Addio a “Magda”, la moglie disperata

| La ricordavano sempre per aver interpretato la moglie sull’orlo di una crisi di nervi di Furio, uno dei più divertenti personaggi di Carlo Verdone. Aveva origini russe e combatteva da tempo con la leucemia

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Per tutti è sempre stata Magda, la sfigatissima moglie dall’accento piemontese di Furio, personaggio ideato da Carlo Verdone e reso celebre nel 1981 da “Bianco, Rosso e Verdone”. Magda subiva, correva a chiudersi nei bagni degli autogrill e ripeteva un mantra devastante: “Non ce la faccio più”. Una donna dagli occhi grandi e innocenti che aveva raggiunto il fondo della pazienza e non sapeva come reggere ancora un marito pedante, che pretendeva di calcolare tutto al secondo, compreso come sistemare sui sedili i due figli, Antonluca e Antongiulio, in modo da bilanciare i pesi. Nel finale del film, arrivava il riscatto: Magda lasciava marito e figlie per fuggire con un affascinante musicista

Nella realtà si chiamava Irina Sanpiter, era un’attrice russa di teatro, ed è morta questa mattina a 61 anni all’Ospedale Umberto I di Roma a causa di una leucemia con cui lottava da diverso tempo.

Nata a Mosca nel settembre del 1957, lavora in teatro fino al 1981, l’anno in cui Carlo Verdone, cabarettista al suo primo film per il cinema, la sceglie per affidarle il ruolo di Magda, la moglie depressa di Furio. A presentargliela, come ricorderà Verdone anni dopo, fu Sergio Leone, il suo mentore.

Per Irina, è l’occasione che le apre le porte alla carriera cinematografica in Italia: nel 1982 la vuole anche Ciro Ippolito in “Lacrime napulitane”. Due anni dopo si sposa con Toni Evangelisti e abbandona le scene per diventare un’organizzatrice di eventi rock. Atea, nel 1993 incontra Papa Giovanni Paolo II abbracciando la fede cattolica.

Scompare dalle scene alla fine degli Ottanta, quando scopre un linfoma che la costringe a continue trasfusioni.

Fra i messaggi di cordoglio proprio quello di Carlo Verdone, che non era al corrente della malattia di Irina, ricordando di averla incontrato lo scorso anno durante una rassegna cinematografica estiva.

Di quel film non è rimasto quasi nessuno, e questo mi deprime terribilmente. Ma il cinema, fortunatamente, ci 'ferma nel tempo, illudendoci di una certa immortalità. Magda sarà sempre nel mio cuore come una delle creazioni più riuscite: era sempre allegra, spiritosa, ironica. Grazie Irina per aver condiviso con me una bella commedia rimasta nel cuore di tanti spettatori. Ti ricorderò per sempre cara, dolce amica”.

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