No Tav e M5s, c'eravamo tanto amati

| Ribolle sul web la rabbia, l'odio, la delusione e le minacce dei No Tav valsusini che si sentono traditi da Di Maio, Casaleggio e Grillo. Post di fuoco e imbarazzo pentastellato. Fine di una stagione di lotta

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Di Alberto C.Ferro

Le ultime elezioni europee, con la Lega che fa il pieno di voti anche nella Val Susa No Tav, avevano gettato nello scoramento i vertici grillini che sul sul no all’Alta Velocità erano riusciti ad aggregare un ampio fronte di consenso, un tempo con percentuali bulgare. Avevano l'appoggio entusiastico del portavoce Alberto Perino (nella foto), spesso sui palchi grillini per sostenere la causa. Ma ora il via libera alla Tav firmato nientemeno che da premier scelto dal movimento di Grillo e Casaleggio, ha creato un corto circuito tra militanti, sostenitori, amministratori e politici pentastellati. Il web ribolle di parole d’odio, di rabbia, di delusione e anche di sottili minacce. Tanto per dire, i No Tav si apprestano a inaugurare il Festival dell’Alta Felicità, l'annuale guazzabuglio musicale e politico nei prati di Venaus, ma non sarà più il momento di passerelle grilline in Val Susa. Si rischiano contestazione, nello stile vivace della popolazione locale, e forse anche peggio. I più in imbarazzo sono gli esponenti locali, come la capogruppo in Regione Francesca Frediani, che ha il suo bacino elettorale in Val Susa e ha fatto del No la sua personale bandiera. Ieri, dopo il sì, ha twittato #tuttiacasa. Lei compresa? Siamo sicuri di no. Il senatore torinese No Tav Alberto Airola, un altro talebano del No, minaccia le dimissioni e sconfessa Toninelli, il quale dopo l’ostruzionismo ai cantieri si guarda bene. - per ora - di dimettersi. Quella che abbiamo sentito è la posizione di Conte. Scrive Frediani, tra lo scetticismo dei suoi follower: “Ora aspetto la posizione politica del mio MoVimento. Quel #M5S che è No TAV da sempre. Il contratto prevedeva la costi-benefici: si è fatta e ha dato esito negativo. Ora si rispetti il contratto. E se si decidesse di andare al voto in aula, si ricordi che, sempre secondo il contratto, una parte non può mettere l'altra in minoranza”. Patetico.

“Il 5 stelle ha rinnegato TUTTO. Chi rimarrà dentro sopporta e supporta!”, scrive un attivista. Un’altra: “Io invece provo tristezza, penso alle belle persone che ho conosciuto in Valle che ci hanno creduto davvero. Che ancora una volta sono stati affascinati dalla delega e ancora una volta han creduto al deus ex machina che li togliesse dai guai. Sento la loro delusione e sento rabbia per chi li ha condotti al voto e tristezza per loro”. I delusi: “Con l'occasione sento di dover fare, a titolo personale, le mie personali scuse a tutti i tecnici, ad Alberto Perino e ai militanti No Tav che in questi anni hanno dato fiducia al Movimento Cinque Stelle. Questo non è più il M5S, è una farsa, una cialtronata di yes man, nella quale ancora si distinguono, oramai con chiarezza, le poche persone rimaste con la schiena dritta e con coerenza di cuore e di pensiero. Perlomeno quelle che non sono ancora state espulse o marginalizzate, in quanto non allineate al pensiero unico. Per ora rimane dolore e sconcerto. E proseguiremo la lotta contro l'idiozia e l'ignoranza di questo paese, come No Tav, come persone che credono al cambiamento - vero - e possibile”. 

La sintesi finale la fa un docente universitario No Tav della prima ora. "Ho promesso a me stesso di non insultare nessuno, per questa vigliaccata. Che riassumo a beneficio di inventario. E’ un po’ lunga ma vale la pena di leggerla. C’è l’odio, la rabbia e anche una maledizione biblica per i cinquestelle.

1) Prima si fanno eleggere promettendo che sarà la prima cosa che faranno. Ma prima bisogna rifare l’analisi costi-benefici, perchè 25 anni di studi e ricerche (un decimilionesimo, anche fatte aggratis dal sottoscritto) non bastano. E va bene, daje, famola, almeno mettete a tacere quei fasci con cui state al governo.

2) Poi la tirano in lungo con l’analisi costi-benefici (mesi e mesi, e nessuno sa niente, tipo verdetto dell’aruspice). Sa un po’ di commedia dell’assurdo, ma va beh, daje, facciamo pure finta che sia un problema serio.

3) Poi l’analisi costi-benefici esce, inequivocabile. Basterebbe un decreto-legge, subito, poi su come chiudere si discute: sarebbe tutto finito. Ma nulla.

4) Poi lasciano tutti i vari boiardi piddini al loro posto, anche da scaduti. Anche qui, applicando il pull-out, basterebbe un decreto di nomina di quel tizietto che fa il ministro delle infrastrutture. Ma nulla.

5) Poi lasciano gettare la maschera a Salvini, mai uno che gli dica: guarda che hai sottoscritto un patto di governo, non fate i furbi, tieni a bada gli scagnozzi e tu stai muto, se no saltano tutte le altre minchiate che volete approvare. Tutti zitti.

6) Il tempo passa. Francia e Unione Europea capiscono che il governo italiano è debole, che al contrario di quanto stabilito c’è trippa per gatti. E rilanciano, mica sono scemi ed hanno i loro clientes e i loro bravi interessi. Promettono soldi. Ricattano minacciando sfracelli con procedure di infrazione, loro fanno fare a Salvini la voce grossa e poi strisciando e tagliando su scuole e servizi ottengono una tregua.

7) Infine, Conte, Salvini e Di Maio si parlano. Mettono a punto la scemeggiata.

8 ) Poi, Di Maio viene a Torino e con frasi ambigue cerca di portare per i vicoli i tontinelli della base che ancora gli credono: in pratica, inizia a umettare e preparare l’arrivo del suppostone.

9) Poi, Conte diventa improvvisamente notav a parole, ma per colpa del PD e dei tanti soldi che gli promettono, dice che il TAV va “completato” (si noti: avanzamento attuale dei lavori per il tunnel di base: ZERO, DICESI 0, per cento). Solo “il Parlamento” mi può fermare. 

10) I militanti cinquestelle diventano tutti come Scajola: pretendono che questa manovrina sia stata fatta per iniziativa di Conte, noi cinquestelle siamo notav, che cosa c’entriamo? Di sicuro, Conte e giggino non si sono parlati, prima. Cierto.

11) Altri cinquestelle, senza vergogna, dicono: è la DEMOCRAZIA, deciderà il Parlamento! Che è al 70% di SITAV dichiarati. Ma noi cinquestelle siamo NOTAV e voteremo contro! Siamo al governo, ma per quella volta lì passiamo all’opposizione, così abbiamo la coscienza tranquilla. Il giorno dopo, torniamo al governo, eh: continuiamo con le belle cosette che abbiamo approvato in questo primo anno da schifo ai porci.

12) Infine, su una questione *fondante* per il loro programma di governo, nessuno che dice: porremo la fiducia, voto palese, e se andremo in minoranza SALTA IL GOVERNO. E magari si va ad elezioni. Beh no, questo mai: chi li voterebbe una seconda volta? Dovrebbero tornare a casa a fare quello che facevano prima (e stendiamo un velo pietoso su quali grandi personalità siano state elette nelle loro fila).

Ho promesso di non inveire e di non insultare nessuno, perchè mi sembrerebbe di picchiare dei bambini scemi.

Fate pure tutte le figure di merda che volete, dimostratevi inutili quali siete, tradite pure la fiducia e le aspettative di chi vi ha votato. Niente eravate, e niente ritornerete, alla fine di questa legislatura, non avrete più nessuna poltrona o seggio cui aggrapparvi. Nel frattempo, come negli scorsi 30 anni, a fermare il TAV ci penseremo noi. Noi del NOTAV. Per voi: damnatio memoriae. (guardate su google, nella versione semplificata, e troverete cosa vuol dire)”.

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