James Ballard, il profeta visionario

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Negli anni Sessanta ha saputo raccontare le conseguenze del cambiamento climatico sulla psicologia umana. In seguito i suoi lavori diventano più surreali e grotteschi, descrivendo un presente delirante tuttavia legato alla realtà. 
 
C’è una parola che riassume perfettamente tutta l’opera di James Graham Ballard, lo scrittore inglese nato a Shanghai il 15 novembre 1930 e diventato famoso come un grande esponente della letteratura post moderna oltre che nella new wave della fantascienza inglese. Tra i suoi romanzi più celebri la cosiddetta tetralogia degli elementi (Il vento dal nulla, Deserto d’acqua, Terra bruciata e Foresta di cristallo) scritta tra il 1961 e il 1964, Condominium, Crash e L’impero del sole. 
La parola che ben rappresenta la sua opera è “sopravvivere”. Infatti, tutti i personaggi dei suoi libri sono coinvolti in trame il cui leitmotiv dominante è la sopravvivenza. 
L’opera di Ballard chiarisce perfettamente i meccanismi psicologici che si attivano quando gli esseri umani devono sopravvivere a situazioni emotive e ambientali di reale minaccia fisica e mentale. La sopravvivenza in un campo di concentramento e l’elaborazione del lutto per la morte della moglie segnano profondamente il suo carattere e la sua visione del mondo, permettendogli di dare vita a un universo di connotati caratteriali e sociali molto personale, che riflette in modo drammaticamente concreto una possibile realtà che per lo scrittore non è né reale né significativa.
James Graham Ballard muore a 78 anni il 19 aprile 2009 per un cancro che ha raccontato nella sua autobiografia, l’ultimo libro pubblicato.
 
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Il personaggio
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