Incubo Spread, il ritorno

| E' la parole più cercata sul web dagli italiani, quota 300 non sarà a lungo sostenibile. Il sistema Italia è in pericolo, ammonimento Bce: "in Grecia iniziò così". Ma la coalizione giallo-verde tira dritto. I numeri per sono inesorabili

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di MINISTER ARGENTARIAE*

Spread. E’ la parola più cercata sui motori di ricerca e ha battuto, in queste ore, anche i nomi di leader e persino l’atteso black friday. Ieri ha chiuso a 329 punti dopo essere salito sino a 340. Oggi L’Europa boccerà la manovra economica italiana, e il rischio è un’ulteriore salita oppure un consolidamento sui 300 punti. Valori comunque insostenibili per il sistema Italia, in grado di provocare, in tempi brevi, un indebolimento delle banche e infine un default in stile Grecia, come ammonisce la Bce. Gli azionisti del governo giallo-verde, e ieri pure il ministro della Giustizia Bonafede a Porta a Porta, continuano a ripetere come in un mantra che il 2,4 per cento di disavanzo non si tocca, che la “manovra del popolo” serve per ripartire, per ridurre il debito grazie alla crescita, che quota 100 e reddito di cittadinanza daranno un impulso all’economia etc etc etc. Ma la realtà purtroppo è un‘altra. L’Europa e l’Occidente, per la guerra dei dazi ma anche per altri fattori macro-economici, sono alla vigilia della recessione e l’Italia è tra i Paesi più deboli ed esposti alla crisi. Le prospettive di crescita dell’1,5 per certo restano un miraggio mentre, più realisticamente, secondo tutti gli analisti del mondo, si attesterà tra lo 0,9 e se andrà bene all’1 per cento. Cosa vuol dire? Vuol dire che l’aumento dei tassi per comprare i titoli italiani - a proposito le aste, per la prima volta da anni, stanno andando male con gravi conseguenze per affrontare la spesa corrente delo Stato - brucerà le risorse necessarie per sostenere la crescita. Il vice-premier Di Maio aveva annunciato di “avere abolito la povertà” attraverso il reddito di cittadinanza, rinviato sine die, ma non si tratta di una mossa in grado di favorire la crescita ma di aggravare ulteriormente lo stato dei conti. E’ vero, in altri Paesi, questa misura, sia pure discussa, viene applicata ma si può con economie solide, con saldi positivi, con il pil e gli indicatori di produttività in crescita. Non è il caso dell’Italia che, per distribuire 780 euro ai “poveri”, con i mille distinguo del caso, utilizza denari che non ha. E per quota 100 rischiano di saltare i delicati conti dell’Inps, già minati dal quadro attuale. Insomma, un disastro annunciato che i sorrisi da corso post-motivazionista di Bonafede e Di Maio non riescono a cancellare e tantomeno a nascondere. Sostengono che la “manovra è del popolo”, ma il popolo, appunto, è quello che rischiano di mettere in ginocchio, mettendo in pericolo i risparmi e i fondamenti di una buona economia. Non bastano le minacce alla Ue, le frasi roboanti e retoriche, il continuo appellarsi ai programmi elettorali. I numeri non sono ideologici, ma sono solo numeri. E lo spread a 300, se resterà ancora su questi livelli, distruggerà l’Italia. Il ministro Tria e il re travicello Conte lo sanno bene. E soprattutto lo sa il presidente della Repubblica sempre più preoccupato. Pensare a un ritorno della ragionevolezza nella coalizione giallo-verde appare impossibile. Vivono di sondaggi e di una cocciuta determinazione auto-autolesionista che gli induce a mettere gli interessi del Paese, e del famoso popolo, in secondo o terzo piano rispetto al mantenimento a tutti i costi del Potere. Intanto stanno infiltrando i loro uomini nei gangli economici e finanziari del Paese. Gli effetti saranno, sul lungo periodo, devastanti.

*Dirigente bancario

L’Analisi
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