Italia, il paese dei divorziati

| Aumenta in modo esponenziale il numero di coppie che scoppiano: tra le cause l’imperversare dei social. Impennata degli over 80.

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Marlene Dietrich diceva, “Quando l’amore è finito, gli alimenti colmano il vuoto”, mentre dall’alto dei suoi nove matrimoni andati in fumo, la sua collega Zsa Zsa Gabor la buttava ancor più sul pratico: “Sono bravissima a tenere una casa. Ogni volta che divorzio, me la tengo”.

Guai comuni, secondo una recente ricerca dell’Istat elaborata da “Adnkronos”, ad un milione e seicentomila italiani che ogni anno decidono di divorziare. Un dato perfino allarmante, se si pensa che nel 1991 la quota annua di coppie scoppiate si fermava ad appena 375.569. Da qui, un aumento del 345,1% delle file dei così detti “single di ritorno”, quelli che a mettere su famiglia possono dire di averci provato, ma sono tornati al punto di partenza.

E ancor più incredibile è la quota degli over 80, che alla faccia dell’età è salita del 1.003,6%. Di seguito, nella speciale classifica di coloro che non sopportano più l’altra metà, un nutrito gruppo di inseguitori formato da gente di età compresa fra i 65 ed i 79 anni, letteralmente raddoppiati: dall’11,9 al 22,1%.

L’unica flessione è nelle fascia di età dove il divorzio è statisticamente più probabile, ovvero fino a 65 anni di età, che dall’88,1% del 1991 è slittato al 77,9%, pur restando il più affollato in termini numerici, con il notevole +293,9%.

Fra le cause, l’aumento esponenziale di chat e social network che permettono di iniziare relazioni con molta più facilità: è stato calcolato che nella sola Milano, il 45% dei matrimoni salta in aria per tradimenti scoperti attraverso Instagram, Whatsapp, Tinder, Grinder, Badoo e Happn.

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