Aborto, dopo gli Usa anche l'Europa?

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Gli italiani dovrebbero seguire con più attenzione l’offensiva conservatrice in atto in molti stati Usa a guida repubblicana contro l’aborto. Si dice infatti che in Europa l'onda di ritorno delle "rivoluzioni" nordamericane arrivi con anni di ritardo. I governatori, nel cui recente programma elettorale la guerra all’aborto era tra i temi centrali, vanno firmando, uno dopo l’altro, leggi che in pratica cancellano l’aborto legale, possibile solo se la salute della madre è in pericolo, escludendo persino le gravidanze per stupro e incesto. L’onda dell’estrema destra e suprematista è iniziata in Usa parecchio tempo fa, agli albori della campagna vincente di Trump. Ebbene, l’Europa è alla vigilia delle elezioni dove le formazioni di destra hanno in teoria parecchie chances di raggiungere una maggioranza, portando seco anche la volontà di contrastare le leggi sull’aborto e sull’eutanasia, tanto per restare in temi di natura etica. La questione dell’aborto è troppo delicata, riguarda la sfera individuale delle persone - ognuno con la sua sensibilità o credo religioso - per esprimere una posizione netta, ma quanto avviene in Usa è un segno evidente di un mondo sta cambiando o arretrando, dopo la spinta libertaria degli ultimi decenni. Votare in un modo o in altro, sarà un segnale importante. Forse decisivo. Non solo per l'aborto.

L'EDITORIALE