Terrorismo anarchico, dalle bombe ai roghi unico disegno

| L'attentato all'Alta Velocità di Firenze, frutto di una nuova alleanza tra gruppi eversivi sin qui divisi. Al centro, il processo per la bomba a Casapound a Firenze e gli scontri No Tav in Val Susa

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Di Massimo Numa e L’Ateniese*

L’attentato all’Alta Velocità a Firenze, con tutte le gravi conseguenze sul traffico ferroviario, non sarebbe "solo" opera della FAI Informale Anarchica ma anche dell’area anarco-insurrezionalista che è molto più estesa, nell’area del Nord Est e del Nord Ovest, con epicentro Torino e Trento. Uniti, per una volta - non òa pria - su un fronte comune. Niente esplosivi ma azioni di sabotaggio, un modo di firmare quelle che sono definite “azioni dirette”, centrate su un obiettivo condiviso. Che sia un’ipotesi credibile lo dimostrano il processo a Firenze contro 26 anarchici, molti condannati per un attentati a una libreria vicina Casapound (un agente ferito in modo grave) e gli incidente al cantiere Tav in Valsusa, con decine di attivisti, anche di area anarchica, denunciati. Le differenze, tra le due fazioni, sono notevoli; gli Informali rifiutano ogni tipo di contatto con i movimenti sociali, mentre gli insurrezionalisti spesso seguono temi generalisti come l’immigrazione, gli sfratti, lo scontro sulla Tav in Trentino e in Piemonte. 

Due mondi diversi ma in certo senso complementari.  Il segnale è importante e preoccupata non pocoL'analisi dei nostri 007 sulla galassia antagonista e Fai-Informale ci aiuta a capire qualcosa di più. Hanno compiuto un'"azione" ogni quattro giorni, 110 attentati solo nel 2017. Tra gli ideologi emerge il ruolo dominante della torinese Anna Beniamino, reduce da un sciopero della fame in carcere, assieme ad altri attivisti, che avrebbe dovuto assomigliare a quello dell’Ira ai tempi della Thatcher ma che è finito, diciamo, per fortuna in modo più modesto, con qualche chilo di meno ma senza danni. 

L’Intelligence, nella relazione annuale del 2017, in 123 pagine dense di dati e di riflessioni, traccia un quadro preoccupante della minaccia anarco-insurrezionalista “considerata più tangibile di quella jihadista”. Nel 2017 gli attentati hanno colpito sette città italiane, costituiti dall’invio di pacchi esplosivi, attentati incendiari e danneggiamenti a Genova, Torino, Modena, Olmeneta (CR) e Firenze. Poi l'ordigno davanti alla stazione dei carabinieri di San Giovanni a Roma, il 7 dicembre. Gli anarchici si sono infiltrati nei movimenti No Tav e No Tap, ma non solo, pure in quel che resta delle frange di estrema sinistra idealmente ancora legate alla Brigate Rosse, "decise a tramandare alle nuove generazioni la memoria brigatista, nella prospettiva di contribuire alla formazione di futuri militanti".

 

Dal 2017 a oggi sono 101 gli ordigni esplosivi riconducibili a quest’area, compresi scontri di piazza e raid vandalici. Un’azione ogni 4 giorni, precisano gli analisti, con 67 agenti feriti. A questi vanno aggiunti gli attacchi dei No Tav al cantiere di dell’Alta Velocità di Chiomonte. Nel dossier degli 007 si fa anche una disamina del pericolo jihadista in tutto l'Occidente. Eppure in merito alla situazione italiana vengono scritte solo un paio di pagine. Sul documento si legge: "Nel 2017 non si sono registrate nuove partenze in direzione del teatro siro-iracheno, fenomeno in linea con una generale riduzione dell'afflusso di aspiranti jihadisti verso quel quadrante e gli ulteriori casi di foreign fighters a vario titolo collegati con l'Italia nel contempo emersi, sono da riferire per lo più a trasferimenti verso il campo di battaglia verificatisi in anni precedenti". Infine il focus sugli anarchici, riuniti nei vari segmenti antagonisti, dagli insurrezionali del Nord Est, alla “colonna" torinese, passando per Genova, Sardegna il Centro Sud: "È rimasta alta, nel corso dell'anno, anche l'attenzione in direzione della minaccia eversiva e dell'attivismo estremista. I circuiti anarco-insurrezionalisti si sono dimostrati determinati a rilanciare l'area sul piano operativo (...). Inoltre, campagne aggressive contro la repressione, e in solidarietà con militanti detenuti, hanno riproposto sintonie e sinergie tra ambienti anarchici italiani e omologhe realtà straniere, soprattutto greche e spagnole, tutti interessati a ribadire l'estensione del progetto eversivo al di fuori dei rispettivi confini nazionali. Il fronte antagonista resta composito, fluido e privo di un percorso comune. Iniziative di contestazione hanno riguardato soprattutto le politiche europee e i temi sociali, quali il lavoro e l'emergenza abitativa. Convergenze tra settori della sinistra antagonista ed area anarchica hanno concorso ad animare le proteste sul versante delle lotte ambientaliste. Seppure declinato in forme diverse, un comune cavallo di battaglia si è rivelata la lotta alle politiche migratorie e al sistema di accoglienza e gestione dei migranti, tradottasi tanto in azioni dirette in puro stile anarchico, quanto in manifestazioni di piazza".

 

L’ANALISI DELLA LEADER FAI-INFORMALE

 

Pubblichiamo stralci di un lungo documento, comparso a gennaio sul sito Croce Nera che fa da specchio all’analisi dell’Intelligence. Lo firma colei che, a fianco dello svizzero Marco Camenisch e dello spagnolo Gabriel Pombo da Silva, è ormai considerata l’ideologa di punta di questa area antagonista, una guida anche sulla parte pratica dei militanti. I gradi se li è conquistati sul campo, negli anni trascorsi in prigione, nel carisma che ha acquisito nei confronti delle altre detenute politiche: “…Mi preme ribadire, semplicemente, l’orgoglio nell’anarchia e negli anarchici che mi hanno permesso di nutrirmi di solidarietà fatta azione, scritti, rabbia rimbalzata oltre i cancelli e da carcere a carcere, mostrando ancora una volta quanto la tensione anarchica sia viva, attuale e capace di irridere le categorie e saltare gli steccati che la repressione vorrebbe imporre, scrollandosi di dosso la zavorra di paure e del mito del consenso. L’idea anarchica continua ad essere un problema per l’autorità rendendo palese, alle menti libere, la concretezza insita nella sua negazione...In questo passaggio sta l’importanza di questi tempi: sulla nuova o rinnovata coscienza di esser parte contundente, apportatori di germi sovversivi se si vuole, non solo negli ambiti ristretti di movimento ma nel porsi, sociali od antisociali che ci si senta, quali fieri portatori di una serrata critica all’era del dominio tecnologico, del controllo e dell’omologazione globale”.

 

LA TIMELINE ANARCHICA-FAI INFORMALE

 

Il processo Scripta Manent (pm Roberto Maria Sparagna) compendia numerose indagini avvenute nel corso degli anni.

 

- Processo ORAI (pm Marini, ROS, Roma) del 1995;

 

- Indagine sull’attentato a Palazzo Marino a Milano nel 1997 a firma Azione Rivoluzionaria Anarchica;

 

- Indagine su Solidarietà Internazionale (pm Dambruoso, Digos, Milano) archiviata nel 2000;

 

- Operazione Croce Nera (pm Plazzi, ROS, Bologna)

 

Indagine su plico incendiario a questore di Lecce del 2005 a firma Narodnaja Volja/FAI;

 

- Indagine sull’attentato alla caserma allievi C.C. Di Fossano e plichi incendiari a firma FAI/RAT del 2006 (pm Tatangelo, ROS, Torino) archiviata nel 2008;

 

- Indagine sui plichi incendiari ed attentato alla Crocetta a firma FAI/RAT del 2007

 

- Operazione Shadow (pm Comodi, Digos, Torino) iniziata nel 2009 per 270 bis, 280 c.p.; risoltasi nel 2016 con condanne per 414 c.p. per il periodico KNO3 e 2 condanne per furto d’auto e tentato sabotaggio a linea ferroviaria;

 

- Operazione Ardire (pm Comodi, ROS, Perugia) iniziata nel 2010, che porta a 8 custodie cautelari nel 2012, poi confluita integralmente in Scripta Manent dopo passaggi di competenza territoriale prima a Milano, poi a Torino;

 

- Indagini Kontro, Replay, Sisters, Tortuga (pm Manotti, ROS, Genova) su attentati a caserme C.C. di Genova, RIS di Parma del 2005 e altri attacchi;

 

- Indagine Evoluzione, Evoluzione II (pm Musto, Milita, ROS, Napoli) Iniziata nel 2012 sull’attacco ad Adinolfi “evolvendosi” poi in monitoraggio su RadioAzione e RadioAzione Croazia;

 

- Indagine Moto (pm Franz, Piacente, ROS, Genova) che nel 2012 ha portato agli arresti di Nicola Gai e Alfredo Cospito;

 

- Indagine su pacco-bomba ad Equitalia (pm Cennicola, Polino, Digos, Roma) del 2011, riaperta nel 2014;

 

- Indagine si attentato al tribunale di Civitavecchia e molotov ai C.C. di Civitavecchia del 2016 (pm Cennicola, ROS, Roma).

 

*Esperto di terrorismo internazionale

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