SsangYong: “Noi non abbiamo paura”

| Intervista a Mario Verna, direttore generale della filiale italiana del marchio automobilistico coreano, ospite a Torino per la quinta edizione del salone “Parco Valentino”

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Di Germana Zuffanti
Quinta Edizione del Salone dell’Auto di Torino, il Parco del Valentino in tilt fino a tarda sera per il continuo avvicendarsi di visitatori. Il Parco e l’area circostante mobilitati ed attrezzati da giorni per una festa aperta a tutti, ogni giorno, dalle 10 alle 24. Torino, l’automotive e tanti protagonisti: piccoli e grandi brand delle quattro ruote.

È interessante conoscere l’impressione di Mario Verna, Direttore Generale di “SsangYong Motor Italia” con alle spalle un’esperienza ultradecennale presso FCA, come “Head of Logistics & Sales”. Un giovane manager e un promettente marchio coreano, ambedue lanciati alla conquista del mercato automobilistico italiano.

Qual è il suo pensiero sul Salone dell’Auto di Torino? È record di espositori con 54 marchi: un bel segnale…

Mi pare che sia una manifestazione che ogni anno presenta delle novità, in crescita insomma, un motor show unico nel suo genere, inserito in un contesto molto affascinante. E anche noi, con SsangYong, vogliamo aggiungere un pizzico di novità: presentiamo in anteprima nazionale il nuovo “Korando”, iconico modello della marca coreana, che si presenta in un look completamente rivisto e con tecnologia, sicurezza e abitabilità ai vertici della categoria. Ma oltre al prodotto, ci piace sperimentare nuove forme di linguaggio e di ingaggio sui social network, con una missione: #maibanali, che è poi diventato lo slogan che accompagna ormai da mesi la comunicazione della nostra amata Tivoli.

Da esperto del settore, come avviene la fidelizzazione della clientela? Il Salone torinese può essere un’opportunità?

Credo che la fidelizzazione sia una relazione, fatta di tempo speso insieme, idee condivise e coccole da scambiarsi, e non solo una transazione economica tra fornitore e cliente. È proprio come una storia d’amore: c’è bisogno di tempo da investire, di sincerità e passione. La tecnologia e i social hanno reso i rapporti molto freddi e oggi più che mai si ha bisogno di essere accompagnati, presi per mano. L’importante è non confondere i fini con i mezzi, e proprio man mano che la distanza tra reale e virtuale si amplia, c’è necessità di donne e uomini ancora più forti. Si avverte il bisogno di attenzioni nei confronti dei clienti, quelle attenzioni che meritano, perché sono loro il nostro miglior biglietto da visita. Il salone del Valentino è per noi l’occasione giusta per metterci la faccia, la nostra faccia, ma anche di stringersi la mano e condividere emozioni. Una missione che sente forte chi lavora all’interno del brand, dalla comunicazione alle vendite: tutti danno il loro contributo nella crescita, verso una dimensione “umana” che è necessaria per essere davvero credibili.

Voi di SsangYong avete lanciato un particolare programma chiamato “Soddisfatti o rimborsati”: di cosa si tratta?

Si tratta, anche in questo caso, di qualcosa di innovativo. Ho sentito spesso citare “quel marchio di cui non so dire il nome” per indicare SsangYong, brand che vuole dimostrare di non temere niente e nessuno. Se entro 30 giorni dall’acquisto della vettura non sei soddisfatto di uno dei nostri prodotti, puoi restituirlo. Diciamo che è una provocazione, per spingere i nostri futuri clienti a provare le nostre auto e ad entrare all’interno della grande famiglia SsangYong.

L’evento di punta di questi cinque giorni è il Gran Premio Parco Valentino: una parata che riporta alle origini dell’auto e rilancia Torino e il Piemonte verso la rivoluzione 4.0?

Torino e il Piemonte hanno un bisogno impellente di manifestazioni come queste, ma per essere davvero efficaci per il territorio, le iniziative devono creare continuità nel tempo e non esaurirsi in quattro giorni. La rivoluzione 4.0, come le tre precedenti, creerà occupazione, ma in settori diversi; è per questa ragione che la grande sfida per non rimanere fuori dalla porta sarà la flessibilità nell’aggiornamento delle competenze e delle infrastrutture. E bisogna essere molto veloci. Pensare di affrontarla con metodi e mezzi vecchi porta certamente alla sconfitta. Quanto siamo disposti a cambiare, a muoverci, ad innamorarci?

C’è un’attenzione particolare sulle auto elettriche e ibride: come risponde il vostro brand? 

Alla fine del prossimo anno arriverà sul mercato italiano il Korando full-Electric, una vettura da 190 CV e 500 km di autonomia. Detto questo, credo la transizione all’elettrico sia più uno slogan che un’immediata possibilità: infrastrutture e fonti energetiche devono ancora essere chiarite nei progetti, e questo è un tema istituzionale. Personalmente ritengo che il motore diesel abbia subìto un’infondata (scientificamente) e immotivata (oggettivamente) battaglia ideologica. Lo dimostra il fatto che, sulle immatricolazioni del 2018, per la prima volta dopo 10 anni, le emissioni medie di CO2 sono aumentate. Proprio per il calo delle immatricolazioni diesel.

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