Gomme in fiamme, A32 chiusa Attentato anarco-No Tav

| In un documento, appello all'azione diretta dopo la marcia pacifica di sabato. Rinnegati i pentastellati

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"…Riprenderci le strade con una manifestazione diurna, aperta, partecipata è l'obiettivo della giornata di lotta dell'8 luglio. Non solo, da troppo tempo si sta allargando la distanza tra la minoranza che agisce e i più che plaudono, limitandosi a partecipare alle grandi marce popolari, quando il movimento si raccoglie per dimostrare che l'opposizione all'opera è forte e radicata, nonostante la repressione, i giochi della politica, il tempo che passa, la tentazione della rassegnazione. È tempo che la lotta, l'azione diretta siano nuovamente patrimonio di tutti. Oggi ancora nei paesi vicini al cantiere, domani per bloccare e rendere ingovernabile l'intera valle….". In un lungo documento della Federazione Anarchica Italiana, sezione di Torino, viene fatto il punto sulla vertenza Tav. Due sono gli aspetti più importanti, che gettano una luce fosca sul prossimo futuro a proposito di un ritorno alla violenza. Gli ideologi anarchici bocciano senza appello la contiguità con il Movimento Cinque Stelle che in Val Susa s'è preso l'impegno - non solo politico ma anche di mobilitare attivisti e parlamentari penta stellati - di contrastare la Tav. Il secondo è scritto in modo tranchant: "E' tempo che l'azione diretta siano nuovamente patrimonio di tutti". Poteva sembrare un appello generico, parole vuote tanto per fare qualcosa. Ma sabato notte numerosi pneumatici sono stati bruciati a ridosso dell'autostrada A32 all'altezza di Giaglione e le corsie sono state chiuse al traffico. L'azione di sabotaggio non è stata rivendicata ufficialmente ma nel pomeriggio c'era stata una marcia di avvicinamento alle reti del cantiere, senza incidenti, ma svolta in un clima livido di odio e di esasperazione per l'inutilità di queste iniziative a bassa criticità. Manca la rivendicazione dell'incendio doloso ma non collegarli ai propositi espressi dalla Fai sarebbe un grave errore di sottovalutazione. 

"SEDUZIONE A 5STELLE, ENERGIE SPRECATE" 

"Basta illusioni". il conflitto non si risolve nel solco istituzionale: "L'imposizione violenta dei nuovi cantieri non è l'unico pericolo. L'insidia maggiore è l'illusione della delega, la seduzione a 5Stelle che ha colpito tanta parte di un movimento, che pure è consapevole che la strada percorsa sinora è stata fatta appoggiandosi saldamente sulle due gambe di tutti. La delega istituzionale rilegittima la macchina di chi si arroga il diritto di decidere per noi, di chi giocherà la sua partita ad un tavolo dove il banco vince sempre e prende tutto. Per prima la nostra libertà. Liste civiche, referendum, giochi elettorali hanno inghiottito enormi energie, senza alcun risultato, se non quello di allontanare ancora di più le persone dall'impegno diretto, dall'azione sul territorio, dal confronto sulle strategie per mettere in difficoltà l'avversario. La partita che si gioca in Val Susa va ben oltre il treno. Se fosse stata solo una storia di treni sarebbe già finita da un pezzo. In ballo c'è la decisione di essere protagonisti delle scelte che riguardano la propria vita e il territorio dove si è scelto di vivere. C'è chi chiama tutto questo democrazia. Noi non lo facciamo, perché sappiamo bene cosa sia la democrazia reale: un mero sistema di ricambio delle élite al potere, che costitutivamente tiene tutti lontani dai luoghi dove si decide. Troppe volte la febbre elettorale ha attraversato la Val Susa assorbendo energie enormi, sottratte alla quotidianità della lotta". 

Un vero De Profundis per chi sperava di canalizzare la violenza in un percorso democratico. Ma l'analisi del segmento anarchico del movimento No Tav va oltre, rivendica le azioni di sabotaggio sdegnosamente respinte da una parte del movimento, e ne pianifica di nuove.

"APPENDINO GIUSTIFICA LE CARICHE DELLA POLIZIA"

Si chiude con un attacco ad alzo zero contro il sindaco di Torino Chiara Appendino e al suo entourage. Da notare che, alla marcia di maggio, il vicesindaco Montanari aveva sfilato con la fascia tricolore per rimarcare il no alla linea. Evidentemente senza convincere   le aree antagoniste: "Per fortuna qualche crepa comincia a vedersi. É tempo di togliersi gli occhiali opachi dell'illusione istituzionale, per guardare in faccia la realtà cruda in cui siamo forzati a vivere. La "sindaca No Tav" di Torino ha preso le distanze dai "pochi violenti" giustificando così le dure cariche contro gli spezzoni degli anarchici, dei centri sociali e dei No Tav al corteo del Primo Maggio. Lo stesso giorno si era congratulata con il PM Rinaudo e con la polizia per gli arresti di sei anarchici attivi nelle lotte a Torino e in Valle. Rinaudo è il titolare di tante inchieste e processi contro i No Tav, gli antirazzisti, gli occupanti di case. Le parole della sindaca hanno lasciato il segno. Poco più di un mese più tardi Appendino, usando la legge Minniti-Orlando sulla sicurezza urbana, ha fatto un'ordinanza che vieta la vendita di alcolici da asporto ai negozietti, dove compera chi non può permettersi i prezzi dei dehor della movida. É finita con le cariche della celere in mezzo alla gente che si rilassava in piazza Santa Giulia. Proibizionismo e manganello. Buoni e cattivi: chi vota e chi agisce. Uno schema che il movimento No Tav ha sempre respinto, perché troppe volte politici "amici" lo hanno usato per spingere alla rinuncia ad ogni resistenza attiva". Ma molti attivisti hanno perso lo sprint, e la voglia di mettersi ancora in gioco, dopo la dura ondata repressiva.

QUANTI NEMICI NELLA BLACK-LIST NOTAV?

Che succederà ora? Bella domanda. La fase di riflusso potrebbe arrestarsi di fronte alla ripartenza dei lavori, in primavera. Ci sono gli espropri temporanei da portare a termine, le nuove gare d'appalto, una serie di complicati adempimenti burocratici che potrebbero allungare i tempi ulteriormente, logorando ancora le capacità di lotta degli oppositori, non tanto l'ala istituzionale e collegata con i 22 comitati No Tav della Val Susa, ma di chi lotta sul serio sul terreno. Il rischio è che l'avanguardia più motivata e convinta di passare all'azione, ci passi per davvero. Contro il cantiere o contro le persone iscritte nella lunga black list elaborata dalla "polizia", giudicate in qualche modo responsabili di quello che gli anarchici definiscono ormai "una via senza ritorno".

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