Qui Group è fallita, buco da 325 milioni di euro

| E ora la battaglia per recuperare i crediti insoluti, centinaia di esercenti e società in coda dopo lo stop dei rimborsi. Il dramma dei lavoratori della società genovese annientata dagli appalti al ribasso. Resteranno senza lavoro

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E così, dopo una lenta e drammatica agonia (sono in gioco centinaia di posti di lavoro) Qui Group, la società che emetteva i tagliandi buoni pasto per la pubblica amministrazione Qui Ticket!, è fallita. La sezione fallimentare del tribunale di Genova ha dichiarato, con sentenza depositata ieri, il fallimento di Qui! Group, società di fornitura di buoni pasto. La sentenza ipotizza debiti per "non meno di 325 milioni di euro". Lo rende noto l'Epat di Torino, che attraverso il suo direttore, Claudio Ferraro, esprime "estrema preoccupazione, ben cosciente dell'entità della sofferenza economica dei suoi associati verso la società”. La vicenda Qui! Group, che a luglio si è vista revocare da Consip la convenzione relativa al bando di gara sui buoni pasto del 2016, tiene da mesi col fiato sospeso - ricorda l'Epat di Torino - migliaia di operatori del pubblico esercizio. "Vedere gli sforzi di un settore così mortificati - sottolinea Ferraro -, fa male a tutti e deve indurre le forze politiche e il governo a riprendere con una normativa efficace, che curi l'interesse delle piccole imprese e impedisca fenomeni e sviluppo di mercati, come quello dei buoni pasto, ormai allo scoperto e privi di ogni tutela”. I tagliandi gialli, nel frattempo sono stati tutti ritirati, trasformati in carta straccia. la società genovese dava lavoro a 350 persone ma complessivamente, tra collaboratori e consulenti, quasi mille. Cosa ha ha portato la società in questa situazione è semplice. Qui Group ha vinto un appalto Consip al ribasso ma non aveva alle spalle fondi sufficienti a far fronte ai rimborsi. Mentre i committenti pagavano con forti ritardi, la società non aveva liquidità per gli anticipi. Mese dopo mese, giorno dopo giorno, i conti sono esplosi. Chi pagherà? Soprattutto i piccoli e medi esercenti che vantavano magari piccoli crediti messi da Qui Group in coda perché quei debiti erano meno pericolosi di quelli più elevati. Le grandi catene di distribuzione erano state più tutelate, il fiume di milioni di euro usciti dalle casse della società genovese è finito per tamponare le situazioni più gravi. Seguono i franchising della ristorazione, in ultimo appunto i ristoranti e i bar.

I dipendenti della pubblica amministrazione, dopo mesi di disagi, hanno avuto a disposizione ticket di altre società. Ma non tutto è filato liscio. Chi ha ricevuto quello di una società del Sud, al Nord non vengono ancora accettati. Sono passati più di due mesi dal tracollo di Qui Ticket ma nei punti di vendita e nei bar mancano i pos oppure “non risultano” tra quelli accettati. 

La battaglia di Qui Group per sopravvivere finisce qui. Quella per recuperare i crediti insoluti è appena iniziata.

   

Italia
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