La mafia uccise Fava, ma fu per debolezza

| Il clan Santapaola di Catania, 35 anni, fece assassinare il giornalista Giuseppe Fava ma le sue denunce furono poi riprese dalle procure di Palermo e Catania

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 "L'assassinio di Giuseppe Fava, trentacinque anni fa per mano della mafia, fu un attacco frontale ai valori di libertà, giustizia e democrazia. Valori che il giornalista siciliano promuoveva e difendeva strenuamente. Simbolo della lotta alla criminalità organizzata e di una informazione libera e coraggiosa, Fava interpretava la propria professione nella sua accezione più nobile: una missione civile da svolgere in prima linea, con senso di responsabilità. Il suo è stato un esempio di coraggio civile contro la rassegnazione, la connivenza e l'omertà. Un esempio che ancora oggi contribuisce a definire la cifra peculiare di una battaglia, quella contro le mafie, che deve essere corale e incondizionata". Lo afferma il Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico. Per il sottosegretario all'Interno, Luigi Gaetti, "con le sue inchieste, Fava riuscì a disvelare oscuri intrecci politico-mafiosi, denunciando con coraggio il malaffare, e pagando con la vita il suo impegno al servizio dell'opinione pubblica.  Ricordarlo, ogni anno, aiuta la coscienza di noi singoli cittadini e spinge le Istituzioni ad un lavoro sempre più incisivo contro il crimine e le mafie". "Giuseppe Fava, giornalista e intellettuale catanese, nel 1983 racconta in tv che la mafia si insidia nelle istituzioni, nella politica, nelle banche e in ogni parte del Paese". Lo scrive Pietro Grasso, senatore di Liberi e Uguali ed ex presidente di Palazzo Madama, sul proprio profilo Facebook. "A 35 anni dalla morte, Pippo Fava resta ancora, grazie anche all'impegno di tanti giovani che ne hanno seguito le orme, un modello di giornalista ed intellettuale impegnato contro la mafia e per l'informazione libera",  ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. "Il coraggio e il sacrificio di Giuseppe Fava, a 35 anni dalla sua uccisione per mano mafiosa, rimangono un punto di riferimento morale per la stragrande maggioranza di catanesi e siciliani, che ogni giorno adempiono ai loro doveri con responsabilità e rispetto del prossimo", ha concluso il sindaco di Catania, Salvo Pogliese. (Ansa)

 
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