Appendino dice Sì alle Olimpiadi per dire No alla Tav

| Lettera sofferta al Cio per esprimere "la manifestazione d'interesse" alle Olimpiadi ma una posizione piena di se e ma. Operazione in vista di un attacco alla Tav Torino-Lione. L'alibi dei giochi

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di ALBERTO COSIMO FERRO

"Oggi la sindaca ha inviato la lettera per esprimere la manifestazione di interesse alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi 2026.Nel rispetto delle valutazioni personali dei singoli consiglieri, il gruppo consiliare del M5S Torino appoggia la decisione di Appendino con l'obiettivo di procedere compatti sullo studio critico e condiviso di quanto avverrà già da domani - scrivono i consiglieri - Il Movimento 5 stelle lavorerà con serietà nei prossimi mesi per capire se esistano i presupposti di sostenibilità economica, ambientale e sociale per procedere ad una eventuale candidatura". Insomma alla fine arriva un sì, sofferto e con valutazioni personali consentite (se avranno conseguenze nel voto di lunedì è tutto da capire) e con la promessa di continuare con la candidatura solo se ci sarà la possibilità di fare una Olimpiade che rispetti le 5 stelle del Movimento.Il sorprendente colpo di scena sul "Sì" alle Olimpiadi 2026 a Torino, da parte di un M5s votato - come è noto - al "No" sul fronte di progetti e infrastrutture, potrebbe essere una banale manovra di copertura in vista di un altro No, molto più importante, rispetto a un’iniziativa estemporanea come quella dei giochi invernali su cui gravano molti impedimenti burocratici, di cui i grillini sono a conoscenza. Tanto che i consiglieri regionali si sono affrettati a diffondere un documento in cui si spiega perché le Olimpiadi torinesi sono impossibili. Il vero No che sta per arrivare è quello contro la Tav Torino-Lione. L’uscita di Grillo sembra una banale mossa preventiva e non c’è bisogno di scomodare gli algoritmi di Casaleggio per capirne il senso: quando i pentastellati tenteranno di bloccare i lavori, nel centro-destra e nel centro-sinistra si tenterà di reagire, e Grillo potrà finalmente dire di non coltivare sempre la cultura di un No a prescindere. Sulla Tav il fondatore non può fare marcia indietro. Ha sostenuto il movimento anche quando esprimeva il dissenso con la violenza, è stato persino condannato per la violazione dei sigilli del presidio di Chiomonte che era stato posto sotto sequestro dalla magistratura, ha ottenuto l’endorsment del portavoce No Tav Alberto Perino. La sindaca Appendino non ha mandato suoi rappresentanti nell’Osservatorio Tav ed ha arruolato una commissione di “esperti” tutti rigorosamente  No Tav, come consulenti. Non c’è che dire, il polverone sulle Olimpiadi avrà questo scopo. Non va dimenticato che Di Maio, vice presidente della Camera, nel presentare la votazione sull’accordo Italo-francese ebbe parole di profonda contrarietà, promettendo che, una volta al potere, i lavori sarebbero stati immediatamente interrotti. Queste le premesse. Intanto la sorpresa positica, sul Tav, arriva dalle elezioni politiche in Val Susa, dove i fautori del Sì al treno super-veloce hanno, di fatto, prevalso sulle liste No Tav che escono ridimensionate dalle consultazioni nazionali.

L'ANALISI DEL SITO VERITAV.IT

Nessuno lo sta raccontando, ma nelle elezioni 2018 in Valle di Susa, gli oppositori della Torino Lione, i cosiddetti NOTAV, hanno subito una severa sconfitta e perdono voti in modo più che rilevante; con le elezioni del 2018 gli elettori della "Valle di Susa" hanno dato una solida e generalizzata maggioranza ai partiti favorevoli alla Torino Lione ed in particolare alla coalizione di Centro Destra ed alla Lega Nord.

Abbiamo preso in esame nelle nostre analisi il gruppo di 39 comuni della Valle di Susa, divisi in due ambiti:

i Comuni dell’Alta Valle (13 comuni) che comprendono anche i comuni di Chiomonte e Giaglione, dove ha sede il cantiere principale di scavo del Tunnel in Italia;

i Comuni della Bassa Valle (24 comuni) a cui abbiamo aggiunto i Comuni porta di Buttigliera e Rosta (2)

I PARTITI NOTAV

I partiti schierati con il Movimento NOTAV (e che li hanno abitualmente cavalcati) sono i 5 Stelle, i vincitori (parziali) delle elezioni nazionali; i grillini invece in valle perdono ben 2751 dei loro voti del 2013,  il 13,2 % in meno, ed i loro candidati sono sconfitti nelle sfide al collegio uninominale sia alla Camera (Trincheri) che al Senato (Scibona).

Altra formazione di estrema sinistra che sostiene i NOTAV è la lista Potere al Popolo (in cui era candidata la leader NOTAV Dosio), coagulata intorno a Rifondazione Comunista ed altri gruppetti di estrema sinistra; Potere al Popolo, ha perso  la metà dei voti presi dalla Lista Ingroia nel 2013 (anch’essa fatta da Rifondazione Comunista e gruppetti radical chic – trai quali  il sindaco di Napoli Demagistris), prendendo oggi 979 voti contro gli oltre 1945 del 2013.

Un vero e proprio flop.

Complessivamente i partiti che si oppongono alla Torino Lione hanno perso ben 3717 voti sul 2013 (il 14,5%).

 

I PARTITI FAVOREVOLI ALLA TORINO LIONE

I partiti favorevoli alla Torino Lione del Centro Sinistra e del Centro Destra, che hanno votato in modo unanime la ratifica parlamentare dell’Accordo Italia Francia nel dicembre 2017, (la legge 1/2017) hanno avuto invece in valle dinamiche diverse:

La coalizione del Centro Sinistra ha pagato la scissione di LEU; prende 11.113 voti (il 19,6%), perdendo 1126 voti alla Camera (al 2013 era al 20,6%); LEU, il nuovo partito nato dalla scissione, ne prende invece 1889.  Quindi non c’è stato un tracollo né flussi esterni di voti; anzi, se le liste si fossero presentate unite avrebbero preso 763 voti in più del 2013, arrivando al 23%, migliorando il risultato del 2013 (ricordiamo che in LEU c’è di tutto, avversari come Airaudo della Fiom, ma anche sostenitori della Torino Lione come Dalema e Bersani – autore della prefazione del libro TAV SI di Esposito-Foietta).

Ma Il vero, ed unico vincitore delle elezioni in Valle di Susa è la coalizione di Centro Destra, a trazione leghista, che raccoglie tutti i voti persi dai Grillini, oltre e quelli andati nel 2013 alle altre liste di centro (Monti): quasi 6000 voti in più rispetto al 2013 superando il 36% e raggiungendo in valle i voti del Movimento Cinque stelle.

 

La Valle di Susa, dopo le elezioni 2018, ha quindi una solida e generalizzata maggioranza favorevole alla Torino Lione. I voti dei partiti che si oppongono all’opera calano ovunque e in modo generalizzato.

Dall’analisi dell’intero raggruppamento emerge  quanto l’arretramento sia pesante (FIGURA 1).

Nel 2013 rappresentavano oltre il 38% degli elettori; oggi scendono di 5 punti percentuali al 33%.

Un elettore su 3 è contrario alla Torino – Lione. Un numero ben lontano dalla maggioranza della popolazione della valle come raccontato nella falsa epica del Movimento.

Ma anche nella “repubblica” della  Bassa Valle di Susa per i NOTAV le cose non vanno meglio.

L’analisi per singolo comune dimostra chiaramente come anche nei loro “santuari” i NOTAV stiano perdendo in modo generalizzato terreno, e che la maggioranza voglia il “confronto” e non lo “scontro permanente”.

La Tabella a seguire dimostra come non esistano praticamente più in Bassa valle i comuni a maggioranza assoluta NOTAV, oramai ridottii a Venaus (894 abitanti al 2016) e, di misura, San Giorio (1.015 abitanti), che non c’entra nulla con la ferrovia e che perde  comunque significativi consensi.

Nel 2013 erano ben 9 i comuni a maggioranza NOTAV, tra cui persino il comune  Bussoleno (6.037).

Ancora più chiara è la rappresentazione su cartografia tematica della “sconfitta elettorale”.

Una prima coppia di carte rappresenta la percentuale del voto NOTAV per comune, prima al 2013 e poi  alle elezioni del 2018.

Al 2018 la macchia gialla (più scura nei comuni in cui il voto NOTAV era superiore al 50% e più chiara dove il voto era tra il 42.5% ed il 50%) era largamente prevalente; nel 2018  si è ridotta considerevolmente, mentre le aree verdi (con percentuali  sensibilmente inferiori) si stanno allargando comprendendo gran parte della bassa valle ed i centri principali come Avigliana e Susa.

La carta successiva misura la perdita in percentuale dei voti NOTAV registrata nei diversi comuni della valle.  Tutti i comuni in valle perdono consensi NOTAV.

In colore più scuro sono rappresentate le perdite >20%, che colpiscono, guarda un po’, proprio il comune di Chiomonte, di Gravere e Meana di Susa, ma anche Mattie, Villar Focchiardo, Vaie, Chiusa San Michele e la stessa Venaus.

Perdono tra il 15 ed il 20% Chianocco, Bruzolo, San Giorio di Susa ed Avigliana, ma non stanno meglio Susa, Bussoleno, Condove ed Almese che perdono, insieme a numerosi altri comuni della Valle tra il 10 ed il 15% dei voti NOTAV.

Questi numeri e queste rappresentazioni non sono una sorpresa.

La diminuzione “misurata” del consenso NOTAV è in parte il risultato del metodo del confronto  e del dialogo perseguito con pazienza negli ultimi anni in valle.

E’ anche il risultato della radicalizzazione del movimento NOTAV.

Siamo convinti che non paghi più, o paghi molto meno che in passato, la pratica del procurato allarme, delle menzogne e delle mistificazioni sulla Torino Lione; e forse nella scelta della maggioranza degli elettori della Valle di Susa pesa anche la pratica della violenza che vede protagoniste le bandiere NOTAV su tutte le piazze di Italia e che ha reso la Valle di tristemente nota come ricovero per i “rivoluzionari di professione”.

La maggioranza della valle oggi vuole pace e prospettive di sviluppo, a partire dalla candidatura alle Olimpiadi Invernali, anch’essa avversata dai NOTAV, ed ha sempre meno voglia di seguire i cattivi maestri.

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