Stupratori sadici, inferte ferite gravi donne e trans seviziate con ferocia

| ll capo ostenta sicurezza. Due fratelli marocchini di 15 e 17 anni si sono costituiti su invito del padre, agli arresti per furto e senza permesso di soggiorno. Il congolese era su un treno diretto in Francia

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"Non ho niente da dire, parlerò con il mio avvocato". Guerlin Butungu, 20 anni, il capo del branco di sturpatori  di Rimini, ostenta sicurezza e zero pentimento. Circondato dalle donne poliziotto che lo hanno accompagnato in carcere (dove lo attendono anche i detenuti comuni, che detestano questo tipo di reati) Butungu si sta costruendo una linea difensiva. "Ero ubriaco e avevo assunto sostanze, non mi ricordo neanche cosa è successo". Gli investigatori: "Ferocia, crudeltà e lesioni mai viste. hanno agito con un odio senza nome". Se lo ricorda bene la trans peruviana, massacrata di botte, colpita in testa con una bottiglia e poi violentata con particolare ferocia: "Li voglio in galera per sempre, sono dei mostri", ha detto durante il riconoscimento fotografico. La Squadra mobile di Rimini e lo Sco hanno arrestato Butungu, maggiorenne a differenza degli altri che si sono costituiti ieri, perciò pienamente responsabile. Stava cercando di salire su un treno diretto in Francia dove, aveva detto ai complici, di "avere un rifugio". I due fratelli marocchini di 15 e 17 anni vivono - come Butungu - a Vallefoglia, nel Pesarese. Il padre, agli arresti domiciliari e privo di documenti regolari, li ha convinti a costituirsi dopo avere avisto il video della polizia dove entrambi erano riconoscibili. "Fosse stato un furto di portafoglio - ha detto il genitore - magari non gli avrei detto niente...ma quello che è successo era troppo grave...Se qualcuno violenta una delle mie donne lo ammazzo...E' un reato molto grave, devono pagare". I due frequentano l'Alberghiero di Pesaro, il più piccolo ha un'invalidità del 70 per cento. La tesi del padre è semplice: "Plagiati dal congolese, che li usava per piccoli furti". Precedenti inquietanti. Il più piccolo teorizzava lo stupreso nei confronti delle coetanee. Tutti imbevuti di odio contro le donne, specie se bianche.
Il terzo fermato, pure nel Pesarese, è un nigeriano a sua volta minorenne, 17 anni, emigrato in Italia con la famiglia due anni fa. Sa molto di strategia difensiva, teleguidata da un legale avveduto, il fatto che si siano spotaneamente costituiti, ammettendo le proprie responsabilità. Si apre così la strada alla concessione delle attenuanti.
I minori avranno pene ridotte
Due, fratelli marocchini, si sono costituiti in una caserma dei carabinieri, il terzo di origine congolesi, è stato preso a Pesaro, grazie alle confessioni dei primi. I minori, sia pure in stato di detenzione, avranno un percorso carcerario facilitato, pene assi più lievi, una reclusione stile albergo, se non a cinque stelle, almeno a due. Rischiano pene, in teoria, pesanti ma che non supereranno i quattro, cinque anni. Chi rischia di più è il ventenne congolese, con una possibile condanna sino e oltre i 10 anni di carcere, si spera veri e non inframezzati da permessi e altre note facilitazioni. Butungu era sul treno diretto al Nord, ma gli agenti dello Sco e delle squadre mobili di Rimini e Pesaro lo hanno preso tranquillamente seduto in uno scompartimento.
Chi è il ventenne congolese
Butungu il 25 novembre del 2015, dopo la sbarco a Lampedusa, era stato accolto nella comunità di Acquaviva di Cagli (PU). Ricevutolo stato di rifugiato, in base agli accordi di Dublino, entrò nello Sprar Invictus di Pesaro da settembre 2016 fino al 22 aprile 2017, abitando in una alloggio assieme ad altri 15 rifugiati. Aveva fatto il cameriere, in base al corso frequnetato "con profitto"  nel nel ristorante "La Perla"di Fano. "Mai dato sospetti di essere un violento - ha detto la responsabile Cristina Ugolini - si era aedeguato facilmente alle regole che noi imponiano ai rifugiati". Il suo profilo Facebook racconta molto di questo ventenne che ama dfarsi rirpendere con vestiti eleganti, dal taglio manageriale, tra propositi moralisti, anti-razzisti, para-religiosi. Eppure, tra i quattro, è stato il più spietato. E' lui ad avere tramortito il turista polacco prima di violentare la sua amico, lui a violentare la trans peruviana. Ci stava provando uno dei minorenni ma sempre lui gli disse: "Togliti, ci penso io". In un video canticchia ispirato: "Siamo tutti fratelli, sono tuo fratello...". Certi "parenti" è meglio evitarli però.



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