Ubiatar ti teletrasporta

| Nasce al Politecnico di Torino una community che mette in contatto chi viaggia e chi in quel momento non può farlo: i primi diventano gli occhi dei secondi

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“Quanto vorrei essere lì”. Chi non l’ha mai detto, sognando di essere in un posto che non ha mai visto o in un angolo di mondo dove c’è stato e vorrebbe tornare?

Certo, se qualcuno si fosse messo d’impegno per realizzare un aggeggio adatto al teletrasporto, almeno questi problemi sarebbero risolti: basterebbe una pausa pranzo per fare un salto nel posto dei sogni, riempirsi gli occhi e tornare al lavoro, comunque soddisfatti.

A Torino, un piccolo gruppo di ingegneri del Politecnico, ha tentato di risolvere la lacuna creando una “app” che permette almeno in parte di essere ovunque si desideri, ma senza spostarsi. Si chiama “Ubiatar”, e ha fatto la sua comparsa al recente CES di Las Vegas. Nient’altro che una community in cui tutti gli iscritti - degli “avatar” in carne e ossa - non devono fare altro che autorizzare il collegamento di un altro utente che in quel momento sogna di trovarsi in quel posto. A quel punto niente limiti: è permesso sognare di passeggiare fra le vetrine della Quinta Strada di New York, sulle cime delle Ande, fra i calli di Venezia o al volante di una Ferrari, ma per quelle magie della tecnologia, vedendosi esaudire il desiderio grazie al collegamento con un “avatar” che in quel momento si trova lì. Il suo smartphone è pronto a diventare gli occhi del sognatore.

Nessun bisogno di parlarsi, sfarfallando fra le traduzioni: tutto si basa su una cartina che riproduce il pianeta con le posizioni degli avatar geolocalizzati e icone di facile comprensione.

Non è finita, perché per invogliare il collegamento fra utenti della community sconosciuti fra loro, la app prevede una forma di retribuzione per l’avatar ospitante, attraverso una criptomoneta, gli “Ubiatar Coin”. In più, com’è prassi nelle community, al termine della user experience la possibilità di lasciare un feedback, ovvero un punteggio sulla professionalità e la qualità delle immagini.

Italia
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