'Di Maio sciacallo in cerca di voti', parola di Zingaretti

| E Gigino: "Mai con il pd", criminalizzato per il caso Bibbiano. Zingaretti: "bugiardo seriale", "indecente", "pensa prima alle poltrone". Ecco i reciproci complimenti di chi sta varando il ribaltone. A pagare, come sempre, gli italiani

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Zingaretti e Di Maio stretti in un abbraccio mortale contro-natura. L’obiettivo è salvare la poltrona da nuove elezioni. E non ci risparmiano nessuna bassezza. Per i grillini, il Pd era i Demonio in persona. Anche per il Cazzaro Ridens de Il Fatto, il matrimonio contro-natura si deve fare, dopo essersi consumato la lingua per riempire di bava l’ex premier Conte. Di Maio e i suoi spin doctor, con i consensi dimezzati, hanno persino cercato di strumentalizzare una terribile vicenda giudiziaria, quella di Bibbiano, per coinvolgere in qualche modo i Dem rei di avere un sindaco inquisito. E Bibbiano? Ripetevano in nome “dei bambini e delle loro famiglie distrutte”. Chissà se Di Maio ne avrà chiesto conto all’odiato Zingaretti in queste ore.

I precedenti. Il Giornale, marzo 2013, cita una delle innumerevoli dichiarazioni di Luigi Di Maio: "Il Movimento è nato in reazione a Pd e Pdl, in reazione al loro modo di fare politica. E oggi propone uno stile nuovo, radicalmente diverso. Nulla a che vedere con inciuci politici o pasticci tecnici. Su questa linea siamo coesi, compatti e motivati, non c'è spazio per scout e agenti di mercato. Non ci spaccheremo, sono pronto a scommettere".  Speriamo abbia scommesso un solo cent. Perchè lo ha perduto. Ridere o piangere? Poi, maggio 2018, sempre l’ineffabile contorsionista Di Maio: "Se il Pd è ancora Renzi, come ha dimostrato, e dopo che hanno aperto al dialogo al Colle hanno poi chiuso in una trasmissione tv io col Pd non voglio averci mai più nulla a che fare". Raro esempio di coerenza, con Renzi che ora gli tiene il sacco. Nel 2019 il capo politico grillino va ancora più in là: “Il Pd è un condominio ed io non ho intenzione di mettermi a discutere con un partito che ha dentro 100 anime che si sono messe subito a litigare prima che chiarissi che la proposta era rivolta alla Lega". Bravo! Maggio 2019: "La vera natura del Pd è quella di difendere privilegi e perseguire interessi personali: è per questo che il governo deve andare avanti. Questa gente che sia Pd o Forza Italia deve stare all'opposizione, perché in maggioranza continuerà a sperperare i nostri soldi per i loro privilegi. Zingaretti sta facendo punteggio in negativo, ne aggiunge un altro dopo la legge Zanda che doveva aumentare gli stipendi ai parlamentari, dopo la legge Zanda che doveva ricostituire i vitalizi, dopo la legge per reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti adesso vota contro il taglio dei parlamentari, è la vera natura del Pd e non mi meraviglia". Neanche noi, del resto. E il 16 maggio scorso strombettava: "Il Pd in queste settimane si è tenuto il presidente della Regione Calabria, indagato per corruzione su sanità e appalti. In Umbria c'è stato uno scandalo vergognoso e il silenzio di Zingaretti sulle indagini che stanno attraversando il Pd ricorda molto, o peggio ancora, il silenzio di Renzi sulla Boschi. Il Pd ha cambiato il volto ma non la sua natura. Questo è il partito con cui si sta dicendo in questi giorni che vogliamo fare un'alleanza? Con un partito che è lo stesso partito renziano ma ha solo cambiato il volto. Un partito che si è alleato con Cirino Pomicino in Campania, che sta governando Gela con FI. Zingaretti, quello del cambiamento?”. Bella analisi, non c’è che dire.

E Zingaretti ribatteva: ”Di Maio dice che votare per me è votare l'establishment? Un altro manifesto dell'ipocrisia. Uno che a 27 anni faceva il deputato e fa la parte del proletario ha una idea dell'Italia capovolta”. Quindi: “Di Maio è un bugiardo seriale”, "sta bruciando miliardi di euro degli italiani", "osceno", "sciacallo che cerca voti", "pensa prima alle poltrone", "indecente", "gioca sulla pelle dei lavoratori” e molto altro ancora dello stesso tenore.

In pochi giorni, stante lo slogan “prima la poltrona”, coniato in modo indiretto da Renzi in persona, l’ex nemico numero 1 dei grillini e ora trepido compagno di merende, Di Maio e Zingaretti stanno per varare il governo giallorosso. Che pena immensa, e che triste fine per il nostro Paese.

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