E ora Chiara vuole il treno superveloce

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Lo sappiamo: continuare a stupirsi in questo Paese non è solo un esercizio inutile, ma perfino deprimente. Non bastava il record di vendite del libro scritto da tal Giulia De Lellis, che in vita sua ne ha letti due, e forse neanche arrivando alla fine. Adesso ci si mette anche Chiara Appendino, la sindaca pentastellata di Torino, fino a non più di 10 minuti fa una fiera paladina contro il mostro brutto del Tav, il famigerato treno ad alta velocità, la madre di tutte le battaglie elettorali del Movimento. E forse Chiara se n’era scordata, o aveva altro per la testa, chissà: qualche sera fa, dall’assemblea dell’Unione Industriale di Torino, la sindaca si è lanciata esattamente dalla parte opposta della massicciata. “In accordo con il sindaco di Milano Beppe Sala, stiamo lavorando al progetto dell’Hyperloop, un’infrastruttura che collegherà Milano e Torino in una manciata di minuti, creando una macroregione”. L’Hyperloop, per quanti si fossero collegati solo adesso, va perfino oltre il Tav: è un supertreno a lievitazione magnetica passiva in grado di raggiungere i 1.200 km/h all’interno di enormi tubi a bassa pressione. Una delle tante idee di Elon Musk, il vulcanico inventore di “Tesla”, che neanche nei sogni migliori avrebbe mai sperato di convincere la Appendino. È vero, il treno di Elon consuma pochissima energia grazie a pannelli solari e ad un sistema di recupero dell’energia, in più è stato progettato prevedendo che poggi su piloni, per ottenere il minimo impatto al suolo, garantendo al tempo stesso i massimi standard possibili di sostenibilità. Ma lo shock per la conversione della Appendino resta: è il sintomo che la decrescita felice e la politica dei “no” hanno fatto il loro tempo. È come sentire che la De Lellis è stata designata al ministero della pubblica istruzione per meriti culturali.

L'EDITORIALE