Con la truffa del “ping call” addio al credito telefonico

| I consigli della Polizia: "Mai richiamare numeri con prefisso moldavo (+373). Si rischia di ritrovarsi un nuovo contratto o di vedere prosciugato il credito o i minuti di abbonamento"

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di Piero Abrate

Torna la truffa con il prefisso telefonico moldavo, il +373, attuata nel nostro Paese sin dal 2014. La pratica, battezzata “ping call”: le persone ricevono una telefonata da un numero con il prefisso moldavo, rispondono e sentono riattaccare la cornetta. Molti utenti lasciano perdere, temendo una fregatura, mentre c’è chi incuriosito richiama, venendo dirottato su altri numeri. Il più delle volte non ci sono persone fisiche dietro la cornetta, ma software che compongono numerazioni a caso o rubriche telefoniche comprate sul web in maniera illegale. 

Proprio in questi giorni alla Polizia postale sono giunte altre centinaia di segnalazioni. L’invito è stato quello di copiare i numeri sospetti e comunicarli alle forze dell’ordine in modo che si possano perfezionare le indagini.

«Parliamo di una truffa sempreverde - spiegano i funzionari di Polizia - sulla quale indaghiamo sempre, purtroppo con molte difficoltà perché i truffatori agiscono dall’estero e sono tecnologicamente molto evoluti. Per difendersi allora è necessario conoscere il modo in cui la truffa viene messa in atto: si riceve uno squillo sul cellulare, uno solo, da un numero con prefisso +373 o altro ma sempre estero, poi la chiamata viene interrotta. Chi vede la chiamata senza risposta, il più delle volte prova a richiamare e inizia il raggiro. Chi chiama viene dirottato su numeri e opzioni che portano a sottoscrivere un nuovo abbonamento telefonico, il tutto senza chiedere autorizzazioni e consensi. A volte basta richiamare il numero e anche senza ricevere risposta, si entra in un circuito di collegamento internazionale che prosciuga ricariche e minuti di abbonamento, perché senza saperlo si va su una linea a pagamento con costi che vanno da 1 euro e un euro e 50 ogni dieci secondi. Le chiamate arrivano in genere di sera, tra le 18.30 e le 20.30 quando la maggior parte delle persone è più libera dal lavoro e più propensa a richiamare. Che è la cosa da evitare assolutamente. Se vi capita, l’unico consiglio che possiamo dare è quello di denunciare subito il fatto in modo di poter raccogliere quanti più elementi sul caso».

 

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