Virgin Group sull’orlo del baratro

| Il colosso creato da Sir Richard Branson fortemente penalizzato dalla pandemia: buona parte delle sue società si occupano viaggi, tempo libero, turismo e crociere. A rischio Virgin Atlantic e Virgin Australia

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Perfino Richard Branson, il vulcanico fondatore del “Virgin Group”, a capo di 400 società diverse e con un patrimonio personale stimato nel 2015 in 5,2 miliari di dollari, ha gettato la spugna di fronte alla crisi economica globale scatenata dalla pandemia.

Dopo aver versato 250 milioni di dollari nelle casse delle società che fanno capo al Virgin Group, senza altri aiuti da parte del Regno Unito le due compagnie aeree del gruppo, “Virgin Atlantic” e “Virgin Australia”, rischiano il tracollo. A garanzia di un prestito, Branson offre Necker Island, la sua tenuta da sogno nelle Virgin Island.

Il miliardario ha lanciato un S.O.S. che in realtà riguarda tutte le compagnie aeree del mondo, e nel suo caso ha chiesto aiuti in denaro ai governi britannico e australiano per andare avanti “di fronte alla grave incertezza che circonda i viaggi, complicata dalla mancanza di chiarezza su quanto tempo gli aerei dovranno ancora rimanere a terra”.

In una lettera aperta ai dipendenti, Branson ha detto che la sopravvivenza di Virgin Atlantic e Virgin Australia è importante per bilanciare la concorrenza a British Airways e Qantas: “Se Virgin Australia scomparisse, Qantas avrebbe di fatto il monopolio dei cieli australiani”, ha fatto notare.

La Virgin Atlantic è intenzionata a chiedere un prestito commerciale totalmente rimborsabile al Regno Unito, ha aggiunto Branson senza fornire dettagli sulla quantità di denaro di cui ha bisogno. “La realtà di questa crisi senza precedenti è che molte compagnie aeree in tutto il mondo hanno bisogno del sostegno dei governi e molte lo hanno già ricevuto. Senza questo non ci sarà più concorrenza e centinaia di migliaia di posti di lavoro andranno persi, insieme ad un enorme valore economico”.

I divieti di viaggio e le chiusure dei confini hanno portato l’aviazione civile ad una drammatica battuta d’arresto, spingendo decine di compagnie a mettere i lavoratori in congedo non retribuito. Secondo l’International Air Transport Association, quest’anno i ricavi delle compagnie aeree saranno la metà rispetto al 2019, con una perdita secca di 314 miliardi di dollari.

Lufthansa, uno dei più grandi gruppi europei, sta riducendo le dimensioni della sua flotta e chiudendo uno dei suoi vettori low-cost, avvertendo che il settore dell’aviazione civile impiegherà anni per riprendersi dalla crisi.

Mentre le compagnie aeree statunitensi riceveranno decine di miliardi di dollari di sostegno come parte del pacchetto di stimolo da 2.000 miliardi di dollari, i governi europei al momento non hanno promesso salvataggi. EasyJet ha dichiarato mese di aver raccolto 600milioni di sterline (746,6 milioni di dollari) attraverso la “Covid Corporate Financing Facility” del governo britannico. British Airways e Virgin Atlantic hanno licenziato circa 38.000 dipendenti e contano sul fatto che il governo paghi l’80% degli stipendi. Un portavoce della Virgin Atlantic ha detto che la compagnia aerea sta “esplorando tutte le opzioni disponibili per ottenere ulteriori finanziamenti esterni”.

Virgin Group opera in molti dei settori che sono stati più duramente colpiti dalla pandemia del coronavirus, tra cui l’aviazione, il tempo libero, il turismo e le crociere: “La sfida che stiamo affrontando in questo momento è semplice da raccontare: che non ci sono soldi in arrivo ma molti in uscita”, ha detto Branson.

Le richieste di aiuto economico hanno trascinato l’imprenditore al centro di critiche, con diversi media pronti a ricordare che Branson non paga imposte nel Regno Unito poiché la sua residenza principale è nelle Virgin Island. In una lettera, Branson ha replicato dicendo che lui e sua moglie Joan “non hanno lasciato la Gran Bretagna per motivi fiscali, ma per il nostro amore per le bellissime Isole Vergini britanniche e in particolare per Necker Island”.

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