Spray urticante nelle scuole, una lunga scia di incoscienza

| Non sono bastati i morti di piazza San Carlo, a Torino, e neanche quelli della discoteca di Corinaldo, per fermare la bravata di spruzzare spray urticante. Tutti gli episodi delle scuole italiane

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In Belgio è vietato, in Finlandia bisogna avere una licenza, a Hong Kong è considerato un’arma, negli Stati Uniti è necessario aver compiuto almeno 18 anni e in diversi paesi è considerato addirittura uno strumento di tortura. In Germania è legale, esattamente come succede in Italia, dove un decreto del Ministero dell’Interno del 2011 ne ha liberalizzato l’acquisto, la detenzione e il porto in pubblico per chi ha più di 16 anni. Lo spray urticante finito al centro delle polemiche per i tragici fatti della discoteca di Colinaldo dovrebbe essere uno strumento di difesa personale, e chi lo utilizza per offendere può essere accusato di lesioni personali e punito secondo quanto recita l’articolo 674 del Codice Penale.

Si basa sugli effetti dell’OC (Oleoresin Capsicum), sostanza naturale che sfrutta le proprietà vasodilatatorie della Capsaicina, che non deve superare i 20 millilitri e il 10% della miscela. Agisce sugli occhi e le mucose provocando infiammazione, bruciore, tosse e lacrimazione per diversi minuti. Generalmente non porta alla morte, anche se il “Los Angeles Times” ha classificato 61 casi di decessi riconducibili all’esposizione da OC.

Si acquista senza problemi online, nelle armerie, tabaccherie, farmacie e supermercati: secondo i dati di “Defence System”, nel nostro paese se ne vendono fra i 50 ed i 60mila ogni anno, addirittura pochi rispetto a Germania (6 milioni), Francia (4,5) e Spagna (3,5).

Come accennato, si tratta di un dispositivo strettamente legato alla difesa personale, ma non va sempre così: l’uso improprio è finito al centro di numerosi fatti di cronaca finiti in tragedie. La più tristemente celebre è la notte di piazza San Carlo, a Torino, del 3 giugno 2017, durante la finale di Champions tra Juventus e Real Madrid.

Ma sono i concerti live, statisticamente, quelli che hanno fatto registrare il maggior numero di casi, esattamente com’è successo a Corinaldo, fra la folla in attesa del concerto di Sfera Ebbasta.

Un paio di giorni dopo, per emulazione o idiozia, in due scuole - a Pavia e Soncino, in provincia di Cremona - scatta l’allarme e decine di ragazzi finiscono al pronto soccorso in codice verde. Chiare le parole del ministro dell’interno Salvini: “Per quanto mi riguarda, chi abusa di spray urticante non va ammonito ma arrestato, anche se minorenne. Di ritirarlo non se ne parla: ha salvato diverse donne da aggressioni, ma è ovvio che va usato in modo intelligente”. In appena 12 mesi, i casi all’interno di scuole e istituti riportati dai media nazionali sono ben 15.

13 dicembre 2017

Istituto Tecnico Industriale “Galilei” di Livorno: un ragazzo spruzza lo spray classe, venti studenti accusano disturbi respiratori.

18 dicembre 2017

Sette studenti dell’istituto superiore “Vespucci” di Livorno finiscono al pronto soccorso per irritazioni alle vie respiratorie: la scuola viene evacuata.

6 marzo 2018

Uno studente del primo anno dell’ITC “Bellini” di Brescia spruzza in aula uno spray al peperoncino: 17 ragazzi finiscono in ospedale.

12 aprile 2018

Quindici intossicati nella palestra della “Casaris” di Lodi: in 13 hanno bisogno di ricovero in ospedale.

18 aprile 2018

La “Vespucci” di Livorno torna al centro delle cronache: un ragazzo spruzza dello spray urticante e sette studenti sono portati d’urgenza al pronto soccorso per irritazioni alle vie respiratorie.

27 aprile 2018

L’aria dell’atrio della scuola media “Dante Arfelli”di Cesenatico, in provincia di Forlì si riempie di spray al peperoncino. Cinque ragazzi finiscono in ospedale e la scuola viene evacuata.

3 maggio 2018

Perfino il nucleo dei Vigili del Fuoco “NBCR” (nucleare, batteriologico, chimico e radiologico), interviene per bonificare l’istituto “Ilaria Alpi” di via San Colombano, a Milano, dove sette ragazzi accusano all’improvviso problemi respiratori.

11 maggio 2018

Un incosciente spruzza dello spray al peperoncino nell’impianto di aerazione dell’istituto “Marie Curie” di Bussolengo, nel veronese: si contano 500 intossicati e 17 ricoveri.

4 giugno 2018

Qualcuno spruzza sul viso di due studentesse di 17 e 19 anni del liceo “Galilei” di Pisa: sono ricoverate entrambe in codice giallo.

18 settembre 2018

Nell’intervallo dell’istituto “Isabella d’Este” di Mantova, i corridoi diventano irrespirabili: 13 studenti devono ricorrere alle cure dei medici. 

20 settembre 2018

Nel cambio dell’ora all’interno della scuola media “Archimede” di Palermo, uno studente spruzza spray al peperoncino nei corridoi. Diversi ragazzi finiscono in ospedale.

4 ottobre 2018

Una piccola alunna della scuola media di San Rocco al Porto, in provincia di Lodi, usa lo spray in classe: 13 suoi compagni finiscono in ospedale.

5 ottobre 2018

In modo accidentale, così assicura lei, una studentessa dell’ITC “Zappa” di Saronno spruzza dello spray urticante: l’intera classe accusa malori.

16 ottobre 2018

Finiscono al pronto soccorso una ventina di studenti e un’insegnante dell’istituto superiore “Paretuncelli Arzelà” di Sarzana (La Spezia): un loro compagno aveva usato lo spray per interrompere una lezione.

23 novembre 2018

Tre ragazze di 15, 17 e 19 anni dell’istituto “Severi Correnti” di Milano sono ricoverate per intossicazione: un loro compagno aveva spruzzato spray urticante in aula.

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