Attacco alle pattuglie del 112 in cella gli anarchici dell'Asilo

| Catturati dai Ros a Torino, Bologna e Cuneo. Pietre, bottiglie e sprangate contro militari e agenti. Tentativo fallito di creare tensione a Porta Palazzo

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I carabinieri del comando provinciale di Torino, in collaborazione cin i colleghi del Ros, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 6 attivisti appartenenti all'area anarco – insurrezionalista riconducibile al centro sociale "L'Asilo Occupato" accusati di essere responsabili, in concorso e con l'aggravante di aver commesso il fatto in più di dieci persone riunite, dei reati di "sequestro di persona, resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento aggravato di autovettura militare". Una settima misura sarà eseguita dalla Digos di Torino per autonome e convergenti attività investigative.

L'indagine ha avuto origine il 26 febbraio 2017 a seguito di un grave episodio avvenuto a Torino, via Alessandria, che portarono al danneggiamento di tre autovetture militari intervenute su richiesta di un passante per un danneggiamento in atto alla saracinesca di un tabacchino. Nel corso delle operazioni un gruppo di circa 15 soggetti si è scagliato contro i militari al fine di impedire le operazioni di identificazione dei presunti autori del danneggiamento. 
Così il comando provcinciale dei carabinieri: "  Le attività di indagine condotte dai carabinieri, sotto la direzione e il coordinamento del sostituto procuratore di Torino Antonio Rinaudo, hanno consentito  l'identificazione di sette attivisti, la diversificazione dei rispettivi ruoli mediante l'attribuzione di specifiche condotte reato, la riconducibilità dei fatti ad un'azione violenta di ispirazione anarchica volta alla contrapposizione al potere statale precostituito".
In realtà, la situazione era ancora più complessa. Siamo di fronte a un tentativo di creare tensione a Porta Palazzo, sfruttando il disagio degli immigrati clandestini. Le pattuglie di carabinieri e polizia aggredite da gruppi di anarchici a Porta Palazzo non sono infatti un fatto isolato. Militari e poliziotti stavano operando contro gli spacciatori, in due distinti episodi avvenuti negli ultimi due mesi Dall'Asilo Occupato, la reazione così anti-sistema da appoggiare la rete criminale di pusher di eroina white e cocaina. In un episodio, un agente è rimasto ferito, colpito alla testa da una bottiglia lanciata da uno degli anarchici. Poi sprangate, vetri infranti e botte. Infine i sei, sette individui si sono dileguati nella notte, mentre altre pattuglie intervenivano in soccorso dei colleghi. 

L'analisi di questo fenomeno non dà esiti rassicuranti. C'è una zona libera nel cuore del centro storico di Torino ormai in mano all'area eversiva del movimento antagonista, un tentativo di creare una copertura alle attività illegali, nel segno dell'odio contro le forze dell'ordine. E' il tentativo politico di creare le premesse per una rivolta dal basso della fasce di popolazioni più marginali, in particolari gli immigrati sopratutto i sans papier. Il modello è quello francese che ha poi generato massicce adesioni al radicalismo islamico, interpretato come un riscatto dal fallimento collettivo e individuale dei processi di integrazione, il fallimento dei ghetti costruiti per mantenere stabili masse di giovani sottopagati, condannati ai lavori più umili, senza speranze di potere cambiare mai la propria posizione. Qui, in Italia e a Torino, le condizioni sono storicamente e socialmente diverse, ma per questi rivoluzionari permanenti, almeno sognare una notte dei fuochi come li ha vissuti anni fa Parigi, con auto bruciate, vetrine sfondate e quant'altro, lo possono fare. La ricerca ossessiva di una frattura nel sistema di protezione dell'ordine pubblico, per poi vittoriosamente inserirsi, si infrange regolarmente sull'esiguatà dei numeri. Ma trascurare le due aggressioni alle pattuglie sarebbe un errore. Non sono fatti casuali, ma una strategia pianificata da tempo. In attesa del prossimo attacco o nel possibile ritorno alla routine del silenzio.


L'operazione è avvenuta aTorino, Bologna e Barge.

L’Analisi
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