M5s, senatore Airola pronto a dimettersi

| Il senatore NoTav e l'ex senatore Marco Scibona erano stati in prima fila contro il Tav Terzo Valico, ma ora Toninelli ha detto Sì alla grande opera. Accuse e minacce sul web: "Traditori e infami"

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Di ALBERTO C. FERRO

Per fare numero nella manifestazione dell’8 dicembre a Torino, il movimento No Tav della Val Susa aveva mobilitato 27 sigle di tutti i No dell’universo mondo. E anche il No Terzo Valico, suo parente strettisimo tanto da adottarne slogan, logistica e alleanze, in particolare quella con i grillini, il cui impegno fu garantito nientemeno che dal portavoce ufficiale dei valsusini, Alberto Perino. Avevano addirittura tradotto in ligure lo slogan-madre in piemontese, il celebre "A sarà dura", in un simile "A Saja Duja". Insomma una fidelizzazione totale con il brand originale, in grado di proporre felpe, magliette, bandiere e libri del No, in una perfetta macchina propagandistica. Era già successo con i No Muos in Sicilia e con i No Tap in salento, e anche con il Terzo Valico l'unione sembrava indissolubile.

Con un effetto boomerang che fa riflettere. Perché il ministro Toninelli dopo essersi tenuto nascosto in un cassetto per non si quanto l’analisi costi/benefici, un meccanismo perverso che ha fermato cantieri già avviati in tutta Italia, compresa la Torino-Lione, ha detto invece che il solito No un Sì a denti stretti ma pur sempre Sì. Ripartono così i lavori dopo un’inutile e lunga pausa che ha messo in pericolo l’occupazione di centinaia di lavoratori. Ma adesso il movimento 5stelle della Liguria e del Piemonte è sotto accusa per "tradimento".

 

l'ex senatore grillino Marco Scibona


I traditori sono gli esponenti grillini piemontesi e liguri che si erano esposti personalmente per sostenere le ragioni del No. In particolare i senatori piemontesi Alberto Airola e l’ex senatore Marco Scibona (nella foto durante una manifestazione No Tav), trombato alle elezioni del 4 marzo e sistemato nella società autostrada Torino-Bardonecchia, che avevano partecipato alle proteste con la t-shirt dedicata alle ragioni dei No Tav genovese. E sul web s’è scatenato l’inferno contro M5S.

Così, sul sito ufficiale No Tav Terzo Valico Info: “Il Ministro Toninelli ha annunciato dal suo profilo Facebook che è terminata l'analisi costi/benefici inerente il Terzo Valico. Andate ad ascoltare cosa dice e andate a leggere cosa scrive. Il succo è che la decisione del Governo è quella di proseguire i lavori. Peccato che in campagna elettorale il Movimento 5 Stelle definisse l'opera inutile e dannosa per la salute dei cittadini. Oggi tutto questo non vale più. Poco importa la presenza di amianto, poco importa la corruzione e gli arresti dei vertici del Cociv, poco importano le infiltrazioni della criminalità organizzata, nessuna importanza viene data alla distruzione delle sorgenti e delle falde acquifere. Tutto questo oggi scompare nel nome dei posti di potere e di un Governo insieme alla Lega. La verità è che dopo Ilva, Tap e Muos, il Movimento 5 Stelle ha deciso di tradire un altro territorio. Ha deciso di pugnalare alla schiena migliaia di persone che avevano riposto in loro fiducia affinché questa grande opera inutile venisse fermata.Il Movimento 5 Stelle è uguale agli altri. E' parte del sistema che dicevano di voler combattere, è succube degli interessi di Saini Impregilo esattamente come lo era il Partito Democratico.Vi aspettiamo nelle nostre valli se mai un giorno avrete il coraggio di presentarvi. Sappiate che non sarete i benvenuti. Urleremo ancora e ancora "Giù le mani dalla nostra terra”.

Ma il peggio sono i commenti riservati in particolare al senatore Alberto Airola, che si difende come può, minacciando persino le dimissioni da senatore. Scrive Airola sul profilo No Tav Terzo Valico: “Per me è un colpo al cuore e non lascerò cadere così un impegno del movimento dopo essere stato più volte al vs fianco , contesto al ministro la decisione e farò il possibile per ripristinare le promesse fatte contro un'opera inutile come il terzo valico…”. Le risposte sono al vetriolo, l’amministratore del sito diffida i grillini a “farsi vedere dalle nostre parti, se lo fanno lo faranno a loro rischio e pericolo…”. Poi: “Airola non pigliamoci per il culo. Sta roba si sa dalla firma del contratto di Governo. Il tempo per fare era prima. Ora hai solo da andartene da quel movimento di infami se non sei come loro”. E Stefano C.: ”C'e' poco da aggiungere, chi resta è complice. Per la sua dignità e per il proprio onore vada via dal Movimento…”. Airola tenta di difendersi: “TerzoValico non è così, non si sapeva da prima, me ne andrò quando non sarò in più grado di tenere la barra a dritta e lottare per il movimento che amo e che ho portato avanti. A quel punto se fallirò si darò le dimissioni”. E Stefano P. “Il movimento è morto assieme ai No Tap tarantini…”. 

E Marco Scibona? Sul suo profilo Facebook è sceso il gelo. Tace l’ex parlamentare che, nel 2014, si lamentava di essere stato picchiato dalla polizia durante una manifestazione genovese. Si era fatto la maglietta con il treno del Terzo Valico crociato come quella della Val Susa. Il movimento ligure aveva preso tutto dai valsusini. Slogan, striscioni, modo di comunicare, alleanze. E quella con il movimento M5S, appoggiato dal portavoce Alberto Perino in modo plateale, la più importante e la più strategica. E’ finita nella clamorosa conclusione di un amore coltivato, in cui gli attivisti liguri hanno creduto sino al ’90 minuto e ora si sentono traditi e disperati. Secondo gli attivisti liguri, Toninelli e C. erano pronti a dire Sì anche prima della manifestazione dell’8 novembre. Avrebbero taciuto per non pregiudicare la mobilitazione di Torino, loro sarebbero serviti a fare numero. “Traditori e infami…”, sintesi finale degli attivisti. Decine e decine di loro dovranno affrontare processi nella prossima primavera per reati anche gravi, legati alle proteste. Il danno e la beffa.

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