Il ponte Morandi non c’è più

| Con una complessa operazione di ingegneria civile, quel che restava del viadotto Poncevera è stato demolito. Inevitabili i disagi per i genovesi e per i 3.400 residenti sfollati

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Alle 9:37 di questa mattina, quel che restava del ponte Morandi di Genova è stato demolito. L’esplosione controllata, preparata da diverse settimane, ha fatto crollare i piloni e gli stralli delle pile 10 e 11, mentre diversi getti d’acqua attenuavano l’effetto della polvere liberata dal crollo. L’operazione, durata appena 6 secondi, ha richiesto oltre una tonnellata di dinamite.

Inevitabili i disagi che hanno reso caotico il traffico cittadino, con interi quartieri evacuati con largo anticipo e cittadini accompagnati in centri di accoglienza, strade chiuse e linee di servizio pubblico cancellate. In città sono stati predisposti tre infopoint e un numero verde e un indirizzo email a disposizione dei cittadini (800177797 – evacuazionemorandi@comune.genova.it).

Alle ore 17 è previsto il primo check ed un secondo alle 21, in cui sarà deciso il rientro dei 3.400 residenti sfollati per garantire le operazioni in sicurezza.

Progettato dall’architetto Riccardo Morandi e realizzato fra il 1963 ed il 1967, il “viadotto Polcevera” rappresentava il tratto finale dell’autostrada A10: il 14 agosto dello scorso anno, per cause non ancora chiarite del tutto, la struttura è crollata parzialmente, provocando 43 morti e 566 sfollati.

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