Arance e mozzarelle, Arlecchino e Toninelli

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Una delle battute più divertenti, efficaci, contro la Tav, l’aveva coniata a suo tempo Beppe Grillo. Con lo sguardo stralunato, diceva: “Ma facciamo un treno per portare le mozzarella dall’Italia a Kiev a 300 km ora? Ma siamo matti?”. I No Tav ci hanno campato anni sulla buffa storia delle mozzarelle viaggiatrici, mentre sono tanto belli i  prodotti a km0, la “filiera corta” e tutto il repertorio, per sostenere le ragioni di un No. Adesso Di Maio ha risolto il problema: non più mozzarelle, ma sulle infrastrutture viaggeranno le arance della Sicilia, destinate e un Paese, la Cina, tra i maggiori produttori al mondo di agrumi. Bene fanno i nostri imprenditori e cercare nuove vie commerciali in tutto il mondo, e ci mancherebbe. Ma la storia delle arance e delle mozzarelle nasconde l’innata propensione degli italiani per la commedia dell’arte, quella in maschera. Dove la contraddizione bizzarra è la fonte della comicità. E con nuove maschere a fianco di Arlecchino e Pulcinella...

L'EDITORIALE