Toffa: "Auguri a chi mi vuole bene...", uno schiaffo agli haters

| Messaggio da Fb ai suoi sostenitori dopo il grave malore. Il racconto in esclusiva a Le Iene, prosegue l'onda di solidarietà alla redattrice della trasmissione di Italia Uno, il suo nome è stato il più cercato su Google a livello mondiale

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I profili social di Nadia Toffa, la redattrice de le Jene colta da malore due settimane fa e diventata. suo malgrado, una stella del web (il suo nome è stato il terzo più ricercato su google a livello mondiale) , sono tuttora invasi di messaggi di solidarietà e di affetto. Spariti i commenti degli haters che le auguravano persino la morte. E lei ieri ha voluto scrivere un messaggio di auguri a tutti i suoi sostenitori dal suo profilo Fb: "Amici miei, quest’anno sarà un Natale speciale, stretta alla mia famiglia e alle persone che mi vogliono bene, come quelle che incontro per strada e che si preoccupano per me chiedendomi "come stai", come se mi conoscessero da sempre, un gesto d'affetto che mi riempie il cuore di gioia e che mi regala una forza incredibile. Mica male come regalo per Natale, sono fortunata davvero! Ancora una volta voglio ringraziarvi dal profondo del cuore per aver pensato e sperato per la mia salute, lo faccio da qui, sperando che il mio grazie arrivi a tutti voi, assieme al mio augurio più vero e sincero per un sereno Natale. Penso alle vostre tavole imbandite di cibo con sventagliate di antipasti, primi, panettoni e pandori che al solo pensiero mi viene l’acquolina in bocca, e immagino di essere seduta lì con voi pronta alla tombola dopo mezzanotte. Buone feste a tutti".2

C'era un certo di clima di mistero sulla natura del malore che l'aveva colta a fine novembre mentre si trovava in un albergo di Trieste. Lei stessa, con un'intervista esclusiva a Le Iene, ha voluto raccontare ogni dettaglia della disavventura che aveva, infine, creato anche la reazione degli haters, con commenti spediti sulla rete spesso irriferibili "Ero nella mia amata Trieste a fare un servizio - spiega -, dovevamo incontrare un segretario di un sindacato. La sera sono andata a mangiare, ho brindato con l’autore perché siamo riusciti a incontrarlo e poi sono andata a letto in hotel. Tutto normale. La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e chiamo Davide Parenti (ndr, ideatore e capo progetto del programma) per parlare di lavoro. Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata. Io sinceramente non ricordo benissimo, mi sentivo strana...".

"Avevo prenotato il treno alle 13.02, erano le 11.30 e dico: 'Potrei anticiparlo, quasi quasi scendo giù nella hall, pago e semmai faccio il cambio del treno per arrivare prima a Milano e iniziare subito a montare il servizio...'.

Tutto normalissimo - prosegue - ma io mi sentivo un po’ strana. Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: ''Sai che quasi quasi mi sdraio un attimo?'', ma non è da me. È raro che io mi senta stanca, non ho tanti momenti in cui dico: ''Mi rilasso'', sono fatta così: io vado a mille, corro sempre. In effetti era una cosa strana… Ho detto ''mi sdraio'', invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: ''Vuoi che ti dia una mano con le valigie, è arrivato il taxi''. ''Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando. Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa", conclude Toffa.

 
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