No Tav, No Tap, No Muos, No Tutto...tutti a Torino

| L'8 dicembre a Torino non ci sarà solo il movimento No Tav ma No Muos, No Tap, No Tav di Brescia, Trento, Firenze, Terzo Valico, No F-35. Anche attivisti europei. Il vice-sindaco di Torino con fascia tricolore. Violenti in prima fila

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L’8 dicembre, una data “storica” per il movimento, scendono i piazza i No Tav per ribadire la loro opposizione all'ormai famigerata linea alta velocità Torino-Lione. E in queste ore è in atto sui social un'imponente mobilitazione generale di attivisti, estesa in tutta Italia e anche in Europa. Una data storica perchè l'8 dicembre 2005, in Valsusa, gli attivisti si vantano tuttora di essere riusciti, tra retorica e per certi versi divertenti distorsioni della realtà, a "sconfiggere" lo Stato che proteggeva il cantiere dell'Alta Velocità. Ci furono devastazioni e violenze contro le forze dell'ordine. Dunque un capitolo nero di una vertenza poi degenerata, negli anni successivi, in scontri e assalti con decine di feriti tra poliziotti, carabinieri e finanzieri e centinaia di indagati e arrestati. il manifesto del disegnatore Zerocalcare (contestato da molti suoi fan per la scelta di campo a fianco dei No Tav) è perfetto nel disegnare la composizione di un fronte di protesta nato oltre 20 anni fa dai comitati che si battevano contro l'autostrada A32. Ci sono anziani, signore, ragazze e soggetti con il cappuccio della felpa calato sul viso, e non poteva mancare un tributo a teppisti e agit-prop della violenza. Una mobilitazione via social con toni ossessivi e anche drammatici ("non potete mancare, dovete esserci, fatelo per i vostri bambini, per le generazioni future!", scrivono tra l'altro) con inviti ad hoc a tutta l’area antagonista nazionale.

Stiamo parlando di centri sociali dell’autonomia, dalla Lombardia, alla Toscana al Centro Sud, idem per i segmenti anarchici del Nord-Est, assai pericolosi, e per tutte le associazioni di ogni "No" possibile, ci saranno attivisti perfino dalla Sicilia, i No Muos, dal Salento i No Tap, i No Tav di Brescia, di Trento, di Firenze (sottopasso), i No Gronda, i No Tav Terzo Valico, poi i comitati dell’acqua libera, i No F35, e altri No dispersi su tutto il territorio. Dunque non solo contro la Torino-Lione, ma una mobilitazione generale che suona soprattutto come un avvertimento, assai poco pacifico, al Movimento 5Stelle che ha fatto la campagna elettorale anche su questi temi-politici e ambientalisti, rinnegandoli poi in serie. L'ultimo presidio, irrinunciabile per i seguaci del comico Grillo, è proprio la Torino-Lione. Il sindaco Chiara Appendino, in modo per una volta coerente e lineare, aveva colto il pericolo di creare una divisione tra i torinesi e aveva invitato i grillini No Tav a non scendere in piazza con le bandiere, né sarebbe stata disponibile a far sfilare anche il gonfalone della città di Torino, a fianco dell’esercito guidato dal portavoce storico del Movimento, Alberto Perino. Ma, con la fascia tricolore, ci sarà invece il più accanito No Tav tra gli assessori, il vice-sindaco Guido Montanari, i cui collegamenti con “tecnici” No Tav sono in particolare radicati a Rivalta, dove la vecchia amministrazione contraria all’Alta Velocità è stata però battuta da uno schieramento Sì Tav. Montanari indosserà la fascia tricolore. Ma non rappresenta, ovviamente, tutti i torinesi, che in 40 mila, sabato 10 novembre, hanno sottolineato la loro volontà di difendere i collegamenti tra il Nord Ovest e la Francia, oggi assicurati solo dal pericoloso e antico tunnel del Frejus, inaugurato nel lontano 1871 e fortemente voluto da Cavour. Oggi i suoi eredi, il particolare il vice premier Di Maio e il ministro delle Infrastrutture Toninelli, attraverso la commissione costi-benefici, guidata però da un tecnico dichiaratamente contrario alla Tav, stanno tentando di chiudere i cantieri. Da una parte sollecitando un dietro front del parlamento e del Senato che dovranno annullare gli accordi internazionali, d’altra ricorrendo a una forma di eutanasia della linea, uccisa lentamente ma inesorabilmente da una burocrazia che ritarda gli appalti, che si prende tempi lunghi nelle valutazioni di ogni problema che via via si rappresenta, mentre i mesi e gli anni passano inutili. Ma c’è stata una forte reazione, non solo del mondo imprenditoriale, fortemente contraria al No del governo giallo-verde, con un appello rivolto alla Lega che invece si dichiara da sempre favorevole. Il livello di mobilitazione del Movimento NoTav, collaudato nei decenni, è sicuramente in grado di portare in piazza migliaia di persone. Ma il punto vero è la qualità e la composizione, tipo arlecchino, di una protesta non si sa bene contro chi, visto che l’azionista di maggioranza del governo è contro la Tav. Vedremo che succederà. Tutti d’accordo con Appendino: “Non sia una guerra tra piazze”.  E come darle torto?

Italia
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