Mafia e 'ndrangheta, alleanza strategica

| Nel libro di Riccardo Gorrieri (Edizioni Della Goccia) "Un cancro chiamato 'Ndrangheta" la minuziosa ricostruzione dei meccanismi di uno dei racket più pericolosi e potenti del mondo

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Di Germana Zuffanti
Con un’ azione investigativa condotta dalle Squadre Mobili di Trapani e Palermo, dagli agenti del Servizio centrale operativo, dai Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani e dagli agenti della Direzione investigativa antimafia, nell’ambito del blitz antimafia che ha colpito il mandamento mafioso della Valle del Belice, sono stati arrestati ventidue uomini vicini al boss Matteo Messina Denaro. Secondo le indagini, la latitanza del capo mafia di origini castelvetranesi avrebbe trovato copertura nelle ‘ndrine calabresi e in Calabria Matteo Messina Denaro avrebbe trovato utili nascondigli. I due mondi, le due mafie, quella calabrese e quella siciliana, si uniscono davvero e si appoggiano, cosa è la ‘ndrangheta calabrese? E’ così forte da fornire appoggi anche alla mafia siciliana? Ne abbiamo discusso a Torino lunedì 16 aprile presso la Saa di Via Ventiniglia 115, in occasione della presentazione del libro di Riccardo Gorrieri, studente della Scuola impegnato nel sociale, “Un cancro chiamato ‘Ndrangheta “ edizioni Della Goccia, Interventi di particolare intensità con un pubblico attento, esigente e molto preparato. Presenti Monica Cerutti, Assessore regionale alle Politiche giovanili, Diritto allo studio universitario, Cooperazione decentrata internazionale, Pari opportunità, Diritti civili, Immigrazione, Fabrizio Ricca consigliere comunale della città di Torino, Andrea Zummo di Libera Piemonte, Cristiano Paisio, Consigliere Comunale del comune di Bardonecchia, Claudio Secci, scrittore. Dopo i saluti del direttore della Scuola Davide Caregnato, si è discusso di quanto sia radicato in Italia, non solo in Calabria, il fenomeno ai più noto col nome di “‘ndrangheta”, come sia diffusa la malattia( dice Gorrieri, "il cancro ") che metaforicamente abbraccia tutti gli ambiti degli affari, dagli appalti al gioco d’azzardo, dall’immigrazione all’agricoltura. Quella che, dopo l’unità d’Italia era chiamata “Picciotteria” oggi si è diffusa ovunque dal Sud ed ha attecchito in territori come il Piemonte e la Liguria, dove la presenza delle ‘ndrine (le famiglie cellula primaria della ‘ndrangheta )e dei “locali”calabresi (riunione delle persone provenienti dallo stesso paese d’origine, molto spesso imparentate tra loro) è forte. E sì, perché la ‘ndrangheta, affermano i relatori presenti al dibattito, nasce e si sviluppa così, coi legami di sangue, più forti e difficili da spezzare: nasce dal triangolo territoriale di San Luca, Platì ed Africo in Calabria e si trasforma in una”ragnatela mondiale” che arriva fino in Australia, passando dalla strategica Germania e della Slovacchia, attraverso i traffici di droga  e di armi. La ‘ndrangheta è più forte della mafia, economicamente all’anno vanta 50 miliardi di fatturato, due finanziarie, è la prima a fare cartello sul mercato delle droghe in Europa, può contare su affiliati e fiancheggiatori ovunque, che nel silenzio dei rapporti familiari coltivano malaffari in tutto il territorio, proteggendo e investendo. E il caso  Bardonecchia, già nel 1969 le elezioni amministrative di Reggio Calabria furono annullate per infiltrazioni mafiose e di quanto piccoli paesi anche al Nord si affidino alla ‘ndragheta in sostituzione dello Stato, che spesso si trova in difficoltà a gestire le località più periferiche. Si discute di quanto incida la disoccupazione giovanile al sud ma anche al nord: utile sarebbe una buona politica delle attività giovanili sia nazionale che regionale, per distrarre forza attiva e nuove leve alle attività illecite in generale. Il libro è una buona cartina illustrativa della presenza della ‘ndrangheta in Piemonte e raccoglie, attraverso lo studio di testi importanti, dati e nozioni. Viene spesso citato il Procuratore Antimafia Nicola Gratteri e la sua attività intensa di magistrato con trent’anni di esperienza e studio delle cose di mafia. Riccardo Gorrieri alla fine della discussione chiude dicendo che parte dal basso e dalle piccole cose, come la stesura di questo libro, la lotta alle mafie, ma anche l’impegno sociale e politico per una società migliore. I proventi dell'autore, ricorda tra l'altro, andranno in beneficienza. Nella foto la cattura del boss Rocco Morabito.

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