Anche Milano nella black list degli stupri

| A Milano tre imputati per la violenza ai danni di una 22enne. Nel sangue benzodiazepine quattro volte superiore ai livelli normali. In lacrime dopo la testimonianza. I casi di Macerata, Roma, Rimini e Sorrento

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Tre imputati, tre italiani, per stupro di gruppo a Milano e di aver abusato di una ragazza dopo averle somministrato la Z-Drug in un cocktail. Si chiamano Marco Coazzotti di 29 anni, Guido Guarnieri di 22 anni, e Mario Caputo di 48 anni. Nella foto d'apertura uno dei tre mentre mette la Z-Drug nel cocktail destinato alla vittima. "Quella notte ero molto confusa, ho provato una sensazione diversa rispetto a quella che si ha quando si beve troppo. Per raccontarlo bisogna prima provarlo". E' un passaggio della deposizione di una 22enne prima semi-incosciente con le benzodiazepine contenute in un drink bevuto in un locale di Milano, e poi violentata in un appartamento in Brianza, dai tre imputati per violenza sessuale aggravata. La giovane è stata sentita al processo, che oggi si è tenuto a porte chiuse, e ha raccontato di "quell'incubo" vissuto poco più di un anno fa. Al termine della testimonianza la ragazza è scoppiata in lacrime.  Secondo l'indagine del pm Gianluca Prisco e del procuratore aggiunto Letizia Mannella, la sera del 13 aprile 2017 la 22enne avrebbe accettato l'invito di Coazzotti, con cui era uscita un paio di volte. Con lui e i suoi ora coimputati, avrebbe raggiunto un locale in via Crema, nel capoluogo lombardo. Dopo la serata, nel corso della quale avrebbe bevuto alcuni cocktail, è andata con loro nell'appartamento di Caputo a Bellusco, in provincia di Monza e Brianza. Lì sarebbe avvenuta la violenza. Poche ore dopo il ritorno a casa, la 22enne ha iniziato ad avere dolori fisici e i primi ricordi della notte. Alla clinica Mangiagalli hanno confermato la violenza e dalle analisi è emerso che la ragazza aveva un livello di benzodiazepine superiore di oltre quattro volte quello massimo. Le tracce di dna trovate grazie ai tamponi hanno incastrato il 22enne e il 29enne, il coinvolgimento del terzo uomo è emerso durante le intercettazioni.

BLACK LIST

Italiani, cingalesi, nigeriani, congolesi. E prima ancora rom, romeni, marocchini. E' una specie di internazionale dello stupro di gruppo, laddove il razzismo becero di qualcuno rischia sempre di ritorcersi contro. Roma, Rimini, Sorrento, Macerata. La lista si allunga, frutto di una porno-cultura che ha echi devastanti e a costo zero sul web. Il Tribunale di Rimini a novembre ha condannato Guerlin Botungu, 20enne congolese, capo del branco di minorenni che ha stuprato una turista polacca e una trans peruviana nell’agosto scorso a Rimini, con rito abbreviato, e quindi con una diminuzione di pena, 16 anni di carcere, 9 anni e 8 mesi per i suoi complici di 15 e 16 anni, due marocchini e un nigeriano. Così, tanto per fare capire cosa potrebbe accadere al branco di Sorrento che risponderà, più o meno, degli stessi reati. Il barman Mino Miniero,  32enne di Portici, il suo collega Fabio De Virgilio, 24enne di Vico Equense, il vice cuoco Raffaele Regio, 21enne di Torre del Greco, e ancora Gennaro Davide Gargiulo, 21enne di Sorrento, e Ciro Francesco D'Antonio, 21enne di Torre del Greco, gli autori di uno dei più gravi e squallidi episodi di violenza sessuale mai avvenuti nel nostro Paese, ai danni di una turista inglese, una 50enne del Kent.  A loro stanno inoltre contrastate anche l’aggravante dell’io dellaZ-Drug, la droga dello stupore e gli altri stupratori non avranno gli sconti di pena previsti invece per i minorenni di Rimini. Uomini crudeli e stupidi. Non paghi, nelle ore successive alla violenza, su una chat definita “Cattive abitudini” e uno slogan “Buoni a niente ma capaci di tutto”, si erano scambiati commenti ed emotikon, risate e simboli di vittoria. Orgogliosi di quanto avevano fatto, consapevoli che la donna era stata drogata “…E non capiva niente quando s’è trovata circondata da tanti uomini…”, scrive divertito uno di loro. Si compiacciono, si scambiano le  foto scattate quella sera nella stanza di uno di loro sul piano riservato al personale dell'albergo: «Avete fatto i vostri comodi sul mio lenzuolo…», commenta uno di loro. Guerlin Butungu,  20enne congolese, è stato comunque condannato a 16 anni con  rito abbreviato per avere violentato la giovane polacca, aggredito un suo amico, e la transessuale peruviana nella notte tra il 25 e il 26 agosto. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 14 anni  I giudici hanno inoltre disposto anche una provvisionale di 30mila euro ciascuno per la turista polacca e la transessuale peruviana vittime dello stupro e di 20mila euro per l'amico della ragazza originario della Polonia picchiato in spiaggia. Nove anni e 8 mesi ciascuno invece per i compari di Botungu,  due marocchini e un nigeriano, tutti e tre minori. Tutti responsabili degli otto capi di imputazione che gli venivano contestati, tra cui lo stupro a una turista polacca, le botte ad un connazionale, la seconda violenza sessuale ai danni di una prostituta trans peruviana e anche un'aggressione ad un'altra coppia, nei giorni precedenti. La vittima aveva scritto ai giudici una lettera: "Mi capita di avere incubi notturni e attacchi di panico. Non so se passerà mai la paura e il senso di vergogna che mi accompagna…Ho paura del buio, della spiaggia, del mare, della gente che parla una lingua straniera…Ho problemi di concentrazione, insonnia e difficoltà nello studio..La vicenda ha influito negativamente sulla mia psiche, gli eventi mi tornano in mente quotidianamente”. Lui, laureato in Medicina: ”Prima dell'accaduto mi ritenevo una persona tollerante, ora sono diffidente e timoroso. Ho perso l'autostima e mi capitano pensieri con intenzione suicida”. Tanto da rinunciare a un concorso per lo stato depressivo.

Mancano, a Sorrento, da catturare altri due stupratori. La polizia potrebbe già sapere da tempo chi sono e sta per chiudere il cerchio delle indagini, aspettano solo gli interrogatori di garanzia dei primi cinque, già rassegnati a trascorrere molti anni in carcere, secondo il “modello Botungu.

A Macerata l'accusato numero 1 di omicidio, distruzione e occultamento di cadavere di Pamela Mastropietra, il cui corpo è stato fatto a pezzi e nascosto in due trolley, aveva inviato un messaggio sulla chat a uno dei suoi presunti complici: "Vieni a casa, ti puoi f...una che non sta bene". Pamela aveva già i sintomi dell'overdose ma per uno stupro di gruppo andava bene. Da quando era fuggita dalla comunitò, avevano approfittato della sua dipendenza dall'eroina un tizio che le ha dato un passaggio, un taxista italiano, Oseghale e forse gli altri due pusher. A Roma, in queste ore, una donna italiana di origine europea è stata rapita da quattro indiani o cingalese, caricata a forza su una Panda rossa e poi stuprata a turno. "Io vomitavo, loro mi violentavano". Li stanno cercando polizia e carabinieri.

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