Francia: "Tunnel Tav strategico"

| Il presidente dell'Osservatorio: "Smentiti gli oppositori italiani del progetto, compreso l'aspirante premier M5s Di Maio e il sindaco di Susa Sandro Plano". Virano conferma gli ottomila posti di lavoro. Lavori finanziati sino al 2022

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Dopo tre mesi di lavoro, audizioni e riunioni, il Conseil d’orientation des infrastructures (COI) presieduto da Philippe Duron, ha presentato il rapporto al Ministro dei trasporti, Èlisabeth Borne, preliminare al “progetto di legge sulla mobilità”, voluta dal Presidente Emmanuel Macron per programmare la strategia nazionale di investimento della Francia  per le principali infrastrutture di trasporto nei prossimi 20 anni. Il tunnel di base del Moncenisio della Torino-Lione (sezione transfrontaliera) viene considerato un progetto già avviato ed in corso di realizzazione, confermando quanto affermato dal Presidente della Repubblica Francese e dal Presidente del Consiglio Italiano, al Vertice franco-italiano di Lione del 27 settembre 2017. 

“Il rapporto Duron  - osserva Paolo Foietta, presidente  Dell’Osservatorio governativo - smentisce quegli oppositori soprattutto Italiani che avevano, nonostante le dichiarazioni italiane e francesi, creduto alla favola della “pausa” della Francia sui lavori del tunnel, infortunio recentemente occorso anche al candidato premier del M5S Luigi Di Maio. Il Presidente dell’Unione Montana Valle di Susa, Sandro Plano, forse mal consigliato dagli esperti  di Presidio Europa, famosi per la loro fantasia e sempre smentiti dai fatti e dalla storia, si era addirittura spinto a richiedere alla Francia l’unilaterale “sospensione” della realizzazione  il tunnel transfrontaliero –insieme ad altri tre grandi progetti – non è mai stato in discussione e pertanto non è mai stato considerato nell’ambito dei progetti esaminati dal COI. Commissione che invece ha passato al setaccio tutti gli altri progetti trasportistici programmati o ipotizzati oltralpe.

Per quanto riguarda le tratte di adduzione francesi al tunnel di base le prime indicazioni contenute nel rapporto Duron propongono interventi indispensabili sul nodo ferroviario di Lione (NFL) e per il Bypass ferroviario metropolitano di Lione (CFAL) strettamente collegati alla Torino-Lione, sia per quanto riguarda il trasporto di merci che per la mobilità quotidiana dei viaggiatori. Per il COI, il nodo ferroviario di Lione è una “priorità di primo rango” e richiede una prima fase di lavori prima del 2022. Per le fasi successive della NFL e per il CFAL, il COI raccomanda vivamente la rapida organizzazione di un dibattito pubblico che associ tutti gli attori dell’area urbana di Lione per predisporre gli adeguamenti da realizzare. Questa riflessione dovrà tener conto della messa in servizio della galleria transfrontaliera Lione-Torino e delle sue evoluzioni in termini di traffico merci e passeggeri.

Riguardo agli accessi al tunnel transfrontaliero (tratte di adduzione), la relazione del COI raccomanda, come primo passo, la modernizzazione  (per un importo di 700 milioni di euro) della sezione di linea storica tra Digione – Ambérieu – Chambéry – St-Jean-de-Maurienne.

Il Direttore generale della società, Mario Virano, ha intanto fatto il punto sui lavori e sulle ricadute economiche e occupazionali dell’opera, che genererà 8 mila impieghi diretti e indiretti in Francia e in Italia e un indotto di 20 mila imprese tra appalti e subappalti. “TELT sta introducendo direttive per la sicurezza e la salute sul lavoro ancor più stringenti di quelle nazionali per i cantieri della Torino-Lione – ha dichiarato Virano – e di recente la società ha ottenuto quattro certificazioni di qualità sul proprio operato, tra cui l’OHSAS 18001. La qualità della vita degli operai e dell’ambiente in cui lavorano è prioritaria: per questo abbiamo deciso, tra l’altro, di evitare i campi base per l’alloggio delle maestranze, privilegiando l’accoglienza dei lavoratori nelle abitazioni e nelle strutture ricettive del territorio. La realizzazione dell’opera è in corso, in queste ore il COI - Consiglio per l’Orientamento delle Infrastrutture - ha presentato il suo rapporto al governo francese, che assume il tunnel di base della Torino-Lione, insieme al Grand Paris e al Canale della Senna, come opera già decisa e in corso, occupandosi del fasaggio degli accessi. Ieri inoltre è stata assegnata la direzione lavori, sul versante francese, per 90 milioni di euro che copre l’83% del tunnel di base. E’ di prossima attribuzione anche la direzione lavori della parte in territorio italiano”.

 

Rll CSIR (Consiglio sindacale interregionale) del Piemonte, Valle d’Aosta, Auverg Rhône-Alpes e Arco del Lemano, nel corso di un incontro sul tema dell’attraversamento alpino, oggi a Saint Jean de Maurienne, ha approvato una mozione per ribadire la priorità del trasferimento merci dalla strada alla rotaia. Alla riunione erano presenti oltre 100 rappresentanti sindacali italiani e francesi, autorità locali e nazionali dei due Paesi, tra cui il Senatore Jean-Pierre Vial, e TELT, promotore binazionale della tratta transfrontaliera della Torino-Lione.

Il Direttore generale della società, Mario Virano, ha fatto il punto sui lavori e sulle ricadute economiche e occupazionali dell’opera, che genererà 8 mila impieghi diretti e indiretti in Francia e in Italia e un indotto di 20 mila imprese tra appalti e subappalti.

“TELT sta introducendo direttive per la sicurezza e la salute sul lavoro ancor più stringenti di quelle nazionali per i cantieri della Torino-Lione – ha dichiarato Virano – e di recente la società ha ottenuto quattro certificazioni di qualità sul proprio operato, tra cui l’OHSAS 18001. La qualità della vita degli operai e dell’ambiente in cui lavorano è prioritaria: per questo abbiamo deciso, tra l’altro, di evitare i campi base per l’alloggio delle maestranze, privilegiando l’accoglienza dei lavoratori nelle abitazioni e nelle strutture ricettive del territorio. La realizzazione dell’opera è in corso, in queste ore il COI - Consiglio per l’Orientamento delle Infrastrutture - ha presentato il suo rapporto al governo francese, che assume il tunnel di base della Torino-Lione, insieme al Grand Paris e al Canale della Senna, come opera già decisa e in corso, occupandosi del fasaggio degli accessi. Ieri inoltre è stata assegnata la direzione lavori, sul versante francese, per 90 milioni di euro che copre l’83% del tunnel di base. E’ di prossima attribuzione anche la direzione lavori della parte in territorio italiano”.

 

Riportiamo di seguito il testo del documento sindacale:

 

Il CSIR del Piemonte, Valle d’Aosta, Auvergne-Rhône-Alpes e Arco del Lemano, riunito a Saint-Jean-de-Maurienne venerdì 2 febbraio 2018, in occasione del convegno sulle tematiche degli attraversamenti alpini, richiama la priorità del trasferimento del trasporto di merci e persone dalla gomma alla rotaia.

Il CSIR, in coerenza con le rivendicazioni della CES (Confederazione europea dei sindacati), chiede ai governi di attuare misure per il trasferimento modale e di vigilare sulla corretta applicazione della legislazione in materia sociale e del lavoro, così da rendere concreto il rispetto delle norme sociali ed efficace il contrasto agli appalti e alla somministrazione illeciti di manodopera e l’utilizzo irregolare dei lavoratori.

Per il trasferimento modale, il CSIR ricorda il suo impegno in favore della costruzione di una nuova linea ferroviaria per merci e viaggiatori tra Torino e Lione, anello mancante in Europa per un reale collegamento ovest-est su rotaia. E’ necessario perciò proseguire senza tardare i lavori che consentano la realizzazione dell’opera.

Questo grande progetto deve essere esemplare per quanto attiene alla concertazione locale, il rispetto della democrazia, la presa in considerazione delle realtà territoriali, le opportunità di sviluppo dei territori coinvolti nell’opera e tutte le precauzioni per la salute e il benessere delle popolazioni.

Per ciò che concerne la salute e le condizioni di lavoro degli addetti, questo progetto di grandissimo respiro, che occuperà almeno 10 mila persone nell’insieme del suo tracciato, dovrà tener conto degli aspetti contrattuali e sociali, della sicurezza sul lavoro, della qualità del lavoro e dell’impatto ambientale.

 

Il CSIR:

 

-         chiede che l’attuazione della procedura «grandi cantieri» o «grandi opere» rispetti le direttive europee e le normative italiana e francese;

-         riafferma la necessità dell’istituzione di un Comitato d’Igiene e Sicurezza interaziendale e transfrontaliero

-         rivendica il pieno rispetto degli obblighi e delle clausole sociali nelle gare d’appalto; la limitazione dei subappalti e l’applicazione di regole comuni di miglior favore in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

-         chiede che le parti sociali siano coinvolte, a monte di tutta la programmazione e per tutta la durata dei lavori, al fine di assicurare il rispetto dei contratti di lavoro e di prendere in giusta considerazione gli aspetti di formazione e alloggio della manodopera impiegata, nonché il rapporto con le comunità locali.

 

I sindacati firmatari: CGT Auvergne-Rhône-Alpes, CFDT Auvergne-Rhône-Alpes, UNSA Auvergne-Rhône-Alpes, FO (la Force Syndicale), CFTC Auvergne Rhône-Alpes, CFE-CGC Auvergne-Rhône-Alpes, CGIL, CISL e UIL di Piemonte e Valle d’Aosta, oltre al sindacato autonomo valdostano SAVT.

 

Oltre la presentazione del rapporto da parte del COI, sempre ieri si è svolta la riunione del gruppo di lavoro binazionale costituito al summit di Lione di settembre sui temi del finanziamento e sul planning realizzativo degli accessi lato Francia dell’opera e sulle conseguenze dell’applicazione dei lotti costruttivi sui contratti di TELT, con importanti intese tra le componenti italiana e francese, e con la validazione del Coordinatore europeo, Laurens Jan Brinkhorst.

Paolo Foietta, commissario di Governo per l’asse ferroviario Torino-Lione, ha dichiarato: “Il COI ha considerato il tunnel di base del Moncenisio della Torino-Lione un progetto avviato ed in corso di realizzazione, come già ribadito al Vertice franco-italiano del 27 settembre di Lione dal Presidente della Repubblica Francese e dal Presidente del Consiglio Italiano. Con buona pace degli oppositori, soprattutto italiani, che avevano sostenuto sempre il contrario chiedendo addirittura alla Francia l’unilaterale “sospensione” della realizzazione del progetto, il tunnel transfrontaliero non è mai stato in discussione. La sezione transfrontaliera sarà oggetto, in Francia, di un piano di finanziamento che è attualmente in fase di discussione nell’ambito del gruppo di lavoro franco-italiano che ha avviato l’esame della proposta francese per l’utilizzo della direttiva Eurovignette per finanziare una parte dell’opera. Con riferimento alle tratte di adduzione, si è preso atto della volontà della Francia di condividere il lavoro di project review già concluso in Italia e recepito dal CIPE il 22 dicembre 2017, e di procedere analogamente ad una revisione del progetto relativo agli accessi, assumendo ed integrando le prime indicazioni-proposte contenute nel rapporto Duron. C'è insomma una totale condivisione di realizzare al più presto un'opera indispensabile per l'economia e per l'ambiente creando con l'infrastruttura le condizioni per un grande trasferimento modale delle merci dalla strada alla ferrovia”.

 
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