I peggiori anni della nostra civiltà

| Mentre le teorie che definiscono il 2018 miglior anno per l’umanità siano ancora da verificare, non vi sono dubbi che il 536 d.C. sia stato davvero uno dei peggiori anni per il genere umano, con eruzioni, pestilenze, guerre e carestie

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di Marco Belletti

Abbastanza a sorpresa, sono stati recentemente pubblicati alcuni studi che affermano – nonostante sia davvero difficile crederlo – che il 2018 è stato forse il migliore anno di sempre per noi esseri umani. Sono numerose le argomentazioni in merito e riguardano diversi settori.

Per l’ambiente, la quota di energia globale proveniente da fonti rinnovabili ha confermato il forte trend di crescita, passando dal 10 per cento del totale registrato nel 2016 a un valore vicino al 30 per cento l’anno scorso. Inoltre, nel 2018 è stato annunciato che nei due anni precedenti sono stati posti sotto tutela ambientale circa 6,7 ​​milioni di chilometri quadrati di oceano e che sono in calo gli animali in via di estinzione, anche se le prime proiezioni del 2019 sembra siano molto peggiorative.

Anche la povertà sembra che sia calata complessivamente nel 2018, con un guadagno medio per persona – calcolato dalla Banca Mondiale – di poco inferiore ai 2 dollari al giorno. E la qualità della vita è stata la migliore di sempre, con quasi l’87% della popolazione mondiale che ha potuto accedere all’elettricità. Positivo anche il trend di alfabetizzazione, con quasi 12 milioni di persone in più rispetto agli anni precedenti.

Gli indicatori essenziali della salute pubblica globale nel 2018 hanno registrato una drastica diminuzione: si tratta dei tassi di mortalità infantile e materna, l’arresto della crescita infantile e le gravidanze adolescenziali. In calo anche la percentuale di malattie infettive curabili (tubercolosi, malaria…) che l’anno scorso sono diminuite in tutto il mondo e che rappresentano un ottimo indicatore del miglioramento della salute globale.

Un’altra tendenza positiva registrata nel 2018 è la diminuzione del gap di genere, soprattutto nei Paesi più ricchi questo divario si è di molto ridotto: nel 1986 a livello mondiale erano 85 le ragazze iscritte alla scuola primaria e secondaria rispetto a 100 ragazzi, il valore annunciato nel 2018 è stato di 99,7. Tra il 2016 e il 2017 i seggi parlamentari in tutto il pianeta occupati da donne sono saliti dal 23 al 24 per cento.

Mai come nel 2018 sono state numerose le nazioni che hanno legalizzato i matrimoni omosessuali e sono 30 i Paesi che hanno deliberato come siano incostituzionali le leggi che vietano matrimoni tra le persone dello stesso sesso.

A fronte di numerose indagini pronte ad affermare che viviamo nel migliore dei mondi possibili – chissà quanto basate su fatti oggettivi e non di propaganda – una ricerca effettuata da uno storico ha invece stabilito quale è stato l’anno peggiore per gli esseri umani.

Il professore Michael McCormick insegna all’università di Harvard e ha stabilito nel suo studio intitolato “Eruption made 536 the worst year to be alive” pubblicato sulla rivista Science, che l’anno peggiore vissuto dall’umanità è stato il 536 dopo Cristo.

Lo storico racconta che quell’anno una nebbia misteriosa iniziò a coprire Europa, Medio Oriente e parte del resto dell’Asia, con un’oscurità perenne che gettò gli esseri umani nello sconforto di dover vivere in una costante tenebra, senza distinguere il giorno dalla notte per 18 lunghi mesi.

Le temperature precipitarono, dappertutto con una media di circa 2° C in estate, e iniziò il decennio più freddo degli ultimi 2.300 anni. Sono testimoniate nevicate estive in Cina, per anni non si ebbero buoni raccolti (alcune cronache irlandesi parlano di tremende carestie fino al 539) e furono centinaia di migliaia le persone che morirono di fame.

“Il sole sorgeva – scrisse lo storico bizantino Procopio – ma la sua luce non illuminava, come la luna, per tutto l’anno. Sembrava come un’eclissi di sole”. E pochi anni dopo, nel 541 arrivò la cosiddetta peste di Giustiniano, che sembra uccise 25 milioni di persone, circa la metà della popolazione europea dell’epoca, anche se qualche storico parla di 100 milioni di decessi in tutto il mondo.

Tornando al 536, fino a oggi non si aveva certezza sulle cause di tale repentino cambiamento climatico. Una teoria (proposta tra gli altri dall’archeologo inglese David Keys) ritiene che l’origine sia stata la presunta eruzione del vulcano Krakatoa del 535: esistono però pochi residui di materiale espulso in quell’anno, fatto che rende poco probabile la responsabilità del vulcano indonesiano anche in questo disastro ambientale, oltre a quelle certificata dovuta all’eruzione del 1883.

Nuovi studi hanno invece permesso di comprendere che l’abbassamento delle temperature sarebbe da imputare a un’eruzione vulcanica avvenuta in Islanda nel 536 e seguita da altre due altrettanto devastanti nel 540 e nel 547. I ricercatori sono giunti a questa conclusione grazie all’analisi delle particelle di vetro vulcanico in un ghiacciaio svizzero.

In ogni caso, sembra ormai assodato che furono nubi di ceneri vulcaniche (islandesi o indonesiane poca differenza fa) a oscurare il sole e raffreddare quindi il clima, provocando morte e carestie a partire dal 536.

Quell’anno fu eletto papa Silverio (figlio illegittimo di un altro papa, Ormisda) costretto ad abdicare poco più di un anno dopo per l’accusa – poi rilevatasi infondata – di essersi accordato con il re goto Belisario che stava assediando Roma. L’assedio alla città eterna fu un episodio della guerra gotica (535-553) che provocò distruzioni nella penisola italiana, svuotando le città e impoverendo le popolazioni, come se non bastasse flagellate anche dall’epidemia di peste e dalle carestie. La vittoria bizantina sembrò fosse in grado di portare un periodo di pace, e invece solo pochi anni dopo l’Italia fu nuovamente invasa e devstata, questa volta dai Longobardi.

Quindi, il 536 definito da McCormick il peggior anno in cui vivere, fu solo il primo di una lunga serie di stagioni definite “la fase oscura della Terra” con terribili eventi disastrosi (eruzioni vulcaniche, epidemie, carestie, invasioni, guerre…) che provocarono un periodo di grave stagnazione economica, dalla quale l’umanità riuscirà a uscire soltanto due secoli dopo.

Risale infatti a quell’anno la scoperta di alcune tracce, sempre nel ghiaccio svizzero, di inquinamento da piombo: è la dimostrazione che era ricominciata l’estrazione dell’argento – separato per fusione o ossidazione dal piombo in cui era amalgamato – con cui iniziarono a essere coniate nuove monete d’argento, chiaro segnalo della ripresa dell’economia.

Un ultimo piccolo dettaglio: ovviamente il 536 era un anno bisestile!

La Storia
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