Norcia, dove si convive con il terremoto

| Sono decine i movimenti tellurici gravi che hanno distrutto la cittadina umbra. Fin dall’epoca romana, attraverso le grandi devastazioni con centinaia di vittime del medioevo, per giungere ai giorni nostri, con gravi danni alle costruzioni

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Di Marco Belletti
“È noto come per l’orrenda catastrofe avvenuta nella città di Norcia per un grande terremoto nel giorno 22 agosto ultimo, si stia facendo in questa città, onde avere danaro per soccorrere i miseri danneggiati dal flagello. Si propone se piace che il Municipio concorra. Il congresso delibera all’unanimità che debba per tal titolo darsi dal Comune la somma di scudi cento”.

È questo un breve estratto di una lettera inviata alla magistratura di Spoleto il 2 settembre 1859 con cui si richiede aiuto dopo un devastante terremoto che ha colpito Norcia. In realtà lo sciame sismico inizia i primi giorni di agosto, con varie scosse che in un certo senso preparano la più violenta del 22 agosto, appunto, di carattere sussultorio-ondulatorio da Nord Est a Sud Ovest che – secondo le cronache – si manifesta in tre fasi successive, sempre più intense. Complessivamente sono oltre 100 le vittime e circa 60 i feriti con numerosi danni, in quanto sono rase al suolo quasi tutte le costruzioni meno recenti.

Non è questo né il più forte terremoto che ha colpito Norcia (e più in generale l’area tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) né il primo. Quale sia stato l’ultimo è risaputo, in questi giorni cade il quarto anniversario del drammatico evento che ha devastato il centro Italia. Sono le 3:36 del 24 agosto 2016 quando una scossa magnitudo di 6,0 della scala Richter con epicentro lungo la valle del Tronto – tra i comuni di Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) – e due altrettanto forti repliche avvenute il 26 ottobre 2016 (alle 19:11 con magnitudo 5,4 e alle 21:18 con magnitudo 5,9) con epicentri al confine umbro-marchigiano, distruggono numerosi paesi e uccidono centinaia di persone. Infine, il 30 ottobre 2016 si registra la scossa più forte, di magnitudo 6,5 con epicentro nei pressi di Norcia, in provincia di Perugia, e il 18 gennaio 2017 si manifesta una nuova sequenza di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5, con massima pari a 5,5 ed epicentri localizzati in provincia dell’Aquila. A causa di tutte queste scosse sono 41 mila gli sfollati, 388 i feriti e 303 i morti, tre dei quali di infarto per lo spavento.

I terremoti avvengono nella parte più superficiale del nostro pianeta: le rocce che formano la crosta e il mantello superiore subiscono continuamente giganteschi sforzi, il risultato di lenti movimenti tra le grandi placche in cui è suddiviso lo strato più superficiale della Terra. Questi movimenti spingono e trascinano le placche soprattutto ai confini tra quelle diverse, come per esempio in Italia che è situata al margine di convergenza tra due grandi placche, quella africana e quella euroasiatica. Il movimento relativo tra di loro causa l’accumulo di energia e deformazione che occasionalmente vengono rilasciati sotto forma di terremoti di varia capacità distruttiva.

A causa di queste caratteristiche geologiche, Norcia è quindi praticamente al centro di un’area fortemente sismica e che storicamente annovera decine di terremoti, a partire da quello del 217 a.C. raccontato da Tito Livio – con epicentro probabilmente nei pressi del lago Trasimeno – durante la guerra tra romani e cartaginesi. Secondo lo storico, fu “talmente grande l’ardore degli animi, il loro accanimento fino a tal punto teso alla lotta che nessuno dei combattenti si accorse di quel terremoto che rase al suolo molte parti di numerose città d’Italia, deviò dal proprio corso vorticosi fiumi, fece penetrare il mare nei fiumi, squarciò i monti in gigantesche voragini che fece precipitare con frane imponenti”.

Sicuramente l’enfasi con cui Tito Livio racconta la tragedia è eccessiva, ma è quasi certo che si è trattato di un sisma decisamente devastante. Per avere una nuova documentazione storica di un terremoto che tocca Norcia, occorre balzare nel tempo fino al 1246 e al 1277, quando due forti terremoti la danneggiano (e distruggono Spoleto) e al 1328, quando tra novembre e dicembre le scosse danneggiano le mura, le torri, le case, i palazzi e le chiese della città, con una stima di circa 400 morti.

Nel 1349 probabilmente Norcia è una delle città più colpite dalla scossa che colpisce anche Spoleto, Assisi e Perugia. Nel 1496 un altro sisma colpisce Spoleto danneggiando Norcia, che è invece ancora quasi completamente distrutta il 27 agosto 1567, quando un fortissimo terremoto lesiona gravemente le mura del palazzo consolare, quelle della cinta muraria e dei torrioni, oltre a danneggiare il monastero di sant’Antonio e quasi tutte le abitazioni civili, con decine di morti.

Dal 14 gennaio al 2 febbraio del 1703 si sono susseguiti numerosi fortissimi terremoti nel territorio di Norcia dopo che qualche evento di lieve intensità sul finire dell’anno precedente ha in un qualche modo preannunciato la tragedia. La prima terribile scossa del 14 gennaio distrugge completamente Norcia, con profonde variazioni della circolazione idrica sotterranea. Un paio di giorni dopo una seconda forte scossa finisce di devastare il paese che per quasi tutto l’anno deve fare i conti con il sisma che continua a manifestarsi, pressoché ogni giorno, fino al 18 ottobre quando una nuova scossa abbastanza forte finisce di distruggere il poco rimasto in piedi.

Il 27 giugno 1719 il terremoto torna a Norcia con una scossa che danneggia numerosi palazzi e provoca una decina di morti, mentre alle 10:45 del 12 maggio 1730 una violentissima scossa sussultoria-ondulatoria, in tre riprese, danneggia profondamente quasi tutte le costruzioni civili e religiose provocando circa 200 vittime e 500 feriti.

E ancora, il 25 e 26 dicembre 1766 Norcia è danneggiata da alcune lievi scosse; il 3 settembre 1812 un nuovo devastante terremoto si abbatte sulla città, mentre nell’agosto 1859 si manifesta una nuova catastrofe come documentato dalla lettera con cui si chiede un aiuto economico per fare ripartire la città.

Dopo una lieve scossa nel 1860, un ennesimo movimento tellurico colpisce Norcia il 22 maggio 1876, una violentissima scossa sussultoria-ondulatoria di 3 o 4 secondi di tale intensità da far cadere le mura e le volte di numerose abitazioni. Il 15 settembre 1878 un’altra rovinosa scossa per la città, che fa da prodromo a quella del 23 febbraio 1879 che danneggia in modo grave i caseggiati di Norcia.

La mattina del 26 maggio 1882 un nuovo terremoto colpisce la cittadsina, e alle 16:32 del 20 maggio 1895 un nuovo terremoto screpola i muri, fa crollare qualche volta, molti comignoli e provoca due feriti.

Infine, prima delle scosse del 2016, Norcia subisce un altro devastante sisma il 19 settembre 1979, quando è colpita da un terremoto di magnitudo 5,9 Richter, che provoca 5 vittime, una decina di feriti e 2 mila sfollati. Viene quasi completamente distrutto il cinquecentesco santuario della Madonna della Neve e l’evento è talmente forte da essere avvertito in Umbria, nelle Marche, in Abruzzo e in Lazio: a Roma subiscono lesioni il Colosseo, l’arco di Costantino e la colonna Antonina.

Ancora oggi ci sono case che a quarant’anni da quel sisma non sono state riparate e le cui macerie sono circondate da transenne che annunciano il pericolo di crolli, sbarramenti provvisori che ormai sono diventati parte integrante della città. Dopo 36 anni da quel terremoto, all’inizio del 2016 anche le ultime sette pratiche ancora aperte nel Comune di Norcia sembra possano essere chiuse con l’erogazione di oltre 400 mila euro per la ricostruzione, ma il nuovo sisma dell’agosto 2016 ha di fatto nuovamente bloccato tutto… in attesa di un nuovo dramma.

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