Hotel horror, caccia ad altri due stupratori

| Sospetti dopo l'arresto dei primi 5 stupratori del branco che ha violentato la turista 50enne del Kent nell'ottobre 2016. Azione pianificata e con coperture. Si difendono: "Era consenziente". Presto in cella anche "Uomo6" e "Uomo7"

+ Miei preferiti

di Germano Longo e Massimo Numa

 

Chi sa parli. Superi la vergogna e denunci cosa accadeva nel covo del branco di stupratori (ma loro si difendono: "Era conseniente") annidati tra il personale dell’albergo "Alimuri" di Meta di Sorrento. Il sospetto è che gli autori, considerate le modalità dell’azione contro la turista inglese e la figlia (sapevano che sarebbero partite l’indomani), ogni azione sia stata eseguita in modo tutt’altro che casuale, abbia commesso altre violenze, seguendo più o meno lo stesso schema. Intanto, la polizia cera "Uomo 6" e "Uomo 7", i cui nomi sono ancora sconosiuti. Avrebbero partecipato allo stupro e presto raggiungeranno in carcere gli altri cinque. La vittima aveva anche raccontato che, finita la prima azione, qualcuno di loro voleva smettere. Si erano accorti che la droga la faceva stare male. Uno sembrava convinto ma subito dopo completà la violenza, l'ultima prima che fosse rivestita e riaccompagnata in camera. Le dissero: "Da qui te ne devi andare, qui non puoi dormire". Sequenze orribiie, dove domina una porno cultura di una squallore senza nome.

La scelta dell’obiettivo, l’uso delle droghe, il modo in cui sarebbe stata somministrata, la disponibilità di stanze e altri luoghi, la trasmissione via chat delle “convocazioni”, come se fosse attiva una squadra con ruoli definiti  e coperture necessarie per utilizzare i locali dell’albergo, non siano isolate e che altre possibili vittime abbiano preferito la strada del silenzio. Per un cliente, un albergo è come la riproduzione a tempo e in miniatura di casa propria, e quanto è accaduto avrà ripercussioni sull’immagine stessa dell’Italia paradiso dei turisti: un’ondata di fango sul sistema alberghiero non solo di Sorrento. E’ vero, non si possono criminalizzare i titolari che hanno a suo tempo assunto, con contratti a tempo indeterminato, almeno cinque degli stupratori, l’ultimo licenziato al momento dell’arresto, pochi giorni fa.

Per rispetto alla vittima dello stupro, noi di ISM preferiamo non scendere nei dettagli di quanto avvenne la notte del 2016 nell’Hotel Alimuri. Ci sono storie di cronaca nera che per essere capite sino in fondo hanno bisogno di tempo, anche perché nel tempo emergono nuovi particolari. Non stiamo parlando di dettagli morbosi o inutili, ma lo scenario in cui sono avvenuti.

Intanto i nomi e cognomi dei primi cinque stupratori arrestati dalla polizia: Antonino Miniero, 34enne di Portici, Fabio De Virgilio, 27enne di Vico Equense, Gennaro Davide Gargiulo, 23enne di Massa Lubrense, Raffaele Regio e Ciro Francesco D’Antonio, 24 e 23 anni, entrambi di Torre del GrecoL'accusa, stupro di gruppo con l'aggravante dell'uso di sostanze stupefacenti. Tutti e cinque dipendenti dell'Hotel Alimuri di Meta di Sorrento. All’appello mancano ancora cinque uomini, due di mezza età, gli altri facevano o fanno ancora parte dello staff dell’albergo.  Ieri sono stati interrogati e hanno in coro che "la donna era consenziente". E la droga che il barman le ha fatto bere? Vuol dire consenso?

E’ la sera del 6 ottobre 2016. Il capo del branco si è informato, sa che madre e figlia, inglesi, tornano in patria l’indomani. Il marito è morto un anno prima e lei, dopo un periodo di depressione, aveva deciso di regalare a lei e alla figlia un viaggio in Italia. Il piano funziona a metà. La figlia non si sente bene e si ritira in camera, la madre resta sola. Cade nella trappola: il barman le offre un cocktail con una potente benzodiadepina. Perde subito i sensi, la trascinano a forza in un locale dove sono conservati gli attrezzi della piscina. Inizia lo stupro di gruppo, a ripetizione. Poi in una stanza destinata al personale di servizio. Le violenze si replicano in modo eguale, con una meccanicità da film porno. Portano la donna in un camera di servizio e non ancora soddisfatti, riversano sulla chat "Cattive abitudini” il report della serata. Gennaro Davide Gargiulo scrive a “Gobby”, il prossimo a finire in cella: "Ieri mi sono fatto un tavolo con i ragazzi della cucina con una Milf... Imm sclerat... Fantasticoooo". Si chiude con un selfie con le dita a V, in segno della vittoria. Infami sino all’ultimo secondo.

Il gip Emma Aufieri ha acquisito "due foto di una donna seminuda trattenuta da braccia maschili": in una ha il "volto atterrito”. La vittima ha ricostruito quei terribili minuti in mano al branco: "Mi sembrava di essermi staccata dal corpo e assistere dall'esterno a quel che mi stava accadendo. Nella stanza del personale, dove sono stata portata sotto l'effetto della droga, c'erano almeno dieci uomini nudi, tutti molto giovani. Uno di loro, mi ricordo, aveva tatuata sul collo una corona”. Identificati dopo due anni, sono stati tutti licenziati in tronco, compreso il 22enne aiuto cuoco, l’ultimo a finire in cella. L'hotel si costituirà parte civile nel processo. E in una nota si esprime "piena vicinanza e profonda solidarietà nei confronti della vittima, con la ferma determinazione della società, laddove la Procura decidesse di esercitare l'azione penale, di costituirsi parte civile nei confronti degli ex dipendenti al fine di accertare quanto accaduto e tutelare l'immagine e il buon nome di una struttura e di un'organizzazione aziendale che vanta oltre 500 dipendenti e circa trent'anni di lavoro sempre svolto con ampio apprezzamento da parte della clientela e successi sia in ambito nazionale e internazionale".

Ma l’articolo 2049 del Codice Civile individua una responsabilità civile per “i danni arrecati dal fatto illecito dei loro dipendenti e commessi nell’esercizio delle loro funzioni”. Niente di penale, ma i profili risarcitori potranno essere in teoria altissimi. La direzione dell'Hotel Alimuri dice di avere “un primario interesse affinché si faccia chiarezza sull’episodio", e anche Giuseppe Tito, il sindaco di Meta, intende costituire l’amministrazione comunale parte civile nel processo.

La prima violenza sarebbe avvenuta nella piscina coperta dell’albergo a quattro stelle, ad opera del barman Fabio De Virgilio (25 anni), che avrebbe adescato la donna sciogliendo in una bevanda alcolica una "z-drug" (la droga dello stupro), con l'intento di stordirla. Dopo aver abusato di lei, i due hanno lasciato la donna nelle mani di Gargiulo, riconosciuto dalla vittima per un tatuaggio sul collo a forma di corona e la scritta ‘King’. Questi l’ha portata in una stanza-dormitorio per i dipendenti. C’erano anche gli altri due arrestati. “La stanza era buia, con solo una luce in fondo. C’erano molti lettini da campeggio e molti uomini seminudi. Erano dai sei agli otto. Ricordo due di mezza età che invece erano completamente vestiti”. Gargiulo replica: “Na bella chiavat fidati“. Gargiulo ribadisce il concetto a un altro amico, detto ‘Il calabrese’: “Agg fatt nu tavolone cu na milf”. ‘Tavolone’ è un termine gergale napoletano: il sesso sfrenato su una donna stesa supina su un largo letto o tavolo. Ricorre spesso nelle chat, insieme al termine milf. In altre due chat su Messenger, Regio scrive a un tale Luigi e a un tale Ala: “Fratè mi so fatto....". 

"Era la mia prima vacanza dopo la morte improvvisa di mio marito nel 2014”. La donna ha raccontato la sua versione due volte: l’8 ottobre 2016 al consultorio inglese dove si era recata per sporgere denuncia dopo essere tornata in patria, e il 12 maggio 2017 in procura a Torre Annunziata (Napoli). Prima aveva spedito una mail al consolato britannico a Roma in cui diceva “di temere una vendetta”. “Mi sono sentita come un animale trascinato dentro”, uno dei due baristi avrebbe detto all’altro: “Solo la mamma, solo la mamma”. La madre, alterata dalle benzodiazepine, perde il controllo di se stessa: “Mi sembrava come se stessi vivendo un sogno, non stesse accadendo a me, mi sentiva smarrita come un bambino ed era la stessa sensazione di quando mio fratello mi veniva a prendere a Roma…“era come mi stessero aspettando e a quel punto ho avuto paura e ho capito quello che mi sarebbe successo”. Si rivolge al ragazzo che in quel momento l’abbracciava e gli dice “only you, only you” (solo tu)”. Almeno, che sia uno solo e non il branco. Lui la rassicura: “Yes, only me” (solo io). Ma ci sarà comunque la violenza di gruppo.

Nella sua relazione, il consulente tecnico informatico Lorenzo Laurato ha evidenziato che durante la clonazione degli iPhone dei due baristi De Virgilio e Miniero (afferma perà non avere rapporti)  i dispositivi sono risultati “inizializzati”, ovvero ripristinati alle condizioni di fabbrica, eliminando di fatto tutti i dati presenti all’interno. L’operazione compiuta “da remoto” e dopo il sequestro degli apparecchi da parte della polizia giudiziaria, attraverso il servizio messo a disposizione dalla Apple per chi ha smarrito l’apparecchio o ne ha subito il furto, e teme che finisca nelle mani sbagliate. L’operazione poteva essere compiuta solo da chi possedeva le credenziali di accesso agli iPhone.

“Va evidenziato che evidentemente non a caso è stata scelta la data dell’ultima notte di soggiorno in Italia della persona offesa. Una volta drogata e stuprata, nella prospettiva dei responsabili, avrebbe fatto immediato ritorno nel Paese d’origine senza avere possibilità di sporgere denuncia in Italia il giorno successivo e, una volta a casa, avrebbe ricordato dunque solo in parte (e soprattutto senza alcuna conseguenza per i predetti)”. E tra le motivazioni del pericolo di reiterazione del reato, che la convincono di ordinare la cattura degli indagati, il gip sottolinea che “le modalità organizzative evidenziano la non occasionalità dell’agire… il ‘sempre a tavolone’ del Regio è indicativo e inquietante”.

Italia
Promozione per Fabio Federici, il colonnello che ama la scrittura
Promozione per Fabio Federici, il colonnello che ama la scrittura
Nominato Capo di Stato Maggiore del Comando Legione dei Carabinieri “Emilia Romagna”, affiancherà il Generale Angrisani. A breve l’uscita del suo primo romanzo giallo
Norcia, dove si convive con il terremoto
Norcia, dove si convive con il terremoto
Sono decine i movimenti tellurici gravi che hanno distrutto la cittadina umbra. Fin dall’epoca romana, attraverso le grandi devastazioni con centinaia di vittime del medioevo, per giungere ai giorni nostri, con gravi danni alle costruzioni
TAV, a che punto siamo
TAV, a che punto siamo
Proseguono a ritmo serrato i lavori sui cantieri dell’alta velocità fra Italia e Francia. Oltre il 20% delle opere da realizzare già appaltate
La strage dei ragazzini
La strage dei ragazzini
Un Natale di sangue sulle strade italiane, con cinque vittime giovanissime. Gli inquietanti dati di un anno che si chiude con una media di 9 morti al giorno
Sister Act
Sister Act
In Sicilia, due suore di conventi diversi scoprono negli stessi giorni di essere incinta. La prima è un’italiana di 34 anni, la seconda una donna del Madagascar che ha preferito tornare in Patria. Lo sconcerto delle due comunità
La strage delle studentesse Erasmus avrà un processo
La strage delle studentesse Erasmus avrà un processo
Dopo una lunga serie di ricorsi ed esposti, per le famiglie delle 7 ragazze italiane morte sul pullman finito fuoristrada, si apre la speranza di sapere la verità
Mangia in un ristorante e sparisce: nuovi guai per Riccardo Bossi
Mangia in un ristorante e sparisce: nuovi guai per Riccardo Bossi
Il primogenito del Senatur, non nuovo a questo genere di imprese, denunciato da un ristoratore fiorentino per insolvenza fraudolenta
Tav: rotto l’ultimo diaframma del tunnel
Tav: rotto l’ultimo diaframma del tunnel
Alla presenza di autorità italiane e francesi, la fresa Federica ha infranto l’ultimo frammento del tunnel di base della linea ad alta velocità Torino-Lione
Silvia Romano portata in Somalia
Silvia Romano portata in Somalia
È quanto emerge dalla indagini della procura di Roma, che sta svolgendo indagini con la collaborazione della polizia kenyana. Sempre più credibile l’ipotesi di un sequestro su commissione
'Di Maio sciacallo in cerca di voti', parola di Zingaretti
E Gigino: "Mai con il pd", criminalizzato per il caso Bibbiano. Zingaretti: "bugiardo seriale", "indecente", "pensa prima alle poltrone". Ecco i reciproci complimenti di chi sta varando il ribaltone. A pagare, come sempre, gli italiani