Grillo Dux: Olimpiadi sì, ma a modo nostro

| Il fondatore gela la consigliera dissidente Viviana Ferrero che gli aveva scritto una lettera contraria ai giochi invernali del 2026. La sindaca rinvia lettera al Cio. Lunedì 19 presidio dei No in Comune. Consiglio metropolitano vota sì

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di ALBERTO COSIMO FERRO

 

Beppe Grillo risponde alla lettera anti-olimpiadi della consigliera grillina Viviana Ferrero, sua amica personale. E le spiega in modo molto semplice che il Movimento 5 Stelle non è contro infrastrutture e giochi olimpici ma che sì, si possono possono fare “a modo nostro”. E il consiglio metropolitano vota sì all'unanimità. La sindaca Appendino incassa insulti e minacce sui social: “S’è sposata con i poteri forti”. Sui profili Facebook dell’area "No" in genere, specie tra i contrari alla Tav è un coro di critiche ai pentastellati, accusati tout court di essere dei “traditori”. Intanto il prossimo lunedì davanti al Comune, è previsto un presidio degli attivisti di tutti i No del mondo, mentre la sindaca Chiara Appendino tira dritto e invia una lettera al Cio per “manifestare il proprio interesse”. Con la benedizione del pontefice Grillo non poteva finire altrimenti, mentre fra poche ore sapremo se il consiglio metropolitano dirà di sì o il solito no alla proposta. 

I consiglieri grillini anti Grillo sono riusciti, con tre defezioni strategiche, a far saltare il Consiglio comunale, facendo mancare il numero legale. Appendino docet: “Mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, manifesteremo con una lettera al Coni l’interesse della città. Vogliamo dimostrare che un’idea diversa di olimpiadi esiste e siamo in grado di metterla in piedi. Vogliamo creare un nuovo modello che sia un esempio per tutti gli eventi futuri e di cui i cittadini possano vivere i benefici non solo nel ricordo ma nei servizi e nella qualità della vita offerta dal territorio post-olimpico. Si tratta di una sfida importante, ne siamo consapevoli. Ma siamo anche consapevoli di avere tutti gli strumenti per affrontarla, di avere le idee, le competenze ed una Rete tale da garantire che l’eventuale organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali 2026 avverrà secondo un nuovo modello progettuale e gestionale che possa diventare un modello internazionale”.

La risposta gli è arrivata da un lungo documento diffuso davanti all’ingresso del Comune. Gli attivisti hanno affisso alle cancellate di ingresso i cartelli "No inciucio olimpico di Chiappendino & Co. Cancelliamo il debito illegittimo del Comune di Torino" e "Prima poveri e migranti. No alle Olimpiadi che arrichiscono i soliti noti". Le Olimpiadi del 2006 avranno reso famosa Torino in tutto il mondo e convogliato più turisti in città, ma le hanno anche fatto vincere la medaglia d’oro della città più indebitata d’Italia.

“Nel 1996 il Comune - scrivono i dissidenti - aveva un avanzo finanziario di 98 miliardi di lire. Poi ebbe inizio una forte politica di indebitamento e di avvio di cospicue opere pubbliche, che incrementarono progressivamente la situazione debitoria della città, con un debito che giunse a 1,6 miliardi di euro nel 2003, quando era già salita la “febbre olimpica”, a 2 miliardi nel 2005, a 2,8 miliardi nel 2006 e a 3,1 miliardi nel 2009. I dati ufficiali relativi all’intera operazione Torino 2006 evidenziano una spesa complessiva pari a 3.435 milioni di euro. Ad oggi la situazione debitoria della città, come mostrano le cifre dovuta in gran parte all'evento olimpico, è stimata in 5 miliardi con le partecipate”.

L’affondo dei duri e puri: “Non vorremmo che la nostra Sindaca e la sua maggioranza condividessero l’indifferenza olimpica di chi ci ha lasciato quella pesante eredità che stiamo pagando duramente: Torino, oltre che nei debiti, primeggia nell’inquinamento, non riesce a dare una risposta a chi vive nel Villaggio Olimpico del MOI, non è in grado di dare un tetto a 17.000 nuclei familiari che da anni aspettano la casa, oltre alle 3.000 famiglie sfrattate ogni anno in città e provincia mentre 40.000 alloggi restano vuoti”.

Conclusione drammatica: “L’intollerabile debito ereditato dalle Olimpiadi del 2006 viene fatto pagare, da questa come dalle precedenti amministrazioni, alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ai minori, ai disabili, ai lavoratori di servizi pubblici chiusi o privatizzati. Risorse sottratte ai cittadini, italiani e stranieri, per pagare interessi enormi, e fuori mercato, alle banche”. Amen.

 
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