nuys, una località presso Los Angeles, vicino all’abitazione dei Goddard una coppia che viveva con la figlia di primo letto dell’uomo, una ragazza quindicenne di nome Eleanor da tutti conosciuta come Babe. Jim e la giovane Goddard erano amici e quando nella famiglia giunse in affidamento una ragazza coetanea di Babe, instaurò subito un rapporto di amicizia anche con lei: era Norma Jeane Baker Mortensen, che sarebbe diventata famosa con lo pseudonimo di Marilyn Monroe.

Jim e Norma Jeane iniziarono a frequentarsi: lui l’accompagnava a scuola e insieme andavano al cinema e a ballare ma all’inizio del 1942 il signor Goddard ricevette un’ottima offerta di lavoro sulla costa orientale degli Stati Uniti e decise così di trasferirsi con la famiglia. Norma Jeane non poteva seguirli in quanto ancora sotto la tutela di un giudice e così le due famiglie decisero di far sposare i ragazzi per scongiurarle il rientro in un orfanotrofio.

Venerdì 19 giugno 1942 furono così celebrate le nozze fra Norma Jeane Baker Mortenson – sedici anni appena compiuti – e James Edward Dougherty che ne aveva compiuti ventuno ad aprile.

Dopo la luna di miele durata un weekend, andarono a vivere in affitto in un appartamento nel distretto di Van Nuys dove Norma Jeane si occupava della casa e del marito. Più tardi, Jim racconterà che sua moglie era introversa, doveva essere sempre rassicurata anche se a volte esplodeva in momenti di allegria e affettuosità assoluti.

Quando l’uomo decise di arruolarsi in Marina e fu trasferito in una base sperduta del Pacifico, Norma Jeane fu ospitata dalla suocera e trovò lavoro come operaia alla Radio Plane Munitions Factory.

La lontananza e l’opportunità di intraprendere la carriera di modella e aspirante attrice spinsero Norma Jeane a chiedere il divorzio, i cui documenti raggiunsero il marito mentre la sua nave risaliva lo Yangtze per raggiungere Shanghai.

Tornato il più in fretta possibile a casa, Jim cercò di dissuadere la moglie, ma il divorzio divenne effettivo il 13 settembre 1946 in quanto lei aveva in testa solo la firma sul contratto con la Fox e per farlo doveva essere libera: non l’avrebbero mai assunta se fosse stata sposata e magari incinta.

In un’intervista di molti anni successiva, Jim Dougherty confidò che “di tutte le cose fatte nella vita, quella per cui sono più famoso è essere stato il primo marito di Marilyn Monroe. Non ho mai incontrato Marilyn Monroe, ma credo di aver conosciuto la persona reale che ci stava dietro”.

L’anno successivo Jim entrò a far parte del Los Angeles Police Department (il LAPD, il corpo di polizia della città californiana) e si sposò con la seconda moglie, Patricia Scoman, da cui ebbe tre figlie, tra il 1947 e il 1952: Cheryl Ann, Vivian Kathleen e Mary Irene.
Patricia era una donna gelosa e probabilmente pativa il confronto con la ex-moglie del marito, tanto che gli vietò sempre di andare a vedere i suoi film. Solo la sera della première di “Giungla d’asfalto” il 1° gennaio 1950 Jim andò al cinema, ma perché era uno degli agenti in servizio e Marilyn non partecipò all’evento.


Il 5 agosto 1962, pochi minuti dopo essersi recato nella villa di Marilyn e averne visto il corpo senza vita, l’agente Clemmons telefonò al collega Dougherty, che era in servizio, per informarlo che la sua ex-moglie era morta. In un’intervista all’Associated Press nel 2002, l’uomo confidò che la notizia lo aveva colpito come un pugno nello stomaco.

L’8 agosto, in occasione dei funerali della Monroe, Dougherty addusse come scusa degli impegni di lavoro al distretto di polizia che gli impedivano di presenziare alla cerimonia e non si fece vedere alle esequie.

Durante il matrimonio con Patricia, Jim distrusse tutte le lettere che Norma Jeane gli aveva scritto durante il loro matrimonio, quando era in guerra sul Pacifico: affermò in seguito che non aveva bisogno di conservarle per mantenere vivo il ricordo della moglie, anche se si dichiarò consapevole del loro valore e che avrebbe potuto lucrarci parecchio denaro vendendole.

Dougherty lavorò al dipartimento dello sceriffo, tenendo anche corsi sulle scienze criminali. Nel 1972 divorziò dalla seconda moglie e nel 1974 si sposò con Rita Lambert. Lo stesso anno, dopo 25 anni di lavoro nel Dipartimento di Polizia di Los Angeles, si congedò e si trasferì nel Maine, stato di origine della moglie, e visse con lei fino alla morte della donna nel 2003.

Negli anni della relazione con Rita, Jim parlò molto più apertamente del suo primo matrimonio. Oltre a rilasciare numerose interviste, l’uomo scrisse un paio di libri sul rapporto con Marilyn e apparve anche in un documentario dedicato all’attrice nel 2004.

Nel frattempo, il giocatore di baseball Joe Di Maggio – secondo marito della Monroe dal 14 gennaio 1954 al 1955 – era morto l’8 marzo 1999 mentre il drammaturgo Arthur Miller – terzo marito dell’attrice dal 29 giugno 1956 al 1961 – era scomparso il 10 febbraio 2005.

Jim Dougherty invece attese ancora qualche mese, sopravvisse anche al 43esimo anniversario del suicidio/omicidio della sua prima moglie, il 5 agosto, e dieci giorni dopo morì, per le complicazioni di una leucemia, in California dove era tornato a concludere la vita.

Galleria fotografica
Il signor Marilyn Monroe - immagine 1
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Il personaggio
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