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| Il numero della popolazione terrestre teoricamente superato oggi è emblematico. Secondo il Dipartimento Economia e affari sociali delle Nazioni Unite raggiungeremo quota 8,5 miliardi nel 2030 e quasi 11 miliardi nel 2100

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Di Marco Belletti
Di certo non è un traguardo a cifra tonda, ma il numero di abitanti raggiunto dalla Terra è molto emblematico. Secondo le previsioni di “Worldometer” (il sito internazionale di ricercatori che rende disponibili numerosi tipi di statistiche sul nostro pianeta, informazioni sul coronavirus comprese), martedì 15 aprile 2020 sulla Terra superiamo il traguardo simbolico dei 7 miliardi 777 milioni 777 mila 777 abitanti. E la notizia decisamente importante è che il traguardo degli 8 miliardi sarà superato un po’ più tardi rispetto a quanto previsto qualche anno fa.

Infatti, la popolazione globale è ancora in crescita ma alcuni Paesi stanno sperimentando una diminuzione dei loro abitanti, e in tutte le nazioni l’età media sta crescendo. In pratica, stiamo invecchiando velocemente, come non era mai successo prima nella storia del pianeta. Ad affermarlo è un documento di previsione redatto alcuni mesi fa dal dipartimento economia e affari sociali delle Nazioni Unite che analizza nel dettaglio tutti gli aspetti sulla crescita demografica terrestre.

L’aumento della popolazione ha oggi un ritmo più lento dal 1950 e si stima che potremmo arrivare a circa 8,5 miliardi nel 2030, 9,7 miliardi nel 2050 e 10,9 miliardi nel 2100. Con una crescita di oltre un miliardo di persone, i Paesi dell’Africa subsahariana potrebbero rappresentare oltre metà dell’aumento complessivo mondiale tra il 2020 e il 2050 e si prevede che la popolazione del continente continuerà a crescere allo stesso modo fino alla fine del secolo. Al contrario, le popolazioni dell’Asia orientale, sudorientale, centrale e meridionale, dell’America latina e dei Caraibi, dell’Europa e dell’America settentrionale dovrebbero raggiungere a breve il picco di popolazione e cominciare a diminuire prima della fine di questo secolo.

E anche se l’aumento delle nascite nei Paesi ad alta fecondità dovesse scendere a due figli per ogni donna nell’arco della vita, due terzi dell’aumento di popolazione avverrà proprio in quelle nazioni, in quanto l’attuale grande quantità di bambini e giovani raggiungerà l’età riproduttiva nei prossimi anni.

Questa continua e rapida crescita demografica rappresenta una sfida per lo sviluppo sostenibile. I 47 Paesi meno sviluppati sono tra quelli che crescono più rapidamente al mondo – molti sono destinati a raddoppiare la popolazione tra il 2020 e il 2050 – mettendo sotto pressione risorse già in difficoltà e in forse la possibilità di raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile. Per molti Paesi o aree geografiche (tra cui alcuni piccoli Stati insulari in crescita) le sfide per raggiungere lo sviluppo sostenibile sono aggravate dalla loro vulnerabilità ai cambiamenti climatici, dalla variabilità del clima e dall’innalzamento del livello del mare.

Sempre secondo il documento delle Nazioni Unite, oltre metà dell’aumento della popolazione mondiale previsto fino al 2050 si concentrerà in soli nove Paesi: Congo, Egitto, Etiopia, India, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Repubblica Unita di Tanzania e Stati Uniti d’America. I diversi tassi di crescita riordineranno la classifica in tempi rapidi: per esempio, si calcola che l’India supererà la Cina come paese più popolato al mondo intorno al 2027.

Inoltre, il dipartimento economia e affari sociali prevede che le popolazioni di 55 Paesi diminuiranno dell’1% tra il 2020 e il 2050 a causa dei bassi livelli di fertilità e, in alcuni casi, per gli alti tassi di emigrazione. Le riduzioni più evidenti, fino a cali superiori al 20%, sono previste in Bulgaria, Lettonia, Lituania, Ucraina e nelle isole Wallis e Futuna nel Pacifico. Nella maggior parte dell’Africa subsahariana e in alcune aree dell’Asia, dell’America Latina e dei Caraibi, le recenti riduzioni della fertilità stanno a significare un aumento della popolazione in età lavorativa (tra i 25 e i 64 anni) più rapido di quello di altre fasce d’età, fornendo l’opportunità di un crescita economica accelerata.

Un paio di anni fa - per la prima volta nella storia - le persone con 65 o più anni in tutto il mondo hanno superato i bambini di età inferiore ai cinque anni, e le proiezioni indicano che entro il 2050 saranno più del doppio. Anzi, entro quella data gli over 65 nel mondo saranno più numerosi anche della fascia tra i 15 e i 24 anni.

La fertilità è diminuita notevolmente negli ultimi decenni in molte nazioni, tanto che oggi quasi la metà delle persone vive in un Paese la cui fertilità è inferiore a 2,1 nati vivi per donna, livello con cui il tasso di crescita è pari a zero nel lungo periodo. Solo nell’Africa subsahariana questo valore è stato sensibilmente maggiore nel 2019: 4,6 nati vivi per donna.

L’aspettativa di vita alla nascita per la popolazione mondiale ha raggiunto i 72,6 anni nel 2019, con un miglioramento di oltre 8 anni dal 1990. Si prevede un ulteriore miglioramento che si tradurrà in una durata media della vita a livello globale di circa 77,1 anni nel 2050. Tuttavia questo valore è di 7,4 anni più basso nei Paesi meno sviluppati a causa dei livelli elevati di mortalità infantile e materna, dei conflitti o della presenza di epidemie di HIV.

Le nazioni in cui i livelli di fertilità rimangono elevati dovrebbero prepararsi a soddisfare le esigenze di un numero crescente di bambini e giovani, mentre i Paesi con un calo della fertilità dovrebbero invece investire nel capitale umano, garantendo l’accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione a tutti. Inoltre, dove la popolazione invecchia sarebbe opportuno adottare misure per coordinare i programmi pubblici con il crescente numero di persone anziane.

Ovviamente, affermano gli esperti delle Nazioni Unite, la qualità delle stime e delle proiezioni della popolazione dipende dalla raccolta di dati demografici affidabili e tempestivi, anche attraverso sistemi di registrazione civile, censimenti, registri della popolazione e indagini sulle famiglie. Il ciclo di censimenti demografici nazionali del 2020, attualmente in corso, fornirà informazioni demografiche utili per pianificare lo sviluppo e per valutare i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

L’Analisi
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