La vita di Figen Murray, che ha perso un figlio a Manchester

| Era la mamma di Martyn, 29 anni, fan di Ariana Grande: una delle prime vittime identificate alla Manchester Arena. Da allora gira le scuole del Regno Unito per spiegare ai giovani che la radicalizzazione è solo dolore, per tutti

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La vita di Figen Murray si è fermata bruscamente la notte del 22 maggio 2017: quella sera, Salman Ramadan Abedi, un giovane 22enne di origini libiche, si è fatto esplodere alla “Manchester Arena” al termine del concerto di Ariana Grande. Insieme a lui muoiono 23 persone, per lo più giovanissimi, mentre altri 250 finiscono nell’elenco dei feriti.

Fra le vittime c’era anche Martyn Hett Murray, 29 anni, grande fan della popstar, uno dei quattro figli di Figen. Un dolore inaccettabile che non molla, e lentamente porta ad un bivio: sopravvivere o lasciarsi morire.

Figen Murray ha trovato un modo per ricominciare a vivere dedicando la propria esistenza a salvare i giovani dall’estremismo: “Non posso riportarlo indietro, ma posso provare a evitare che altre mamme non soffrano questo dolore immenso. Se riuscirò a impedire che soltanto un ragazzino venga radicalizzato, saprò che Martyn non è morto invano”.

Da allora Figen, 58 anni, non si è più fermata: ha attraversato il Regno Unito in lungo e in largo, incontrando più di 6.000 studenti ed esortandoli ad affrontare la terribile esperienza dell’attentato di Manchester, causato da un inconcepibile estremismo che ha il solo obiettivo di spargere sangue, morte e dolore. Accanto a lei, a volte c’è anche Mike Haines, fratello di David, l’operatore umanitario finito nelle mani dell’Isis e decapitato nel 2014.

In tutte le scuole dov’è arrivata, prima di invitare le scolaresche a fare domande, Figen Murray racconta la morte di Martyn e l’esperienza devastante vissuta dalla sua famiglia. In tanti le chiedono come ha fatto a perdonare l’attentatore e come è riuscita a sopravvivere al dolore: “Una ragazza mi ha detto: “Ho perso la mia sorellina qualche anno fa, puoi darmi qualche suggerimento su come elaborare il lutto? Le ho consigliato di tenere un diario, di scrivere pensieri ed emozioni. Poi le ho confidato che chiacchiero sempre con Martyn. Gli parlo molto, e penso a lui continuamente”. I bambini le chiedono spesso cosa direbbe a suo figlio se potesse, e lei risponde: “Gli chiederei di non andare al concerto, di restare con me”. Mediamente, racconta, in un gruppo di 100 adolescenti, fra i 60 e gli 80 alzano la mano quando viene chiesto se hanno visto materiale terroristico online.

Martyn Murray è stato una delle prime vittime identificate quella sera: amava scrivere e lavorava nelle pubbliche relazioni, aveva migliaia di follower su Twitter che seguivano alcuni dei suoi video caricati su YouTube. Nel novembre del 2016 aveva fatto notizia dopo aver condiviso sui social alcune immagini di lavori a maglia dalla madre, realizzati per una fiera dell’artigianato. Nel suo ultimo tweet, il 22 maggio del 2017, Martyn mostrava tutto l’entusiasmo per l’attesissimo concerto: “Una giornata felice con un po’ di prosecco, aspettando Ariana”. L’ultima foto insieme alla fidanzata l’ha pubblicata meno di un’ora prima dell’esplosione. 

Figen Murray ricorda di aver iniziato a perdonare Abedi, l’attentatore, dopo aver visto una sua foto su un giornale appena tre giorni dopo la strage: “Sono rimasta per anni a guardare quell’immagine pensando: ‘Eri così giovane, perché diavolo l’hai fatto?”.

Settimane dopo, stava leggendo il resoconto di un altro attentato, a Finsbury Park, Londra, dove un estremista di destra si è lanciato con un furgone su un gruppo di musulmani, nei pressi di una moschea. In copertina c’era una foto del terrorista, Darren Osborne, circondato da una catena umana e da un imam che lo proteggeva dalla folla inferocita.  “In tutto quel caos, quella confusione e quel terrore, questi uomini hanno preso la decisione di proteggere quel ragazzo – ricorda la signora Murray - in quel preciso momento ho deciso cosa avrei fatto di quel che resta della mia vita”. Ha contattato la BBC ed è apparsa in televisione per perdonare pubblicamente Abedi: “Non so cos’altro fare per me stessa: lavoro per Martyn e con Martyn, e siamo più uniti adesso di quanto non lo fossimo prima”.

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La vita di Figen Murray, che ha perso un figlio a Manchester - immagine 1
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