Duecento anni di spionaggio russo

| L’Ochrana nacque il 16 agosto 1881 per volere dello zar e non è che una delle numerose agenzie che in circa due secoli hanno svolto attività di intelligence per i governi sovietici e russi. GPU, KGB e oggi FSB i nomi più conosciuti

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Di Marco Belletti
Un paio d’anni fa comparve un bando di concorso che offriva posti di lavoro nell’ambito dei servizi segreti italiani: furono oltre 4 mila le candidature inviate, la maggior parte per operare nella cyber security, tanto che – almeno per una volta – la nostra intelligence fu presa alla sprovvista, visto che un’adesione così elevata non era proprio stata preventivata. Sicuramente il motivo di tanto interesse, oltre che nella cronica disoccupazione giovanile, va ricercato anche nel fascino di un mestiere misterioso e attraente. In realtà oggi fare la spia non significa più – se mai lo è stato – travestirsi o incontrare affascinanti agenti dell’altro sesso. È necessario invece essere professionalmente preparati e disporre di elevate competenze.

Buona parte del fascino dei servizi segreti è quindi dovuto al mistero che li circonda, ma mentre una quantità di film e serie tv hanno fornito dettagli sulle varie intelligence del blocco occidentale, delle spie sovietiche, a parte i luoghi comuni negativi dei film statunitensi, si è sempre saputo poco. Sono numerose le agenzie che si sono succedute negli anni in quel di Mosca, cambiando sovente nome e ambito d’attività.

Tra il 1991 e il 1995 si chiamava FSK (Federal’naja služba Kontrrazvedki, servizio di controspionaggio federale) e solo dopo divenne FSB (Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii, servizi federali per la sicurezza della federazione russa): si tratta delle agenzie eredi del mitico KGB, il servizio segreto dell’Unione Sovietica.

Attualmente l’FSB ha diverse responsabilità, tra cui spionaggio, controspionaggio, anti-terrorismo, sicurezza interna, controllo dei confini, indagini su illeciti finanziari e – dal 2006 quando fu concesso da Vladimir Putin – ha anche il potere di eliminare fisicamente particolari obiettivi, come per esempio sospetti terroristi.

L’FSB è stato accusato di essere implicato nell’assassinio di Alexander Litvinenko (avvelenato a Londra con una dose di polonio il 23 novembre 2006) e Anna Politkovskaja, giornalista attiva nella difesa dei diritti umani, uccisa il 7 ottobre 2006, giorno del compleanno di Putin. Inoltre, The Guardian accusa l’FSB di usare tecniche di intimidazione psicologica su giornalisti e diplomatici occidentali per influenzare il loro lavoro in Russia.

Quindi, pur non avendone la nomea, l’FSB non ha nulla da invidiare all’illustre antesignano KGB (Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, comitato per la sicurezza dello stato) che, attivo dal 13 marzo 1954 al 6 novembre 1991, fu il principale ente di sicurezza, servizio segreto e polizia segreta dell’Unione Sovietica. Riuniva in un unico organo – lo si scoprì soltanto alla caduta dell’URSS – tutti i poteri che negli Stati Uniti, per esempio, sono affidati a CIA, NSA e FBI. Famosissimo in tutto il mondo durante la guerra fredda, il KGB fu sempre molto attivo nell’infiltrare agenti in forze armate, organizzazioni e governi stranieri, sia amici sia del fronte opposto. Una delle operazioni svolte dal KGB venute alla luce risale al 1973, quando dietro ordine del Politburo guidato da Jurij Vladimirovič Andropov, influenzò la formazione del nuovo stato del Bangladesh e in seguito l’affermazione al potere del locale partito comunista. L’attività del KGB nella nazione nata dalla scissione con il Pakistan durò fino all’inizio degli anni Ottanta, quando dopo aver portato alla vittoria il partito nazionale del Bangladesh (con 207 seggi su 300) il regime cadde quando il presidente fu assassinato nel 1981. Dieci anni dopo Vladimir Krjučkov, responsabile principale del KGB, capeggiò il fallito colpo di stato contro il presidente Mikhail Gorbachev. Krjučkov fu arrestato e il 4 dicembre 1991 il KGB cessò di esistere.

Tra il 1917 e il 1954 di spionaggio e controspionaggio sovietico furono incaricate numerose organizzazioni – Čeka, GPU, OGPU, NKGB, MGB… – ma la più importante fu senza dubbio la NKVD (Narodnyj komissariat vnutrennich del, commissariato del popolo per gli affari interni) attiva sotto il regime di Stalin e che, guidata da Lavrentij Pavlovič Berija ebbe un ruolo da protagonista nelle feroci repressioni di quel periodo. L’NKVD imprigionò nei gulag milioni di persone considerate nemici del popolo, con centinaia di migliaia di condanne a morte: per essere giudicati colpevoli era sufficiente una soffiata da parte di un informatore anonimo oppure era facile confessare qualsiasi colpa subendo la tortura dei “mezzi fisici di persuasione”.

L’NKDV era sorto sulle ceneri della Čeka (pronuncia delle iniziali di črezvyčajnaja komissija, commissione straordinaria) la prima polizia segreta dopo la rivoluzione russa, organizzata su decreto di Lenin del 20 dicembre 1917. I suoi componenti furono chiamati čekisti, nome ancora oggi utilizzato per definire le spie russe. Il 6 febbraio 1922 la Čeka divenne GPU (Gosudarstvennoe političeskoe upravlenie, direttorato politico dello stato) chiamato anche Lubjanka per metonimia, dal nome del celebre palazzo dai mattoni gialli di Mosca, da allora sede dei servizi segreti sovietici e russi.

Risale al 16 agosto 1881 l’istituzione da parte dello zar Alessandro III dell’Ochrana (Ochrannoe otdelenie, dipartimento di sicurezza), la polizia segreta della Russia zarista, alle dirette dipendenze del Ministero degli affari interni. 

Dotata di ampi poteri sui reati di eversione politica, l’Ochrana controllava scuole, università, stampa e giustizia, è nota per aver inserito infiltrati nei movimenti di opposizione antizarista ed ebbe un ruolo importante nell’attivare pogrom contro gli ebrei in Russia. Gli agenti dell’Ochrana potevano incarcerare e condannare all’esilio chiunque fosse anche solo sospettato di svolgere attività sovversiva. Fu soppressa nel 1917 in seguito alla rivoluzione di febbraio.

Infine, andando ancora più indietro nel tempo, risale al 3 luglio 1826 la nascita della Terza Sezione (Tret’e otdelenie, ufficialmente “terza sezione della cancelleria privata di sua maestà imperiale”), la polizia politica russa che dal 1838 ebbe sede a San Pietroburgo nell’edificio sito sul canale della Fontanka. Nacque perché, fallita la rivolta decabrista, lo zar Nicola I volle un’organizzazione per vigilare e reprimere ogni attività contro il regime, guidata dal capo della polizia. Si trattava di una organizzazione mastodontica, con un archivio pubblico e due segreti, un reparto crittografico e cinque diversi uffici che seguivano rispettivamente la sorveglianza delle organizzazioni rivoluzionarie e dei singoli cittadini, le numerose sette religiose russe, gli stranieri residenti in Russia, il movimento contadino. Infine, il quinto ufficio si occupava della censura di stampa, letteratura, spettacoli teatrali.

Con la crescita costante dell’attività rivoluzionaria, il governo fu obbligato a riorganizzare le sue attività di controllo, per cui nel 1880 la terza sezione fu soppressa e le sue funzioni furono suddivise all’interno del dipartimento di polizia presso il ministero degli Interni e portarono alla nascita, appunto il 16 agosto 1881, della sezione politica che assunse il nome di Ochrana.

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