Tav, via libera al tunnel di base Italia-Francia

| Dopo l'ok del Cipe, in arrivo i primi 300 milioni dai fondi europei e le gare d'appalto. Scavo già avviato dal versante francese

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Finanziati definitivamente i primi due lotti della tratta transnazionale della Torino-Lione,  ora ci sono i fondi per l'avvio dei lavori. Sia in Italia che in Francia. La decisione nell'ultima riunione riunione del Cipe è di importanza fondamentale per la nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità dopo i dubbi della Francia che, pur confermando gli impegni internazionali, aveva espresso l'intenzione di prendersi una "pausa di riflessione" sulla Tav. Lo aveva detto il ministro dei lavori pubblici Elisabeth Borne a un giornale ecologista francese, precisando però che in discussione erano le tratte interne (non ancora finanziate) e non il tunnel di scavo di 57 km, il più lungo d'Europa.
La decisione del Cipe, spiega Mario Virano, direttore generale di Telt, la società incaricata di realizzare e poi di gestire la Torino-Lione, arriva dopo che a fine luglio il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il via libera al progetto dello svincolo di Chiomonte, in Valle di Susa, un impegno che vale 80 milioni di euro e che consentirà il trasporto dei materiali di risulta del cantiere fuori dalle strade interne della Val Susa. Poco prima, il ministero dell'Ambiente aveva riconosciuto il raggiungimento di tutti gli obiettivi geognostici del tunnel di Chiomonte, ritenendo adeguata la decisione di terminare lo scavo a 7.020 metri. Decisioni che, sottolinea Virano, "dimostrano l'impegno e le sinergie messe in campo a tutti i livelli, dal governo, a partire dal ministero delle Infrastrutture e a quello dell'Economia, al commissario di governo e alla Regione Piemonte".
Il via libera odierno del Cipe consente infatti l'avvio delle gare e, quindi, l'inizio dei lavori, nel rispetto delle tempistiche e degli impegni transnazionali. Compresi quelli assunti dal governo per attingere alle risorse europee già assegnate per oltre 300 milioni di euro. Con l'approvazione dell'istruttoria sono così garantiti gli impegni assunti, anche in tempi recenti, dal Governo, nei confronti degli enti locali e territoriali interessati dalla realizzazione dell'opera. Il tormentato capitolo delle compensazioni destinati ai Comuni coinvolti nei lavori sembra arrivato finalmente al capolinea. Sono infatti stati stanziati altri 57,26 milioni di euro, portando a 100 milioni di euro i fondi già stanziati per le opere compensative per i territori interessati dai lavori. "A settembre ci aspetta, nell'ambito dell'Osservatorio, un importante lavoro di condivisione e progettazione comune. Con la conferma delle disponibilità economiche daremo corso insieme alla Regione Piemonte e a Telt al Patto del Territorio", commenta Paolo Foietta, commissario di governo per l'opera. Adesso il testimone passa ai sindaci eletti con il sostegno del movimento No Tav, in liste autonome create ad hoc. Dovranno decidere se accettare o no i fondi compensativi. In particolare è attesa la decisione del sindaco pd di Susa, Sandro Plano che in passato aveva dichiarato di volere utilizzare i denari del Tav per una serie di opere pubbliche.
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