Dopo il Sì alla Tav, Perino evoca i prossimi 'martiri'

| Il portavoce storico del movimento attacca i pentastellati. Ora potrà riprendere il conflitto dopo la parentesi pentastellata. Minacce esplicite nel documento di Notav.Info, house organ dell'autonomia in Val Susa

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il vero epitaffio l'ha scritto su facebook l'ex senatore grillino e valsusinoMarco Scibona, trombato nelle elezioni del marzo 2018, non candidato alle europee, quello che indossava cravatte No Tav al Senato che, tempo fa, aveva portato nel cantiere Tav di Chiomonte in pellegrinaggio oltre cento parlamentari pentastellati, tutti pronti a chiedere la fine della linea Torino-Lione con labava alla bocca: "Siete delle mxxxx e io sono un coxxxx". tradurre è facile. Le mexxxx sarebbero i dirigenti del suo partito, il coxxx lui perchè ci credeva davvero ai propositi di bloccare i lavori. L’area antagonista torinese, ma non solo, che ha trasformato il dissenso di una parte della Val Susa in terreno fertile per il “conflitto sociale permanente”, in nome delle vecchie teorie del post-marxismo (il ruolo delle “fratture” nel sistema ove infiltrarsi per creare la lotta di classe) e ricorrendo in modo all’uso della violenza politica, è finalmente libera dai lacci che l’hanno tenuta in stand by per anni, in nome del grillismo primigenio contrario alla Tav, e ora può riaprire una nuova stagione di contrasto. L’ombrello del movimento 5 stelle che aveva promesso l’abbandono dell’opera è stato chiuso per sempre e ora è il momento di passare ai fatti. Anche il portavoce storico dei No Tav, Alberto Perino, esibito sino a poco tempo fa sui plachi di Grillo come un orso addomesticato, pare pronto a rinnegare i pentastellati ("noi andiamo avanti, la tensione in Val Susa c'è sempre stata, non si provino au aumentare i livelli di repressione", dice)e così tutta la classe dirigente di un movimento molto più gerarchizzato di quanto non si pensi ma in realtà coordinato da una struttura segreta ai più, con ruolo ben definiti, dall’ala militare alagli amministratori dei fondi cospicui che finanziano da sempre le casse del movimento, non sempre limpidi. A riprova di questo, l’ultimo trionfale documento dopo il sì di conte alla Tav, comparso sulla home page di Notav.Info, l’house organi degli autonomi di Askatasuna in Val Susa.

Riportiamo il documento integrale

Comunicato del Movimento Notav

Non c’erano e non ci sono governi amici, l’abbiamo sempre saputo!

 

Dopo la diretta Facebook del Presidente Conte c’è finalmente chiarezza e come abbiamo sempre sostenuto: amici dalle parti del governo non ne abbiamo mai avuti.

La manfrina di tutti questi mesi giunge alla parola fine e il cambiamento tanto promesso dal governo, getta anche l’ultima maschera, allineandosi a tutti i precedenti.

E’ dal 2001 che risentiamo le solite parole da parte dei vari presidenti del Consiglio, e quelle oggi di Conte, anche se condite dalla “responsabilità del padre di famiglia” , non sono altro che la solita dichiarazione di chi cambia tutto per non cambiare niente, tenendo in piedi un dibattito in questi mesi, che è sempre stato ambiguo negli atti concreti, e questo è il risultato.

Non farlo costerebbe più che farla?

E’ solo una scusa per mantenere in piedi il governo e le poltrone degli eletti, sacrificando ancora una volta sull’altare degli interessi politici di pochi, il futuro di molti. Conte fino a poco tempo fa si era detto convinto che quest’opera non serviva all’Italia perchè troppo costosa per i benefici. Aveva letto bene l’analisi consegnatagli dalla commissione nominata, ed ora ha cambiato idea, fulminato sulla via di Damasco da promesse di finanziamenti europei o da equilibri politici da mantenere?

 

Abbiamo sempre definito il sistema Tav il bancomat della politica ed è solo di oggi la richiesta di arresto per il direttore della CMC che è il general contractor della Torino Lione. Un piccolo esempio di cosa abbia scelto il presidente Conte, altro che interessi degli Italiani!

 

Cosa cambia ora?

Per noi assolutamente nulla perché sono 30 anni che ogni governo fa esattamente come quello attuale: annuncia il si all’opera e aumenta il debito degli italiani facendo leva su un fantomatico interesse nazionale che non c’è e che nessuno dimostrerà mai.

Noi faremo quello che abbiamo sempre fatto, convinti di essere dalla parte del giusto, e dalla parte di quella maggioranza del Paese che dalla Torino Lione non trarrà nessun vantaggio, ma un danno economico e ambientale, che pagheremo tutti.

Conte e il governo che presiede saranno gli ennesimi responsabili di questo scempio ambientale, politico ed economico.

 

Ci chiediamo ora cosa faranno tutti quelli del Movimento 5 stelle che al parlamento si sono detti notav, ci chiediamo se avranno coraggio e coerenza o, come per altri punti politici tanto cari, che non si sono rivelati tali, faranno finta di niente tirando a campare.

Ma per coraggio e coerenza non intendiamo la sceneggiata già pronta da tempo, e che la mossa di Conte conferma, di portare il voto in un parlamento dove il voto è già scontato e dove il Movimento 5 stelle voterebbe contro, tentando di salvarsi la faccia dicendo “siamo coerenti, abbiamo fatto tutto il possibile”.

 

Noi invece sapremo sempre cosa fare, proseguendo la nostra lotta popolare per fermare quest’opera inutile ed imposta. Lo faremo come abbiamo sempre fatto mettendoci di traverso quando serve e portando le nostre ragioni in ogni luogo di questo Paese, che siamo convinti, sta con noi.

 

Dimostreremo fin da subito la nostra vitalità, con il festival Alta Felicità che prenderà il via giovedì portando migliaia di notav nella nostra Valle, e che porteremo tutti insieme a vedere il cantiere sabato pomeriggio!

Fermarlo è possibile, fermalo tocca a noi!

Il movimento NOTAV

——-

L’ultimo passaggio è chiaro: “portare” migliaia di No Tav sabato al cantiere vuol dire violare le ordinanze della prefettura che ne vietano l’avvicinamento. Il nuovo conflitto si apre così, tra una salamella, una grigliata vegana di melanzane e zucchine, e i vecchi della PFM che hanno persino scelto il Festival No Tav per avere ancora l’illusione del successo live.

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