FCA-PSA, prove tecniche
di una nuova fusione

| Archiviato il capitolo Renault, il Lingotto pare stia trattando un nuovo tentativo di fusione con altri francesi, quelli di Peugeot-Citroën. L’incognita della presenza del governo

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Il futuro di FCA punta sempre verso la Francia: dopo la fusione naufragata malamente con il gruppo Renault, il “Wall Street Journal” rivela una trattativa serrata con i francesi del gruppo PSA, che ingloba Peugeot e Citroën. Indiscrezioni che per cominciare fanno bene al titolo del Lingotto, che in borsa sale al 7,5%.

Il quotidiano non si limita a dare l’annuncio della trattativa, che nelle ultime ore avrebbe portato a Parigi alti dirigenti di FCA, ma fa nomi e cognomi di un accordo che sembra ormai cosa fatta, salvo inversioni di tendenza dell’ultima ora. A cose fatte, la poltrona di presidente andrebbe a John Elkann, con Carlo Tavares confermato alla stessa carica che occupa in PSA, come Ceo del neo-gruppo.

Nei numeri si parla di una fusione paritaria, 50-50, che porterebbe alla nascita di un colosso da 9 milioni di veicoli all’anno e 180 miliardi di euro di fatturato che potrebbe aspirare al terzo-quarto posto della classifica dei costruttori, alle spalle di Volkswagen, Toyota e Nissan-Mitsubishi. La partita, porterebbe ad un nugolo di marchi controllati dal nuovo colosso: Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, DS, Jeep, Maserati, Lancia, Opel, Citroën, Peugeot e Vauxhall

Una fusione che era nell’aria: nei mesi scorsi si era parlato di un incontro privato fra Elkann e Tavares, ma il tentativo di fusione con Renault aveva fatto naufragare tutto, con un certo disappunto di Peugeot. A spianare la strada al nuovo accordo un altro dettaglio: l’uscita di scena dei cinesi di “Duang Feng”, pronti a privarsi del 14% di PSA.

A guadagnarci, secondo i WSJ, sarebbero entrambi: per i francesi l’opportunità di entrare nel mercato americano, per gli italiani in quello asiatico. Sul piatto anche il capitolo “elettrico”, in cui i torinesi stentano e su cui, al contrario, i parigini lavorano da tempo con ottimi risultati.

L’incognita fissa è il passaggio che ha fatto naufragare la fusione con Renault, e che potrebbe ancora un peso specifico notevole: la presenza del governo francese, azionista di Peugeot esattamente come di Renault.

Secondo alcune indiscrezioni, i colloqui fra i due gruppi, liquidati da entrambi con un “no comment”, sarebbero “fluidi”. 

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