Don Fortunato Di Noto, il prete che difende i bambini

| Le battaglie di un prete sulle barricate, che ha scelto di schierarsi dalla parte dei più piccoli e indifesi, raccontata in un libro appena uscito

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Domenica 2 maggio, durante la recita del “Regina Coeli”, Papa Francesco ha voluto citare l’Associazione Meter, fondata da Don Fortunato Di Noto: “Il mio pensiero oggi va anche all’Associazione Meter, che incoraggio a continuare nell’impegno in favore dei bambini vittime della violenza e dello sfruttamento”.

Basta forse questo, a spiegare perché valga la pena raccontare la storia di un uomo impegnato in una missione sociale di fondamentale importanza come tutelare i bambini vittime di violenze e la lotta contro la pedofilia. È la domanda che si è fatto Roberto Mistretta, giornalista e giallista, vincitore nel 2019 del “Premio Tedeschi Giallo Mondadori”, primo siciliano a conquistare il riconoscimento, consegnato nel corso del “Myfest, Gran Giallo Città di Cattolica”. È lui l’autore di un libro fresco di stampa: “Don Fortunato Di Noto. La mia battaglia a difesa dei bambini” (Edizioni Paoline). Un volume scritto, come dice l’autore, per evitare che si perda la memoria e perché si possano conoscere esempi di forza e tenacia come quelli di Don Fortunato, Fondatore e Presidente di “Meter Onlus”.

Don Fortunato Di Noto e Roberto Mistretta sono stati ospiti il 29 aprile scorso de “Il Salotto di Germana”, rubrica ospitata dal profilo Facebook di Germana Zuffanti, collaboratrice della nostra testata, insieme alla dottoressa Assunta Esposito, Vice Questore della Polizia postale e delle comunicazioni e a Luca Collodi, giornalista e caporedattore di “Radio Vaticana” che più volte ha intervistato il famoso parroco di Avola, in provincia di Siracusa.



Un tema quanto mai attuale, che tocca la tutela dei bambini e l’impatto dell’uso massivo dei social durante la pandemia da parte dei più piccoli, con conseguente aumento dei rischi connessi alla rete.

Chi è Don Fortunato e perché ha fondato l’Associazione METER? Parroco moderatore della Parrocchia Madonna del Carmine e di San Giovanni Battista di Avola, in provincia di Siracusa, professore di Bioetica presso l’Istituto Superiore di Bioetica e sessuologia della Pontificia Università Salesiana di Messina, promotore, insieme ad altri, della legge n. 269/98 “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di schiavitù” e, con l’Associazione Meter, della legge n. 38/2006 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”, nonché della legge di ratifica della legge 172/2012 - “Convenzione di Lanzarote” - per la protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali.

Don Fortunato è dagli anni Novanta un sacerdote in prima linea che si batte in difesa dei minori: è conosciuto in tutto il mondo per la sua battaglia e per questo è stato oggetto di attenzioni, invidie, malvolenze e cattiverie. Negli anni ha denunciato donne e uomini (anche preti), tutti colpevoli di avere abusato di un bambino. Quest’anno presenta con orgoglio la venticinquesima “Giornata Bambini Vittime di Violenza (GBV), sfruttamento ed indifferenza, con l’idea di promuovere con coerenza la difesa, la tutela, la protezione e la cura dei piccoli violati nel corpo e nello spirito, in famiglia, nella società e nella scuola. La GBV ha assunto carattere nazionale e internazionale per la Chiesa, per la società civile e per le realtà politiche e culturali: moltissimi i riconoscimenti civili e religiosi messi insieme da Meter, tutti raccolti e visionabili in rete.

La Giornata, ricorda Don Fortunato, nasce nel 1996 ad Avola, nel quartiere della Parrocchia Madonna del Carmine, culla dell’Associazione, e oltre a ricordare tutti i bambini vittime in qualche modo di abusi, vuole invitare a tenere alta l’attenzione sul  contrasto alla pedofilia e alla pornografia minorile.

“Troppi bambini sono ridotti in schiavitù sessuale e manipolati fino a trasformarli in merce, scarto ed oggetto di piacere”, afferma con vigore e senza mai stancarsi il sacerdote, la cui opera è dedicata a loro, a partire da quelli che si sono rivolti a lui nei primi anni Novanta, fino agli ultimi, sempre più piccoli, sempre più innocenti e più esposti. Un orrore contro cui Don Fortunato ha scelto di creare un luogo dal quale iniziare una battaglia senza fine. L’associazione è oggi un faro di legalità e cura importanti rapporti annuali attraverso l’Osmocop (Osservatorio mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia, ufficio altamente specializzato di Meter che si occupa di monitorare la rete da più di venti anni).

La battaglia di Don Fortunato, racconta Mistretta nel suo “libro manifesto”, è un impegno religioso e civile al tempo stesso in una società che tende ad essere indifferente di fronte a movimenti di legittimazione della pedofilia, in nome di una “libertà sessuale” che dovrebbe appartenere anche ai più piccoli. Ma come si fa a pensare che i bambini, a cui dovrebbe appartenere solo un’infanzia di educazione e di gioco, possano interpretare istinti e sentimenti tipici dell’universo adulto?

Da sempre l’Associazione Meter collabora con le Polizie internazionali attraverso segnalazioni e denunce che coinvolgono i diversi continenti e persone sempre più insospettabili e statisticamente sempre più donne, a volte mamme degli stessi bimbi abusati.

Soprattutto in quest’ultimo periodo, denunce e reati sono aumentati, come conferma la dottoressa Esposito, che ricorda come l’attività capillare dei Compartimenti della Polizia postale sia presidiata dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, organo del Ministero dell’Interno deputato a coordinare le attività investigative, quelle di prevenzione e contrasto al fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori su internet, nonché punto di contatto nazionale per la banca dati delle immagini pedopornografiche I.C.S.E. (International child sexual exploitation) dell’Interpol.

Importantissime sono le segnalazioni che arrivano da Polizie straniere che collaborano in maniera determinante ai fini del riconoscimento di chat o di soggetti coinvolti,  e fondamentali sono la collaborazione con Interpol ed Europol e le attività di monitoraggio della rete, per segnalare siti o link in black list, nonché tutte le attività sotto copertura di pedinamento informatico.

Con la pandemia è aumentato in modo esponenziale il fenomeno della pedopornografia online, con un notevole abbassamento dell’età delle vittime. Gli ultimi dati hanno assistito ad un aumento delle “condotte delittuose afferenti i reati commessi in danno dei minori” tramite il web di circa il 110% rispetto al 2019. Parliamo di reati come sfruttamento sessuale dei minori o adescamento online di bambini e minori. Come recita Giancarlo Giannini in uno spot di qualche anno fa sull’attività on line della Polizia Postale contro la pedofilia, il virtuale diventa reale e serve molta consapevolezza nell'utilizzo della rete, visto che è diventato uno strumento diffusissimo e ormai comune. Oggi i pc sono stati abbandonati dall’utilizzo degli smartphone e da lì l'accesso al web è sconfinato ed immediato: è necessario fare prevenzione ed educazione sia in famiglia che nelle scuole, sostenendo chi è stato vittima di abusi. Avvicinarsi a questa realtà, continua la dottoressa Esposito, è faticoso anche per le forze dell’ordine, che necessitano di di un supporto psicologico lungo il percorso lavorativo, vista l’enorme quantità di materiale da analizzare, spesso riguardante neonati o situazioni difficili ed inimmaginabili.

Luca Collodi solleva la problematica pedofilia e Chiesa e rivolge a Mistretta ed a don Fortunato la medesima domanda. Ma prima ancora, chi è il pedofilo? La psichiatria inquadra la pedofilia come parafilia, cioé ricorrenti ed intense fantasie ed impulsi o comportamenti sessualmente eccitanti che spesso si definisce erroneamente come “inclinazione sessuale”.

Il fenomeno esiste da sempre, dice Mistretta, ma con l’avvento della rete si è ampliato l’utilizzo del materiale pedopornografico che coinvolge tutti gli strati sociali e le categorie, sia uomini che donne. Quando è coinvolta la Chiesa, certo, la narrazione cambia e gli eventi hanno un disvalore sociale maggiore, perché tocca da vicino chi ha un ruolo che intacca la fede del singolo e della collettività. La Chiesa ha insabbiato e nascosto moltissimo, e anche Papa Francesco si è scagliato contro la pedofilia parlando di “abominio”, “delitto” e “abuso”. Ma quest’orrore, continua Don Fortunato, dev’essere perseguito nei confronti di chiunque perché il problema è globale e più radicato di quanto si immagini.

È necessario fare prevenzione nelle scuole e le famiglie: parlarne evitando i silenzi per proteggere i bambini dai pericoli. Un punto di partenza è partire dalla lettura di questo libro, che racconta di un uomo “per bene” in lotta per la giustizia e per i bambini, dell’avventura di un prete che ha inviato alle autorità 65.000 segnalazioni e che ha messo a disposizione mezzi e modi anche allo Stato, per conoscere un risvolto della realtà dell’infanzia in un mondo che va veloce, e troppo spesso dimentica i più piccoli.

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